sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

A Foggia nasce un cartello antisovranista
Pubblicato il 29-10-2018


foggia

A Foggia sono iniziate le manovre per le elezioni 2019. In un pomeriggio dello scorso fine settimana, a Foggia è andato in scena un fermento politico che ha alzato ufficialmente il sipario sulla campagna elettorale per le elezioni comunali 2019.

Nell’ambito del centrodestra, presso gli spazi del co-working D-Campus, a Foggia, è stato presentato il progetto partecipativo di ‘Manifesto per Foggia’. Un’idea nata da un gruppo di persone che si definiscono “accomunate dall’amore per la propria città e da  sentimenti comuni, primo tra tutti la volontà di non arrendersi a un certo retaggio fatalista, al “tanto a Foggia non cambia niente”. Provare quantomeno a fare qualcosa per cambiare le sorti, apparentemente catastrofiche e ineludibili, del nostro territorio”.  E’ nato così il Manifesto che prende vita dal passaparola, dai dibattiti, dagli incontri settimanali tematici  in cui ogni partecipante si propone di coinvolgere due giovani, arrivando alla costituzione di gruppi di lavoro e alla costituzione dell’Associazione.

Sario Masi, organizzatore del gruppo, ha dichiarato: “Non è una manifestazione né di destra né di sinistra, ma è il tentativo di far sentire la voce dei cittadini che si confrontano con idee e opinioni, discutono dei problemi e propongono progettualità per migliorare Foggia e il futuro delle nuove generazioni. Invitiamo tutti a partecipare, per formare una grande comunità, quella del buon senso”.

Sulla nascita dell’Associazione, Gianni Buccarella,  portavoce di Manifesto per Foggia, ha affermato: “Con un gruppo di amici siamo partiti dall’analisi dell’esistente, con uno sguardo critico verso il passato, per immaginare il futuro che ne sarebbe derivato. Foggia potrebbe non avere un futuro quale noi vorremmo”.

Partecipato soprattutto da consiglieri comunali e esponenti di partiti di centrodestra, dall’ex Ncd alla Lega (si è visto anche il presidente del consiglio comunale Luigi Miranda, che pare sempre più in avvicinamento a Salvini), il dibattito ha interessato diversi temi. Le conclusioni sono state affidate al Generale di Brigata Giuseppe Morabito, che, illustrando i dati del Centro Studi Macchiavelli, insieme ad un’analisi  della Fondazione Hume, ha esaminato l’evoluzione storica del crimine in Italia partendo dal 1988. Secondo Morabito, un immigrato irregolare delinque 57 volte di più. In quel 57 in più ci potrebbero essere i terroristi di ritorno come il terrorista che dopo Berlino è andato a Milano ed è tornato a Foggia. Il terrorista di Berlino aveva un biglietto per Foggia. Uno che torna vuol dire che è già stato, non torno a Foggia se non so che non mi possono aiutare. Per Morabito: “Il nemico ce l’abbiamo in casa”.

Invece, Giuseppe Maniero, alla Sala Fedora, ha lanciato il suo “Foggia in testa”, un format politico-culturale che si pone come obiettivo di costruire una proposta programmatica per il cambiamento della città. Maniero, distaccandosi da un centrodestra che avrebbe ormai rotto la sua connessione sentimentale con il popolo, ha lanciato la sfida al Movimento 5 stelle: “Costruiamo un contratto di governo anche a Foggia, senza padroni”. Una proposta che avrebbe spiazzato la base pentastellata, dividendola in due: chi ritiene che la ‘contaminazione’ vada fatta (se non altro lo impone il meccanismo del voto amministrativo), e l’ala ‘dura e pura’ che, invece, vuol mantenere intatta la ‘verginità’ del movimento. In questo dilemma si dibattono oggi i grillini, chiamati ad assumere una decisione per provare a capitalizzare quel 50% ottenuto a Foggia città alle politiche del 4 marzo. Qualche volto pentastellato ieri si è visto dalle parti di Mainiero. Curiosità o reale interesse per la proposta lanciata dal (ex?) consigliere Fdi, al momento non si sa. Il dibattito è stato costruito con interventi specifici di esperti su tematiche cruciali per Foggia: dai trasporti all’infrastrutturazione, economici e sociali. Maniero ha fatto sapere: “Seguiranno altri appuntamenti, ciò che vien fuori costituirà la proposta programmatica con la quale ci presenteremo alla città”.

A Foggia, con il Psi in campagna elettorale, si fanno le prove di intesa a sinistra per le elezioni europee, regionali e comunali 2019. I socialisti, riunitisi alla Vinatteria Bolla per la seconda festa provinciale dei Riformisti, hanno detto: “Serve costruire un cartello europeista per contrastare l’ondata sovranista”. All’incontro hanno partecipato  Piercamillo Falasca, consigliere nazionale di +Europa,  Massimo Paolucci, eurodeputato di Socialisti&Democratici ed il segretario cittadino del PSI, Leonardo De Santis. Ed è stato proprio il segretario del PSI di Foggia che, chiamando al confronto il Partito Democratico foggiano, ha lanciato la proposta: “Un cartello di forze antisovraniste che non esaurisca la sua funzione dopo le elezioni”.

L’interlocuzione con i dem foggiani sarebbe al palo, dopo aver subito una brutta battuta d’arresto in occasione della discussione sulle elezioni provinciali (con un Pd che ha fatto tutto da sé e le forze minori che hanno annunciato la loro diserzione dalle urne). La strada, non solo per il governo della città ma anche per la costruzione di un progetto serio ed alternativo, pare tutta in salita. Anche Luigi Iorio, della segreteria nazionale del Psi, ha insistito sulla necessità di un “cartello” non solo elettorale ma politico, che schieri le forze europeiste, il PD e una seconda lista laica, socialista, liberale, nel confronto aperto con le aggregazioni sovraniste.

Nel meeting dei Riformisti a Foggia, oltre al consigliere regionale Pino Lonigro, sono stati presenti il segretario cittadino dem, Davide Emanuele, il radicale Norberto Guerriero e Gianluca Ruotolo (Art 1).

Il successo dei riformisti nelle prossime competizione elettorale a Foggia, potrebbe dipendere dalle scelte che farà il Pd.

Ma, forse sarebbe meglio se i socialisti si presentassero a testa alta autonomamente dal Pd, portando avanti il ‘cartello antisovranista’.

Saro

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