mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Asia Bibi assolta, ora va assicurata protezione
Pubblicato il 31-10-2018


asia bibi

Un verdetto storico, inatteso e importante anche per affermare il principio della tolleranza religiosa. L’assoluzione disposta oggi dalla Corte Suprema del Pakistan nei confronti di Asia Bibi ha un significato profondo. La donna cristiana era stata condannata a morte nel 2010 per blasfemia e ha rischiato l’esecuzione sulla base di prove infondate.

“La vicenda di Asia Bibi è stata usata per aizzare folle violente di facinorosi, per giustificare l’assassinio di due alti rappresentanti delle istituzioni nel 2011 e per intimidire fino alla sottomissione lo stato pachistano”, come ha ricordato Omar Waraich, vicedirettore di Amnesty International per l’Asia meridionale.

E’ quindi naturale il senso di liberazione e di gioia che accompagna tutti i commenti che in queste ore si stanno rapidamente moltiplicando, la copertina che la vicenda sta ottenendo nei notiziari in tutto il mondo, la scelta di festeggiare questo evento così simbolico come a Venezia dove il prossimo 20 novembre il Canal Grande di Venezia e numerosi altri luoghi simbolo della città saranno illuminati di rosso.

“E’ assolta da tutte le accuse”, ha detto il giudice Saqib Nisar leggendo stamane il verdetto, “è libera di andare immediatamente”.

Ma ora comincia la parte più complicata. Non è un caso che, immediatamente, manifestazioni di protesta sono esplose in tutto il Pakistan dopo la sentenza della Corte, tanto da dover indurre il Primo ministro pachistano, Imran Khan, a lanciare un appello alla calma e a rispettare il verdetto. “Assicurate la protezione di Asia Bibi”, è l’esortazione che arriva alle autorità pakistane e Amnesty International ricorda come negli ultimi anni persone assolte dal “reato” di blasfemia hanno dovuto cercare riparo all’estero.

Per saperne di più:

Massimo Persotti

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Commenti all'articolo
  1. “Chiedo al governo italiano e faccio un appello: aiutateci a fare uscire dal Pakistan me e la mia famiglia perché siamo in pericolo”. Questo, si legge sul QN, l’appello urgente del marito di Asia Bibi, la donna cristiana condannata 8 anni fa all’impicaggione per blasfemia e di recente assolta dalla Corte Suprema, ma che non può lasciare il Paese a causa delle proteste dei fondamentalisti islamici. L’uomo ha lanciato la sua richiesta d’aiuto all’Italia in un videomessaggio ad Aiuto alla Chiesa che Soffre.

  2. Asia Bibi, la pachistana cattolica condannata a morte per blasfemia 8 anni fa, è uscita dal carcere e sarebbe diretta verso l’Olanda. La donna è quindi libera e ha lasciato il paese accompagnata dai suoi familiari. Nei giorni scorsi, dopo la notizia dell’assoluzione, in tutto il Pakistan si erano registrati disordini e proteste da parte dei gruppi islamisti. Ora è attesa dal presidente per Parlamento Europeo Antonio Tajani.

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