martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Il Mistero del pappagallo cantatore
Pubblicato il 24-09-2018


A prima vista sembrerebbe un titolo per ornitologo alla ricerca della caratteristica glottologica del merlo indiano.Trattasi,invece di un excursus di vita politica di cittadini pievesi che 33 anni fa costituirono un team per il consolidamento del PSI locale.Il loro marcato impegno riuscì nell’intento di far crescere il Partito Socialista Italiano della sede locale di PIEVE EMANUELE(Milano) al punto di produrre frutti succulenti e/o caduchi durante il lustro 1985-90.Codesta avventura,in virtù di una ottimale organizzazione politica fu concausa dell’affermazione sul territorio comunale del PSI di Bettino Craxi e determinò la conferma alla guida dell’Amministrazione Comunale del sindaco Antonio Maresca e l’elezione dei consiglieri comunali socialisti Luigi Marini, Riccardo Brio e Carmine Capasso; per il quinquennio 1985-90.Alcuni di essi(Antonio Maresca e Luigi Marini) vennero poi affiancati in veste di consiglieri comunali,nel periodo 1990-93,dai neofiti Francesco Ferrigno, Antonio Pagnano ed Antonio Dama,il quale assunse per qualche anno la carica di sindaco in seno all’Amministrazione comunale di Pieve Emanuele,poi commissariata nel 1993 per l’accidia di tangentopoli.Purtroppo in quel periodo si consolidarono i prodromi giustizialisti dei burrascosi anni 90 per gli amministratori che vennero messi alla berlina dalle infauste azioni giudiziarie della magistratura milanese del biennio 1992-94.Quel biennio venne caratterizzato dall’annientamento dell’elettorato socialista che per pavidità cadde nella letargia e nel nascondimento.Si sciolse come neve al sole l’auspicata unità socialista auspicata da Bettino Craxi e si perse l’identità autonomista della “politique d’abord”di Pietro Nenni.Questo labile ricordo di quei protagonisti racchiude l’amarezza di tanti cittadini pievesi che loro malgrado si arresero per nascondersi nel mare magnum di nuove avventure politiche,rinnegando le specificità ancestrali dell’ideale socialista.La disfatta del PSI fu pregna di rammarico.Il rammarico di non essere più protagonista della verve politica di cui i socialisti erano portatori dal 1976 al 1992.Tuttavia un tentativo di ricreare le condizioni di rinascita e sviluppo dell’elettorato socialista maturò subito dopo la tragedia di tangentopoli.Nel 1994 uno sparuto gruppo di fedeli compagni socialisti,che non avevano mai avuto cariche amministrative a Pieve Emanuele,riaprì la Sezione del PSI in Via Roma 14,spinto dalla speranza di ridare dignità e forza al popolo socialista del territorio pievese.Si ebbe un periodo di visibilità dei socialisti sotto il simbolo del SI(Socialisti Italiani) e poi dello SDI(Socialisti democratici italiani).Tennero sul territorio locale una positiva affermazione di tesserati ed una discreta presenza pubblica di convegni,congressi e stampa.Le loro aspirazioni ebbero un primo risultato con le elezioni amministrative del 1998.Lo SDI si presentò all’elettorato con una lista politica autonoma che candidava a Sindaco la compagna Nadia Gallo ,Purtroppo,nonostante il lusinghiero numero di voti ottenuto,quella lista non raggiunse il quorum elettorale necessario a mandare almeno un consigliere nella compagine comunale.Quel manipolo di idealisti resistette allo sconforto fino a ritentare nel 2002 una seconda avventura elettorale,non più sotto l’egida dello SDI,bensì inquadrandosi nei due schieramenti contrapposti del PDS e Forza Italia.La delusione raggiunse il suo acme:nessuno dei due candidati,rispettivamente Biagio Sapio ed Antonio D’Amato venne eletto.Si creò un dissidio tra entrambi che condusse all’affossamento dell’attività politica dei socialisti pievesi ed alla conseguente chiusura della Sezione dello SDI.Una luce postuma fece sperare il popolo socialista di ridestarsi con le elezioni amministrative del 2007.Fu allora che la cittadinanza composita locale mise fine all’avventura politica della sinistra confluita nel PD e RFC.I socialisti di Pieve Emanuele vollero dare il loro contributo per cambiare finalmente la scena politica e dare fiducia e forza elettorale alla coalizione di Centrodestra guidata dal candidato sindaco Rocco Pinto.Il neofita centrodestra vinse le elezioni comunali al primo turno con il 50,6% di voti.Questa sofferta riflessione rispecchia una meditata scelta di dare consistenza e coraggio ai depositari dell’ideale socialista.Per la cronaca l’ispirazione del titolo di questo pezzo mi deriva da tre fedeli compagni socialisti che nel 1985 risiedevano a Pieve Emanuele:Mistero Antonio.Pappagallo Nicola e Cantatore Michele.

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