martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Aldo Repeti
La mutazione genetica della politica
Pubblicato il 01-10-2018


Care/i compagne e compagni,
la fase estiva si va chiudendo e, insieme alla terribile vicenda del fuoco sul Monte Serra, si riaccendono quelli della politica, mai sopiti. In ragione di ciò, dopo la convocazione del Comitato Direttivo Provinciale, che predisporrà iniziative del Partito, precedute come sempre da un’analisi politica adeguata, andremo alla convocazione di tutti gli iscritti cui riferire e sollecitare contributi d’idee ed azione su quanto sarà esposto.

È inutile sprecare aggettivi per descrivere quanto sia grave e sconcertante il tempo che stiamo vivendo, avvertito da noi italiani con maggior travaglio rispetto all’intero sistema occidentale perché governati da forze politiche anche tra loro contrapposte e conflittuali, ma che insieme governano il nostro Paese. Mai nell’Italia repubblicana si erano dovuto affrontare problemi e sfide di questa natura, eppure abbiamo dovuto riscostruire il nostro paese distrutto dalla guerra e lottare contro l’eversione prima di corpi deviati dello Stato e dopo contro le Brigate Rosse. Sembra siano trascorsi mille anni, perché il Paese ritrovava comunque una sua coesione sociale e manteneva un doveroso rispetto delle Istituzioni dello Stato.

Ora non è più così, l’elettorato e le sue rappresentanze sembra abbiano subito una mutazione genetica. Molte sono le ragioni evidenti ed altre lo sono meno, anche perché l’instabilità è come una scossa tellurica che scuote il globo intero. Nord Europa, i Paesi mediterranei, l’Africa, l’Asia, gli Stati Uniti, l’America Latina attraversate da fenomeni assolutamente nuovi e che richiedono una lettura con nuovi codici.

Noi, PSI, da dove cominciamo o ricominciamo? Non possiamo certo tacere o restare indifferenti. A nessuno sfugge che dagli anni 90′ i media ci snobbano, anzi c’ignorano, qualsiasi cosa facciamo o diciamo. Questo non ci esime però dall’esprimere tutto il nostro sentire politico, soprattutto di fronte a questo scempio della politica. Senza frasi roboanti della retorica sinistrese, che non ci appartengono, senza le iperboli care a personaggi autoreferenziali che si compiacciono di averla sparata grossa, che tanto danno e disaffezione ha recato e reca nella pubblica opinione, concorrendo a creare l’idea di una sinistra velleitaria ma poi accomodante. Certo anche senza il linguaggio volgare e violento della nuova destra così vuota e pericolosa.

Sta a noi trovare gli argomenti, scegliendo tra i tanti secondo le priorità e le urgenze, da sollecitare ai livelli nazionali e regionali, a cominciare dal nostro territorio anche, ma non solo, per le prossime scadenze elettorali.

Last but not least, dicono con bella sintesi gli Inglesi, ultima ma non ultima in ordine d’importanza è la sfera organizzativa. Dobbiamo tener conto delle risorse umane e finanziarie disponibili, per le prime il cantiere è aperto e per le seconde valuteremo ulteriori modi per autofinanziarci e garantirci una luogo dove trovarci, una sede pur piccola ma decorosa, come abbiamo fatto sino ad oggi.

Mi farò cura di presentare, come di consueto le mie proposte sia politiche-organizzative, sia finanziare nelle prossime occasioni del CDP e dell’Assemblea generale degli iscritti al PSI di Livorno.

Aldo Repeti
Segretario Provinciale Livorno

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