sabato, 20 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Start Festival Welcome to Pisa. Linguaggi urbani sulle orme di Keith Haring
Pubblicato il 25-09-2018


festival pisa 2Il 6 settembre 2018 si è inaugurata a Pisa lo Start Festival-Welcome to Pisa, la rassegna di arte pubblica che giunge quest’anno alla sua seconda edizione. L’esposizione si compone complessivamente di venti murales, realizzati proprio nella città che nel 1989 Keith Haring volle omaggiare con “Tuttomondo”, l’ultima opera che realizzò prima della morte. Un museo a cielo aperto in costante dialogo con l’arte e le architetture del presente e del passato, che arricchisce la città con le opere monumentali di undici grandi artisti urbani di fama internazionale, proseguendo, così, nel percorso tracciato dal grande artista americano.

La rassegna, organizzata dall’associazione START – Open your eyes, curata da Gian Guido Maria Grassi con la collaborazione del Comune di Pisa, il prezioso contributo dell’architetto Roberto Pasqualetti per il coordinamento esecutivo, il contributo del Consiglio Regionale della Toscana, la sponsorizzazione tecnica di Caparolcenter e il sostegno della Navicelli di Pisa, della sezione di Pisa dei soci UniCoop Firenze e di Acque spa, si compone di una serie di interventi murari permanenti sulle pareti esterne di scuole e altri edifici pubblici e privati nel quartiere di Porta a Mare, tradizionale porta di accesso alla città toscana in direzione del litorale.

Undici gli artisti, figurativi e astratti, che, nel corso delle due edizioni del festival, hanno prestato il proprio linguaggio artistico alla galleria urbana della rassegna, facendo del muro l’amplificatore dei precetti di un manifesto artistico che ha rappresentato una svolta nel mondo dell’arte contemporanea: agli interventi di Moneyless, Alberonero, Ozmo, Tellas e Gaia si sono infatti accostati, quest’anno, i murales di Fra32 e Beast, Imos, Rusto, Aris e dell’ucraino AEC Interesni Kazki. Le opere murarie spaziano dal graffitismo al post-graffitismo, passando attraverso il tocco degli artisti figurativi: un caleidoscopio di sensibilità artistiche differenti, dunque, che mettono a nudo il fermento culturale che agita l’arte urbana.

Gli artisti hanno omaggiato la città di Pisa realizzando anche alcuni interventi sui piloni del tratto sopraelevato della SGC Firenze-Pisa-Livorno, nel punto in cui interseca la Darsena pisana a Navicelli, area caratterizzata da un’intensa attività cantieristica. Un luogo di libertà dove i writer e gli street artist si sono potuti esprimere senza censure, restituendo così alla comunità uno spazio ormai dimenticato.

Una trasformazione urbanistica, quella vissuta dal quartiere di Porta a Mare, che risponde al dovere dell’arte di farsi mezzo di city-beautification, creando un percorso fisico e ideale fra il murale “Tuttomondo” di Keith Haring e le opere realizzate in occasione della rassegna.

Il progetto nasce dall’idea di Gian Guido Maria Grassi, classe 1988 e studente dell’Università di Pisa, cresciuto a stretto contatto con artisti di rilievo internazionale, che ha deciso di farsi promotore di un’iniziativa che punta a riportare l’arte alla sua dimensione pubblica e urbana. L’iniziativa ha coinvolto le realtà produttive di zona, ma anche quelle territoriali, avviando così un processo di arte partecipata con gli abitanti del quartiere, che hanno accolto con grande entusiasmo la realizzazione delle opere in tutte le sue fasi. La comunità locale ha, infatti, dialogato con gli artisti e gli organizzatori e partecipato attivamente alla realizzazione dei murales, a riprova del valore indiscusso dell’arte, soprattutto nella sua dimensione pubblica.

«Attraverso il museo di arte urbana – spiega il curatore -, abbiamo voluto cercare di dare una rappresentazione, il più possibile esaustiva, delle varie forme assunte dalla “street art”: dal graffito, al post-graffito, all’arte urbana figurativa e astratta. Tasselli di un movimento dirompente che ha però una matrice comune e che, all’interno del festival, parla al territorio e alla comunità, grazie al coinvolgimento non solo artisti stranieri ma anche pisani. Ma non solo. Ogni opera, infatti, anche quelle di natura astratta, ha come tema un elemento della storia e dell’identità della città, dall’eroina Kinzica alla tradizione paliesca».

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento