domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Alitalia, il Governo punta al ‘Carrozzone’
Pubblicato il 16-10-2018


Alitalia-referendumL’ex vettore nazionale è in amministrazione controllata dal 2007 e perde – nonostante i vari rilanci che si susseguono dal fallimento del 2008 – mezzo milione al giorno, 100 nell’ultimo semestre. Tuttavia il Governo Giallo-Verde, nonostante i dubbi espressi dal Ministro Tria, punta, su iniziativa di Di Maio, a far tornare la compagnia sotto le ali nazionali e statali.
Ma sono in tanti a chiedersi, come il Professor Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti all’università Bicocca, in un’intervista a Start Magazine: “Una compagnia che vede un crollo continuo della propria quota di mercato, mentre il mercato aereo italiano va alla grande, merita di essere salvata dallo Stato?”
Nel frattempo si preannunciano due settimane serrate in vista della deadline del 31 ottobre, giorno in cui scade la procedura per la vendita della compagnia, e per uno dei principali attori chiamati in causa, le Fs Spa, entra nel vivo il lavoro in vista di una presentazione di un’offerta entro quella data.
Sul piano strategico l’idea è la seguente: un piano industriale che metta insieme i due business (Fs e Alitalia) permetterebbe di razionalizzare la rete dei grandi trasporti passeggeri: Ferrovie dello Stato (che ha già acquisito Anas) si concentrerebbe sulla tratta Milano-Roma e garantirebbe il raggiungimento dei due hub Fiumicino e Malpensa dalle grandi città, come Firenze o Napoli, mentre Alitalia punterebbe sulle rotte intercontinentali.
Ma il tempo stringe soprattutto per i lavoratori dell’ex compagnia di bandiera in Cassa integrazione. Venerdì prossimo parte la procedura per la proroga della cigs e nello stesso giorno è previsto l’incontro tra azienda e sindacati presso la sede del ministero del Lavoro alle ore 10. La compagnia ha richiesto la prosecuzione della cigs fino al 23 marzo 2019, in continuità con l’attuale regime che scade il 31 ottobre prossimo. La nuova cassa, che scatta dal primo novembre e ‘copre’ la stagione invernale, interessa 1570 unità ‘full time equivalent’, di cui 950 addetti di terra e 620 naviganti. Di questi, 100 comandanti, 100 piloti e 420 assistenti di volo.
Anche le trattative di vendita iniziano a dileguarsi: dopo aver mandato via i francesi ai tempi di Berlusconi con i ‘Capitani coraggiosi’, adesso anche i tedeschi iniziano i ripensarci. Il 4 ottobre scorso, e un portavoce di Lufthansa aveva ribadito che Alitalia, nello stato attuale, non interessa alla compagnia ma di avere, tuttavia, ancora “idee per un’Alitalia strutturata in modo nuovo”. Ma si parla di interessamento da parte di altre grandi compagnie extraeuropee quali Delta e vettori cinesi come China Eastern.
Ora Fs aspetta l’Ok dal Mef che dovrebbe arrivare dopo la riunione in settimana tra il Premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

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