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Opinioni e commenti
 

Sturmtruppen, marcia da 50 anni l’esercito più strampalato dei fumetti
Pubblicato il 04-09-2018


STURMTRUPPEN 03“Disegnava ‘i fumetti’, è finito in manicomio” titolava il quotidiano torinese “La Stampa” intorno agli anni Cinquanta, nel periodo della campagna d’odio e di censura contro il fumetto avviata nel dopoguerra da chiesa, borghesia e partiti, compresi quelli di sinistra, con poche eccezioni. Ne abbiamo già scritto, qui ricordiamo solo che Palmiro Togliatti definiva il fumetto “una delle forme più corruttrici dell’americanismo”. (da “Il comune senso del pudore” di Gabriele Ferrero, presentazione de “I compagni della foresta”, albo n. 4 de Il Grande Blek a colori, edizioni Gazzetta dello Sport).

I tempi cambiano (più o meno, dato che i comics continuano a essere invisi a importanti personalità della cultura internazionale come l’attuale ministro italiano dell’istruzione), e proprio la Stampa, con Bao Publishing, ha recentemente bandito un concorso per una nuova striscia a fumetti.

STURMTRUPPEN 02 Un fatto raro ma non una novità assoluta. Cinquant’anni fa, infatti, il 23 novembre 1968, Paese Sera pubblica “Sturmtruppen”, opera vincitrice del concorso per una striscia a fumetti inedita, bandito dal quotidiano romano in occasione del IV Salone di Lucca.

L’autore dei testi e dei disegni è un giovane esordiente: Bonvi, alias Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini (Modena 31 marzo 1941 – Bologna 10 dicembre 1995), che in pochi anni diventerà la rockstar del fumetto internazionale.

STURMTRUPPEN 05Si racconta che Bonvi abbia avuto l’idea delle Sturmtruppen nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 1968, al tavolo di un’osteria di Modena e che la prima striscia sia stata disegnata su di una tovaglia. Qualche settimana dopo presenta i suoi soldatini a Lucca e vince il concorso di Paese Sera come migliore autore italiano esordiente.

Sturmtruppen è la prima strip giornaliera italiana in bianco e nero realizzata con tecniche tipiche degli Stati Uniti. Pur con una produzione parallela di tavole e albi a colori, in 25 anni Bonvi ne ha realizzato circa 6mila strisce, anche se con una interruzione.

Nel 1973, infatti, voleva interromperne la produzione con la striscia 1370. Sarà Umberto Eco a convincerlo a non mandare in congedo permanente il suo esercito, che ritornerà al fronte con rinnovato slancio e nuovi personaggi.

“Siamo uomini o caporali?” si chiedeva Totò nell’omonimo film del 1955, regia di Camillo Mastrocinque. E Bonvi, forte anche della sua esperienza di sottotenente di fanteria nella scuola di truppe corazzate di Caserta, con le Sturmtruppen ha dato la sua personale risposta.

La sua vena satirica politica e sociale colpisce a fondo, e il suo strampalato esercito tedesken, con i soldaten che buttano il cuore oltre l’ostacolo, che fanno la guardia al bidone di benzina, con la guerra eterna contro un nemico di cui non si conosce né il nome né il volto, diventa il centro del mondo.

Con le Sturmtruppen Bonvi ha dato vita a una originale commedia umana dove, usando l’esercito tedesco, ha messo alla berlina “le divise”, la stupidità umana in tutti i luoghi e in tutte le latitudini.

Dopo il felice esordio su “Paese Sera”, la presenza su “L’Ora” di Palermo e sulla rivista romana “Off-Side”, l’Editoriale Corno inizia a pubblicare le Sturmtruppen sulla rivista “Eureka”, per poi ristamparle nei pocket.

Seguiranno giornali, riviste e libri, in Italia e all’estero, in venti nazioni e in undici lingue. Col tempo arrivano cinema, teatro e i cartoni animati, in onda su “Supergulp!”, programma di Rai 2, nell’aprile 1981. Più tutto il merchandising e il licensing possibile.

