sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Antisemitismo. Da Pittsburgh a Predappio
Pubblicato il 29-10-2018


auschwitzland-300x225L’Antisemitismo è tornato, o forse non è mai andato via, è questa l’impressione che si ha due giorni dopo l’attentato negli Stati Uniti. L’America e l’Europa vengono sconvolte da quanto avvenuto a Pittsburgh, il 27 ottobre, dove un 46enne americano, bianco e spinto da un movente razzista è entrato nella sinagoga “Tree of Life Congregation” e ha iniziato a fare fuoco gridando “Gli ebrei devono morire tutti”. La strage antisemita più sanguinosa nella storia degli Stati Uniti: undici gli ebrei uccisi e otto feriti durante le funzioni dello Shabbat.
Cecilia Wang, vice direttore dell’American Civil Liberties Union, punta il dito contro il Presidente Trump e la sua amministrazione: “Le numerose dichiarazioni che rilascia, il fatto che si definisce un nazionalista, e i cori di minacce contro George Soros ai suoi comizi: è tutto collegato”. Ma la strage passa in secondo piano in territorio americano per spingere i repubblicani su altri fronti a loro cari: la pena di morte. Robert Bowers è stato incarcerato per 29 capi d’accusa fra cui il crimine d’odio. A parlare di pena di morte per Bowers è stato il giorno stesso il ministro della Giustizia americano, Jeff Session: ”Tutti gli americani hanno il diritto di frequentare in sicurezza i loro luoghi di culto. Oggi 11 persone innocenti sono state uccise durante un servizio religioso e diversi agenti sono stati feriti. Questi presunti crimini sono riprovevoli e completamente ripugnanti rispetto ai valori di questo Paese”. Mentre già Trump aveva detto: “Dovremmo rafforzare le nostre leggi sulla pena di morte”.
Il giorno dopo quel crimine nel BelPaese si celebra la dittatura mussoliniana a Predappio. Uno stuolo di omaggi e di manifestazioni da sempre condannate come contrarie alla Repubblica, allo Stato e alla Costituzione italiana, ma che quest’anno hanno portato a ulteriori polemiche. Selene Ticchi, tra gli organizzatori della manifestazione per l’anniversario della marcia su Roma, è finita la centro del ciclone per una maglietta nera con la scritta bianca “Auschwitzland” e un logo che richiama quello della Disney. Rappresentando il campo di concentramento di Auschwitz come uno ‘scherzo’. “Ma dai, è humor nero. In giro, su Facebook soprattutto, ci sono i compagni che fanno le caricature del Duce a testa in giù. Bene, questa maglietta è la stessa cosa. E non è la prima volta che me la metto. Anzi, ci vado anche in giro per lavoro, mica solo quando faccio i cortei“, si è giustificata la donna militante di Forza Nuova ed ex candidata a sindaco di Budrio, in provincia di Bologna per la lista neofascista “Aurora italiana”.
Dopo le polemiche sui social per quello che si tratta di ‘negazionismo’ oltre che di apologia fascista, il senatore di Leu Francesco Laforgia, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno Salvini. “L’apologia del fascismo – ha scritto – nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato. Chiedo al Ministro se intende applicare questa legge, se condivide il paragone di un campo di sterminio ad un parco giochi e quali misure intenda promuovere al fine di evitare il ripetersi di simili episodi”.
A dissociarsi stavolta anche l’estrema destra italiana: Forza Nuova l’ha sospesa a tempo indeterminato da ogni attività del movimento, mentre il leader nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano, che su Facebook scrive: “Maledetti pagliacci mascherati che ogni anno andate a Predappio a disonorare i morti con le vostre sguaiate marcette e fate a gara con chi si mette la maglietta più imbecille perché siete le scimmie ammaestrate degli antifascisti, uscisse Mussolini dalla tomba vi prenderebbe a schiaffi”.

Nel frattempo in queste ore arriva un’altra notizia che offende gli ebrei e le vittime delle leggi razziali. Molti organi di stampa riportano che a ottant’anni esatti dalle leggi razziali, il governo Lega-M5S avrebbe tagliato gli assegni previsti fin dal 1955 alle vittime delle leggi razziali e a chi è stato vittima di persecuzioni politiche durante il fascismo. Si tratta di piccoli importi pari a 500 euro al mese destinati a persone nate prima del 1945, che quindi oggi hanno superato i 70 anni di età. Lo stanziamento totale “risparmiato” è pari a 50 milioni di euro, circa 80 centesimi a testa all’anno per ogni italiano. Poche ore dopo arriva la smentita giunta una nota ufficiale del Ministero dell’Economia: “Nessuna riduzione delle pensioni di guerra, né dei vitalizi ai perseguitati politici e razziali. I titolari degli assegni non subiranno alcuna decurtazione. Quanto riportato da alcuni organi di stampa è pertanto privo di fondamento. Il decreto-legge n.119 del 23 ottobre 2018 (conosciuto come ‘decreto fiscale’) ha semplicemente operato un allineamento dello stanziamento in bilancio alla effettiva erogazione delle risorse in base ai diritti soggettivi degli interessati. Ma non sono state introdotte misure che limitano il beneficio o i requisiti di accesso”.
Tuttavia esiste un allegato che sembra smentire a sua volta quanto dichiarato dal governo

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Commenti all'articolo
  1. Predappio e la maglietta della vergogna. Continuano le reazioni alla manifestazione neofascista di domenica a Predappio: l’attenzione si è concretata sulla vergognosa maglietta con la scritta “Auschwitzland” indossata da una militante di Forza Nuova. Il movimento – dopo aver marciato a Predappio per celebrare il duce – ora si dice scandalizzato e la sospende. Il problema rimane la marcia nostalgica che ogni anno continua a ripetersi nei pressi della tomba di Mussolini. Le opposizioni, su scala nazionale, contestano a Lega e Cinque Stelle di non essere intervenute. Il sindaco di Bologna Virginio Merola, riporta il dorso bolognese di Repubblica, punta il dito contro il leader della Lega Matteo Salvini: “Abbiamo un ministro dell’Interno? Intervenga anche contro questi fascisti, non solo contro Riace. Basta sottovalutare questi episodi, basta coi grandi editoriali sui giornali che ci spiegano che il fascismo non può tornare e che sarebbe utilizzato da chi protesta come me per fini politici. Basta, rileggetevi la storia, studiate bene i piccoli dettagli che un po’ alla volta hanno prodotto la dittatura”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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