giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Vaccini. Presidi: ritirare emendamento del governo
Pubblicato il 04-09-2018


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“Ci sono 10mila bambini che non possono vaccinarsi per varie ragioni, e assegnarli a classi particolari non è possibile sia dal punto di vista organizzativo sia perché significa che è una forma di segregazione che ripugna”. Sono le parole del presidente dell’Associazione presidi, Antonello Giannelli intervento in audizione alla Camera sulla questione vaccini. Un emendamento del governo infatti prevede che l’esclusione dalla scuola dei bimbi non vaccinati quest’anno non è valida. E che i tanti bambini che, per malattie o altri motivi, non possono vaccinarsi, vadano in classi dove la copertura vaccinale è molto alta. Provvedimento che secondo i presidi comporta rischi per la salute e problemi organizzativi quasi insormontabili, come quello di spostare migliaia di bambini in classi dove tutti o quasi sono vaccinati.

“Va ritirato l’emendamento che rinvia l’applicazione dell’esclusione della frequenza per i bambini non vaccinati: se passa, abbiamo per questo anno scolastico un rischio di insicurezza per la salute”. Ha aggiunto Antonello Giannelli.  Insomma tra legge e circolare è il caos. “Secondo la legge Lorenzin i bimbi per poter accedere a nidi e scuole dell’infanzia devono portare la certificazione dei vaccini fatti, secondo la circolare ministeriale sufficiente l’autocertificazione. Questo crea una situazione di grande confusione all’avvio dell’anno scolastico”. E’ quanto dichiara all’Ansa Mario Rusconi presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio. Secondo Rusconi, la situazione di incertezza crea ”molti problemi alle scuole in quanto si attribuiscono enormi responsabilità, che si sarebbero potute evitare, ai dirigenti scolastici. Che, paradossalmente, aggiunge il presidente dell’Associazione nazionale Presidi del Lazio, rischiano denunce sia se il bambino viene ammesso a scuola solo con l’autocertificazione sia se non viene ammesso”. ”Servono indicazioni più chiare e precise – conclude – altrimenti la confusione è inevitabile e a farne le spese sono presidi e famiglie”.

Allarmati anche i medici che considerano “non giustificabile il rinvio dell’obbligo di presentare la certificazione della vaccinazione per l’iscrizione all’anno scolastico 2018-2019”. Lo ha detto Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) davanti alle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera in relazione all’articolo 6 del Milleproroghe che, se approvato in via definitiva, dilazionerebbe di un anno l’applicazione della legge sull’obbligo vaccinale. “Per noi medici i vaccini sono uno strumento fondamentale di tutela della salute pubblica. L’eliminazione dell’obbligo potrebbe essere interpretata come un atteggiamento antiscientifico”, ha detto il presidente di Fnomceo, “auspichiamo un’offerta vaccinale attiva, in cui siano escluse tutte le possibili barriere sia organizzative sia economiche alla vaccinazione”. Anelli ha presentato in commissione il documento approvato dalla Federazione nel 2016 con cui si auspicava l’obbligo vaccinale. “Questo documento – ha spiegato – mantiene tutta la sua validità e la sua attualità e rappresenta una visione lungimirante, da parte dei Presidenti degli Ordini dei Medici, sul tema della prevenzione attraverso l’uso dei vaccini. Lo proponiamo nuovamente, integrandolo con alcune osservazioni relative all’attuale contesto”.
L’allarme dei camici bianchi si è focalizzato soprattutto sul morbillo: 14.451 i casi segnalati in Europa nel 2017, che hanno causato 30 decessi. Erano stati 4.643 nel 2016. “In questa classifica ben poco gloriosa, l’Italia è al secondo posto, con 5.004 segnalazioni. Non va meglio nel 2018: in Italia, dal primo gennaio al 30 giugno, sono stati 2.029 i casi segnalati. Di questi, il 91,3% si è verificato in soggetti non vaccinati, il 5,4% in chi era stato sottoposto solo alla prima dose”, è stato sottolineato.

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