lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
I fatti sono pietre
Pubblicato il 25-09-2018


Durante la mia lunga milizia politico-amministrativa, ne ho viste di cotte e di crude. Dopo aver costatato lo scarso risultato raggiunto con le opinioni espresse nei miei articoli, mi sono deciso, spinto anche dal romanzo di Carlo Levi “I fatti sono pietre”, a raccontare episodi, dei quali sono stato testimone o protagonista. Il sociologo De Masi sostiene che gli italiani siano diventati rassegnati e che difficilmente si riesce a smuoverli, con ragionamenti o con riflessioni. Solo populismi furbastri con pochissimi argomenti, sfruttando la superficialità di Governi presuntuosi, sono riusciti ad attrarli e ad arruolarli elettoralmente .

Una volta, si leggeva per cercare opinioni e per capire le dinamiche politico- sociali. Adesso, bisogna impressionare, non spiegare. Spero che dai fatti, di seguito riportati, scaturisca qualche insegnamento e qualche interesse. Convinto che sia utile parlare e far parlare, una volta, ad un mio paesano, uomo di fiducia di un’impresa casertana, chiesi: – Perché non dici, quello che sai? Se lo esterni, l’aria di Rotondi diventerà più pulita. Gli dissi pure da dove poteva iniziare da quello, che mi aveva detto 31 anni prima. Vi risparmio il seguito. Purtroppo, quelli che sanno non parlano; la giustizia interpreta le leggi in modo variabile; le forze dell’ordine guardano altrove. Nessuno contribuisce a far migliorare la società e tutti i gatti sembrano grigi. Tranne stupide generalizzazioni, nessuno indica i responsabili delle negatività e si dà la colpa al tempo, sentenziando:-So’ cambiati ‘e tiemp’. I corrotti ringraziano e continuano a peccare. Il mio pessimismo viene da lontano. Da quando vedevo i film Western, nei quali si vedevano i Visi Pallidi, vendere fucili ( Winchester 73) ai Pellerossa, con i quali, questi uccidevano i Visi Pallidi. Capii che, per soldi, si arriva a vendere armi al nemico.

Da allora, penso che la volontà di arricchirsi annulla la percezione del danno che si provoca agli altri e cerca ogni occasione per cercare di “saziarsi”. Chi fabbrica armi, vuole le guerre e chi produce medicinali provoca inquinamento e spera nelle epidemie. Gli esempi sono infiniti. Religioni, Filosofie e Movimenti politici volevano che l’uomo non fosse “lupo per l’altro uomo”. In molte società, lo scopo è stato raggiunto, ma, in altre, gli uomini lupi stanno tornando o non sono mai scomparsi.

Ecco alcun episodi.

1) Nel mio Comune, c’era un Vallone , che era uno sfogo per le acque montane, ma non aveva mai provocato danni, a valle. Negli anni ’80, si decise di trasformarlo in Canale. Si insinuò, che, la scelta era stata concordata con un’impresa . Mi opposi, sostenendo, che la trasformazione del Vallone in Canale, avrebbe fatto aumentare la furia dell’acqua, diventando un pericolo per il Rione Perroni. Restai in minoranza. Dopo non molti mesi, diluviò. La massa d’acqua, a forte velocità, investì tutto il Rione. Acqua e fango entrarono in tutte le case, rovinandole. I danni furono immensi. Un giovane restauratore, vedendo tutti i suoi lavori distrutti, dallo sconforto, si suicidò. Davanti alla Chiesa, dissi al Sindaco:- Si è verificato, quello che temevo. Chi è l’assassino?

2) Un mio paesano, vedendo che nella Commissione Edilizia comunale, i tecnici, di maggioranza e opposizione, si scambiavano favori, a danno del territorio, coniò un’espressione efficacissima: “ I tecnici fanno l’opposizione a pagamento”. Inoltre, diventò famosa l’espressione: “mangi tu e mangio io”. I cittadini sorridevano, ma non agivano.

3) Quando ero Presidente della Comunità Montana, dovevamo appaltare la strada, che da San Martino V.C. porta a Montevergine. Il valore dell’opera era di 500 milioni. Un giorno, venne da me un tecnico della zona e mi fece la proposta:- Se inviti le 15 Ditte che ti indico io, per te ci sono 90 milioni. Non ripeto quello che risposi, mandandolo via. Quel signore, poi, andò dicendo che ero fesso.

4) Nel 1982, il Responsabile dell’Ente di Irrigazione, mi chiese di sponsorizzare, come C.M Partenio il progetto dell’ Asse viario: ASI Valle Caudina- Pianodardine. Feci notare che il progetto prevedeva un tratto, che andava oltre l’ASI della Valle Caudina, di ben 4 Km, arrivando in territorio di Paolisi. Proposi di eliminare quel tratto, altrimenti niente sponsorizzazione. La proposta non fu accettata e non ci fu sponsorizzazione. Mentre ci salutavamo, dissi: -Se accettate la mia proposta, la strada sarà ultimata, se lasciate il progetto inalterato, nel 2020 , la strada non sarà ultimata. Diedi 40 anni di tempo, ne sono passati 36 e la strada non è nemmeno a metà. La Valle Caudina è stata stracciata e da Rotondi ad Avellino, le curve sono sempre 186. Conosco moltissime persone, che potrebbero allungare l’elenco dei “ fatti ”, avendoli vissuti. Spero che li facciano conoscere. I termini di paragone sono importanti messaggi educativi. Spero di non aver annoiato.

Luigi Mainolfi

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