STURMTRUPPEN 01Grazie alle Sturmtruppen, che conquistano venti nazioni, Germania inclusa, vendendo milioni di copie, Bonvi conquista un grande successo internazionale. Tra i suoi tanti record, Sturmtruppen è il primo fumetto straniero pubblicato nella vecchia Unione Sovietica.

Nel 1972 le Sturmtruppen sbarcano in teatro a Roma, con la regia di Nino de Tollis, con grande scandalo perché per la prima volta su un palcoscenico italiano alcuni attori recitano completamente nudi, così come erano stati disegnati da Bonvi.

Ricordiamo anche i due film sulle Sturmtruppen, usciti nel 1976 e nel 1982, diretti da Salvatore Samperi, con i migliori attori comici dell’epoca, e con Bonvi che nel primo interpreta il ruolo del prigioniero da fucilare.

Questa non è la sua prima apparizione su grande schermo, perché nel 1967 è tra gli interpreti del film di Lucio Fulci “Come rubammo la bomba atomica”, con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Bonvi nasce a Modena nel 1941, ma la madre lo registra anche all’anagrafe di Parma per via delle tessere annonarie. Inizia gli studi a Modena, dove nel 1956 conoscerà Francesco Guccini, e li abbandona a Bologna, città che resterà la sua base italiana, perché gestirà il successo internazionale da Parigi.

Dopo il congedo, a metà degli anni Sessanta, sarà proprio Guccini a presentarlo a Guido De Maria, che lo assume tra i collaboratori della Vimder Film, che realizza cartoni animati pubblicitari soprattutto per Carosello, fra cui il famoso “Salomone pirata pacioccone” per gli sciroppi Fabbri, del 1966.

STURMTRUPPEN 06Anche se il grande successo di Bonvi è legato alle Sturmtruppen, ci sono alcuni lavori che vogliamo ricordare, a partire dagli inizi.

Bonvi esordisce nei comics nel 1965 con Cattivik, pubblicato da un giornale studentesco di Modena. Cattivik apparirà anche su “Tiramolla”, dal numero 14 del 19 luglio 1970.

“Teens”, realizzata con gli amici Eddy, Enzo e Claudio, è del 1967. Pensata per un giornale studentesco, la striscia, che racconta gli adolescenti prima del ’68, è stata pubblicata da “La Gazzetta di Parma” e dal settimanale “Giovani”.

Nel 1972, l’investigatore privato Nick Carter, creato con Guido De Maria, è uno dei protagonisti di “Gulp! Fumetti in Tv” in onda su Rai 2. Indimenticabile la battuta: “E l’ultimo chiuda la porta!”.

Sempre nel ’72 appaiono le prime “Storie dallo spazio profondo”, testi di Francesco Guccini, che anticipano atmosfere che poi ritroveremo in “Star Wars”.

Nel 1973 esce “Cronache del dopobomba”, storie di fantascienza distopica che raccontano dei sopravvissuti all’olocausto nucleare. Nel 1981 il duo Bonvi/Guccini ritorna con “Incubi di provincia”, serie alla quale collabora anche Magnus, un altro suo grande amico. Bonvi muore sabato 9 dicembre 1995 intorno alle 22, dopo essere stato investito da una Citroen Pallas in una strada della periferia di Bologna.

L’incidente è accaduto mentre Bonvi si recava negli studi di Videomusic per partecipare alla trasmissione “Roxy Bar” di Red Ronnie. Voleva vendere alcuni suoi disegni per aiutare Magnus, colpito da un tumore al pancreas. Pochi mesi dopo la morte, Guccini dedicherà a Bonvi “Lettera”, canzone d’apertura dell’album “D’amore di morte e di altre sciocchezze”. I fan non lo hanno dimenticato, e neanche la sua città natale. Nell’estate 2011, a Modena viene inaugurato il “Bonvi Parken”, dedicato ai suoi personaggi, Sturmtruppen in prima fila.

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