lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
La scuola deve essere utile
Pubblicato il 20-09-2018


Il Corriere della Sera, del 10.9.2018, ha dedicato un supplemento alla Formazione, con il sottotitolo: “Il futuro della Campania tra scuola e lavoro”. Ho trovato l’iniziativa interessantissima per le considerazioni, la cui lettura avrebbe potuto e dovuto provocare. Spero che faccia nascere un serio confronto, su un tema di straordinaria importanza per la società e, in particolare, per i giovani. Finora, la scuola, con i suoi “binari morti”, ha illuso molti giovani, per, poi, abbandonarli al loro destino. Ho sempre pensato, che la scuola dovesse essere in sintonia con l’ evoluzione della società, in una logica globale, per preparare le energie utili alle esigenze, che vengono create ed alimentate dalle variabili del processo economico mondiale. Inoltre, partendo dalle risorse del territorio, la scuola dovrebbe preparare anche tecnici, capaci di valorizzarle, alfine di provocare sviluppo e, quindi, occupazione. Questa fu la logica di De Sanctis, quando si adoperò per istituire l’Istituto Agrario. Purtroppo, nessun politico irpino ha dimostrato di aver assorbito il suo insegnamento. Quando la società cambiava lentamente e silenziosamente, le deficienze della politica non pesavano. Da quando il cambiamento sembra una “ formula 1”, con i vari Stati in gara, la cattiva politica provoca danni irreparabili. La volontà dei poteri forti, che vogliono una gioventù disponibile ad accettare condizioni di precariato e di sopravvivenza, non trova ostacoli. Una cattiva scuola è funzionale agli interessi dei pochi, a danno dei molti. Tutto ciò, che ha influenzato negativamente la scuola, alla lunga ha danneggiato la società, facendo aumentare le diseguaglianze e le ingiustizie sociali. La classe media è quella che paga di più e che rischia di scomparire. I populismi sono figli anche di tale processo. Finalmente, all’inizio del secolo, è stata avvertita la necessità di fare orientamento scolastico. Ovviamente, l’orientamento scolastico, che non è pubblicità degli Istituti, come Open Day, richiede conoscenza delle tendenze della società e Istituti idonei a dare ciò che è funzionale all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. La buona politico deve essere presbite e prevenire gli eventi. Spesso paragono Benevento e Avellino, degli anni 1950-1960. A Benevento, grazie a politici lungimiranti, furono istituiti l’Istituto Tecnico Industriale e il Liceo Artistico; ad Avellino si ebbero la Scuola d’Arte e l’Istituto Professionale. Le conseguenze di tali differenze meritano un approfondimento. Se analizziamo la politica scolastica degli anni passati, scopriamo un’altra sbandata politica. Furono creati Facoltà Universitarie, come Giornalismo, Psicologia, Bene Culturali, Sociologia, senza valutare la potenziale richiesta di servizi che tali discipline offrivano. Quelli, che lo decisero, confusero il corso di Laurea con il Corso di Specializzazione. Quanti giovani laureati in quelle discipline hanno dovuto ripiegare su altri settori ? Quanti sono stati costretti ad emigrare? Un altro esempio della miopia politica è dato dal numero degli Istituti Alberghieri sul territorio irpino, che contraddice il non volere che i nostri giovani emigrino.

L’Istituto alberghiero , che è un’autostrada per i nostri emigranti, esiste ad Avellino, a Montoro, a Lioni, ad Ariano, a Marzano e a Mirabella. Non vi sembrano troppi? Mentre diminuivano gli abitanti, aumentavano le sedi dell’Alberghiero. Negli ultimi anni, sono maturate, sotto l’ombrello della Buona Scuola, altre incomprensibili decisioni: creazione di Licei Musicali e Licei dello Sport. Mi piacerebbe conoscere le ragioni di tali scelte. Ci vorrebbero manifesti con la scritta “Wanted” e la fotografia di chi ha pensato che era una cosa geniale. Vorrei domandare a questi scienziati: In quali settori e dove troveranno lavoro i poveri diplomati di questi due Licei? La scuola dovrebbe servire anche a creare gli anticorpi a difesa della Democrazia, dello Stato e delle Istituzioni. In altre parole, la scuola deve servire a formare l’uomo democratico e amante della libertà . Il mio pessimismo deriva dall’avere appreso che nelle graduatorie internazionali, il nostro Paese occupa gli ultimi posti. Cosa, che mi ha fatto riflettere anche sul tipo di assunzione del corpo insegnante, che risente del potere clientelare del sindacato. Inoltre, se paragono l’offerta scolastica della Campania a quella del Nord, mi vengono i brividi. Quanti giovani Campani si sono iscritti alle Università del Nord? E quanti vanno al Nord per conseguire un Master? Con tante Università in Campania, cediamo soldi ed energie al Nord. Nel 1982, da Presidente della Comunità Montana Partenio, coinvolgendo la Provincia e la Camera di Commercio, proposi l’istituzione di una Scuola di Management, per i giovani diplomati e laureati. Per me, un’altra delusione. Spero che le forze politiche e le Istituzioni, tolgano tempo agli inciuci per destinarlo alla riflessione sul problema Scuola, che è come le fondamenta per un edificio.

Luigi Mainolfi

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