mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Serie B: attentato alla legalità, il torneo cadetto resta a 19 squadre
Pubblicato il 12-09-2018


La tanto attesa sentenza del Collegio di Garanzia del Coni, presieduto dall’ex Ministro degli esteri Frattini, ha confermato la decisione della Lega di B e della Figc che lo scorso agosto, in barba al regolamento, ha optato per il format a 19 club, bloccando i ripescaggi. Norme del tutto aggirate in una delle più sconcertanti pagine della storia del calcio

fabbriciniROMA – Golpe, rapina, furto. Non è semplice scegliere l’aggettivo più appropriato per definire l’epilogo di una “commedia all’italiana”, che di commedia ha però ben poco. Si parla di Serie B e del format del campionato. Il Collegio di Garanzia del Coni, presieduto dall’ex Minsitro degli esteri Franco Frattini, ha deciso di confermare la decisione della Lega cadetta e della Figc che lo scorso agosto, violando palesemente il regolamento, hanno deciso di bloccare i ripescaggi (previsti dalla legge) e far partire il campionato con 19 società. Uno stupro alla legalità che ha come maggiore responsabile il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, e il suo clamoroso voltagabbana senza il quale quest’estate si sarebbe regolarmente giocato nei campi di calcio e non nelle aule di tribunale.

I FATTI – Ecco cosa è successo. All’inizio dell’estate la Serie B perde tre piazze importanti come Avellino, Bari e Cesena, tutte fallite. Il regolamento parla chiaro: la legge prevede il ripescaggio dalla Serie C di altrettante tre società in base ad una dettagliatissima graduatoria di parametri. Tant’è che Roberto Fabbricini, che copre il ruolo di Tavecchio da quando quest’ultimo si è dimesso, garantisce lo scorso 3 agosto che “il torneo sarà composto da 22 squadre”. Anche perché, regole alla mano, qualsiasi cambiamento di format può essere convalidato dopo un anno dall’annuncio. Di giorni invece ne passano appena 7 ed ecco il clamoroso dietrofront di Fabbricini: “Serie B a 19 squadre”. Un voltagabbana imbarazzante su pressione del presidente della Lega di B, Mauro Balata. Il motivo? E’ semplice: con meno società i soldi da spartire provenienti dai diritti tv sono di più per tutti (circa mezzo milione). Non a caso, guarda un po’, tutti e i 19 club cadetti sono concordi sulla riduzione del numero. La decisione della Federazione scatena però l’ira di tutte le società che aspettavano il ripescaggio (Novara, Catania, Ternana, Pro Vercelli e Siena). La più battagliera è quella etnea (retrocessa a tavolino in C nell’estate 2015 dopo lo scandalo “I treni del gol”, ma stranamente unica a pagare…) che lo scorso 6 settembre denuncia in Procura proprio Fabbricini per “abuso d’ufficio” per aver platealmente negato l’attuazione del regolamento. Si arriva così alla definitiva sentenza del Collegio di Garanzia del Coni, che tuttavia se ne lava le mani ritenendo inammissibile il ricorso dei club che speravano nel ripescaggio confermando la B a 19. “Quei ricorsi – dichiara Frattini – dovevano essere proposti davanti alla giustizia endofederale, quindi sono inammissibili per avere sbagliato il giudice da cui andare”. L’ex Ministro poi svela: “Io ho votato contro, avrei optato per il campionato a 22. Ma è stata una decisione presa a maggioranza dal Collegio, per 3-2”. Fine della “commedia all’Italiana”. Se siamo il Paese dei Balocchi un motivo ci sarà.

LE REAZIONI – “Mi dispiace per i nostri tifosi, è avvenuto qualcosa mi viene da dire non per colpa nostra ma per una situazione a mio avviso veramente deplorevole che evidentemente in questa nazione sta prendendo il sopravvento”. Questo il commento del presidente della Ternana, Stefano Bandecchi. “Il Siena procederà senza indugio nelle sedi opportune per tutelare i propri diritti. La società ritiene che sia stata perduta una grande occasione per ribadire che le regole devono essere uguali per tutti”, la nota del club toscano. Più duro il Sindaco di Catania, Salvo Pogliese, che parla di “totale spregio delle regole del diritto. Il fatto – aggiunge il primo cittadino etneo – è che si è arrivati a questo epilogo in totale spregio delle regole e del diritto, per la mera volontà di chi vede nel calcio non la passione condivisa da milioni di persone ma una fonte di guadagno e di lucro. Personaggi che hanno scritto una delle pagine più squallide della storia dello sport più amato dagli italiani”. Lo stesso Catania aveva preventivamente fatto ciò che Frattini ha spiegato, ossia ricorrere al Tribunale Federale, che però ha rinviato tutto al 28 settembre, probabilmente troppo tardi per ottenere il ripescaggio. Le società dunque saranno costrette a rinunciare a ciò che gli spettava legalmente e si dovranno accontentare di un risarcimento economico (ma il condizionale è d’obbligo vista la credibilità della giustizia sportiva). Magra consolazione. Enorme figuraccia di un calcio totalmente alla deriva.

Francesco Carci

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