martedì, 11 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Un Fronte repubblicano per l’Italia
Pubblicato il 16-09-2018


casini

Pier Ferdinando Casini. La seconda repubblica in gran parte era fatta da classi dirigenti che si ponevano su una linea di continuità. La classe dirigente di quei partiti è rimasta. Anche in Europa il rapporto è sullo stesso sentiero.

Veniamo a Salvini. Mi sono chiesto il perché dell’atteggiamento di Salvini dopo le elezioni. Perché dopo la disquisizione con Berlusconi, di cui si è preso l’eredità, ha stretto alleanza con i Cinque Stelle. La risposta è che con questa alleanza ha liquidato lo schema centrodestra centrosinistra. E lo ha fatto anche in Europa. Zingaretti mi sembra il Pci 4.0. E Tajani tutti i giorni chiede a Salvini di tornare nel centrodestra. Ma Salvini che è figlio della Lega di Bossi, oggi rappresenta uno schema nuovo, perché ha liquidato quello vecchio.

Oggi lo schema è saltato interamente. Non so se il Pd va rifondato, lo guardo con rispetto, ma non voglio entrare in questo dibattito. Ma se le forze politiche che sono figlie di tradizioni di centrosinistra si presentano sparse, prendono una legnata che non finisce più. Solo se si presentano insieme, ma in modo nuovo, posso avere possibilità. No possiamo pensare di fare una cosa nuova con cose vecchie. Dobbiamo creare una suggestione nuova. E Salvini e questo lo ha capito prima di altri.

Pd ha fatto grandi errori sulla sicurezza. Mininiti, da ministro, invece ha tentanto di rimettere in pista un Pd che ha ragionato da piccolo borghese e non da classe popolare. Il governo andra avanti. Salvini non sarà tentato da elezini subito per avere più ruolo. Salvini ha già preso la leaderschip. Tutto il resto sono chiacchiere. Si parla ancora come se il modo fosse quello di 10 anni fa. Oggi i parlamentari di Forza Italia sono già con Salvini. Ogni Parlamento è sempre espressione di qualosa non c’è più. Non c’è più neanche il 4 marzo. Sono convinto che la vicenda 5 Stelle-Lega insegna che i miracoli sono possibili. Craxi al massimo arrivò al 15%. Noi non siamo così importanti, ma gli ingranaggi si determinano con delle cose che non dipendano da noi. Il tempo di questi personaggi sarà veloce. Se parliamo male di questi gli facciamo una cortesia. Toninelli si fa da solo più danni di quanti possiamo fargliene noi. Dobbiamo avere fiducia. Gli eredi di Dc e Psi oggi possono anche avere da giocare delle carte che in passato non hanno avuto perché si avrà nostalgia di quello che si è fatto in passato. La gestione del potere a volte ha effetti perversi per chi la esercita.

Maurizio Turco. Craxi nel 1986 propose il referendum sui magistrati. Oggi, a distanza di tanti anni, stiamo continato a raccogliere le firme per i cittadini che si sentono raggirati dal Parlamento. Crediamo di dovere lottare per il futuro.

La maggiornza e il governo deve smetterre di usare un tono di disprezzo verso tutti. Se guardiamo bene simo in una situazione simile a qualla che portò alla pirma guerra mondiale poi ai regismi totalitarli. Noi siamo una minoranza perché la gente non ci conosce. Non ha modo di conoscete le nostre proposte. Le nostre idee. I cittadini non sanno cosa proproniamo oggi e questo è un danno per tutti. Per noi e per i cittadini. Bisgona recuperare il diritto dei cittadini di conosce e quindi di poter scegliere.

Bisogna recuperare il simbolo della Rosa nel Pugno con una unione federale europae nel momento cui Forza Italia, con il voto su Orban, di fatto abbandona il Ppe. Partiamo dal fatto che le regole della Ue vanno riscritte. Se l’Europa non funziona come dovrebbe, le colpe nn sono della Ue, ma dei leader dei paesi membri che di fatto la compongono. L’unico punto di partenza oggi è la costruizione di un nuovo pensiero politico forte con un occhio verso l’Europa.

La Rosa nel pugno è stata ultima possibilità. Poi arrivato Veltroni che ha negato ai socialisti di essere in Parlamento. La volta successiva non ha voluto fare accordi con i radicali. Se non capiamo come la sinistra è arrivata a questo punto a questo punto non andiamo avanti. Quando Salvini e DI Maio sono andati in tutte le tv senza contraddittorio, senza nessuno che li potesse sfidare sulla questioni vere, vuole dire condizionare i cittadini in una unica direzione. Noi siamo scomparsi. I cittadini non sanno nulla di noi, mentre i cittadini devono conoscere per poter deliberare.

Per chiudere ancora una parola sulla Ue. C’è qualcuno oltre noi che propone una riforma dei trattati in senso federalista? Nessuno lo fa. Neanche il Pd. Il nuovo si costruisce con il nuovo. Se la proposta politica è quella che ci auguriamo spero di poter dare una mano. Gli sbarramenti nella legge elettorale Europea infatti non li hanno messi di né Di Maioo né la Lega. Lo ha fatto il Pd.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Cosa sarebbe il cosiddetto “fronte repubblicano”?
    A) una barriera difensiva contro il Governo gialloverde?
    B) una epocale prospettiva strategica fondata sulla disarticolazione categoriale tra destra e sinistra?
    C) una proposta neoriformistica mirante ad esporre il nuovo volto della sinistra, sul fondamento di un’elaborazione culturale tesa a superare le distorsioni neocapitalistiche?
    Chi la propone dovrebbe assumersi l’onere della sua dimostrazione, sulla base di un approfondimento storico-politico-culturale che i socialisti meriterebbero ma che non sembra minimamente affacciarsi.

Lascia un commento