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Opinioni e commenti
 

Assia, batosta per Spd e Cdu. Volano i Verdi
Pubblicato il 29-10-2018


merkelNell’Assia tedesca è proseguita l’onda già vista in Baviera. Un’altra batosta per la Cdu e per la Spd.

La Cdu è crollata dal 38,3 del 2013 (allora le elezioni si erano svolte in contemporanea a quelle federali) al 27% dei consensi, il peggior risultato conseguito dal partito della Merkel in Assia da oltre 50 anni a questa parte, pur restando il partito più forte.

La Spd ha fatto un balzo indietro, di 10,9 punti percentuali, attestandosi sul 19,8%, esattamente come i Verdi, che però raggiungono questo risultato conquistando l’8,7% in più di consensi. La destra populista ed anti-immigrati di Alternativa per la Germania (Alternative fuer Deutschland, Afd) è entrata per la prima volta nel Landtag di Wiesbaden con il 13,1% dei voti (+ 9% rispetto al 2013) ed è ora rappresentata nei parlamenti di tutti i 16 Land federali tedeschi. I Liberali della Fdp hanno conquistato il 7,5% dei consensi (+ 2,5%) ed è aumentato anche Die Linke, il partito della sinistra, che con il 6,3% (+ 1,1%) ha conquistato il suo miglior risultato di sempre in Assia.

La partecipazione al voto è stata del 67,3% dei 4,38 milioni di aventi diritto. Nel 2013 aveva votato il 73,2%. Per la prima volta, i partiti rappresentati nel Landtag dell’Assia sono sei. I seggi da spartire sono 137, la maggioranza 69. Alla Cdu ne andranno 40, ai Verdi e alla Spd 29 ciascuno. Diciannove seggi andranno all’Afd, 11 alla Fdp, 9 alla Linke. In base a questa ripartizione, Cdu e Verdi potrebbero portare avanti la loro coalizione. Ma le possibilità sarebbero anche altre: CDU e SPD o SPD, VERDI e FDP.

Il premier uscente, Volker Bouffier (CDU) ha annunciato l’intenzione di avviare consultazioni per la formazione di un nuovo governo fatta eccezione per Die Linke e Afd.

In base a questi risultati, l’alleanza più probabile, forse la sola possibile nel Landtag è una coalizione ‘giamaica’ nero-verde-giallo tra Cdu, Grünen e Fdp, ancora sotto la guida di Volker Bouffier, il fedelissimo di Angela Merkel che pur nella sconfitta avrebbe centrato l’obiettivo di rimanere ministro-presidente dell’Assia. I Verdi sarebbero tuttavia in posizione di forza e rivendicherebbero più spazio nelle politiche e nella presenza al governo.

La leader dei verdi tedeschi Annalena Baerbock, che condivide la presidenza con Robert Habeck, commentando i risultati emersi che vedono gli ecologisti al secondo posto insieme ai socialdemocratici, ha detto: “L’Assia non è mai stata così verde come oggi. Siamo felici di questo storico miglior risultato dei verdi in Assia”.

La segretaria generale della Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer, commentando le elezioni in Assia che hanno visto il partito in forte calo, ma comunque in testa, ha detto: “Siamo di fronte a un tipico risultato dell’Assia, e servirà molto tempo stasera per avere delle certezze. Una cosa si può dire che per la Cdu è doloroso aver perso molti voti, ma Volker Bouffier ha raggiunto l’obiettivo di evitare una coalizione rosso-rosso verde, questo è il risultato di cui mi congratulo”.

Il candidato della Cdu dell’Assia, il presidente uscente Volker Bouffier, commentando i risultati delle proiezioni, ha precisato: “Accusiamo dolore per i voti perduti, ma abbiamo anche visto che vale la pena lottare. Volevamo restare la prima forza politica del Land e volevamo ottenere che nessuna coalizione si potesse formare contro di noi. Entrambi i risultati sono stati ottenuti. E’evidente che sul voto locale abbiano influito le dinamiche federali e le liti di governo a Berlino”.

Il candidato di punta dell’Spd in Assia, Thorsten Schaefer-Gumbel, commentando i risultati elettorali, ha detto: “È una difficile e amara serata per l’Spd, non abbiamo raggiunto quello che volevamo. Si tratta di un’amara sconfitta ed è il peggior risultato dal 1946. Quello che questi risultati significano per l’Assia non è ancora prevedibile”.

Ma è nella capitale tedesca che da oggi si giocherà la partita vera, iniziata due settimane fa in Baviera e proseguita in Assia. La situazione è tragica per la leader socialdemocratica Andrea Nahles, mentre è seria per Angela Merkel. Dalle analisi del voto sembra che il tentativo della cancelliera di venire in soccorso della Cdu locale, impegnandosi in prima persona nella campagna, non è servito. Segno che il suo brand non funziona più, neppure in un Land con forte tradizione cristiano-democratica. E questo non chiude del tutto la questione se al congresso di Amburgo, in dicembre, Merkel sarà rieletta presidente o se farà un passo indietro in favore della sua protégé, Annegret Kramp-Karrenbauer, attuale segretario generale. Già ieri sera, alcune voci di deputati di seconda fila si sono levate per chiedere un rinnovamento della Cdu, che avrebbe bisogno di ‘contenuti, percorso chiaro e nuove persone’.

Quasi irrisolvibile il ‘che fare?’ di Andrea Nahles. La leader dell’SPD ha detto: “Lo stato del governo è inaccettabile”. Secondo Nahles, il declino del suo partito è causato dalle continue crisi interne della Grosse Koalition. Nahles ha annunciato che proporrà alla Cdu una road map ‘chiara e vincolante’ fino al prossimo autunno, quando è già in programma una verifica. Per Nahles: “Vedremo allora se noi in questo governo siamo al posto giusto”. E’ un piano ottimista, un anno è lungo e il tempo non è dalla parte della Spd, che d’altra parte allo stato attuale non avrebbe né i programmi, né i leader, né i soldi per affrontare nuove elezioni. Insomma, la crisi dell’Spd sembra molto seria e complessa.

Immediatamente dopo l’esito disastroso delle elezioni regionali in Assia, Angela Merkel ha annunciato l’intenzione di non ricandidarsi, l’8 dicembre, data del congresso del partito, alla presidenza dell’Unione Cristianodemocratica. Lo riferiscono i media tedeschi. Merkel ha comunicato la sua decisione ai partecipanti alla seduta della direzione del movimento precisando che, malgrado la decisione, intende restare al suo posto di cancelliera. Il passo compiuto questa mattina da Merkel, che ha sempre considerato l’incarico di cancelliere e quello di presidente del partito come indissolubilmente legati, può essere considerato storico.

A seguito dell’annuncio della cancelliera, l’ex capogruppo dell’Unione, Friedrich Merz, si dice disponibile a presentare una sua candidatura. Quest’ultimo si è detto pronto a compiere questo passo ed assumersi questa responsabilità nel caso il partito sia favorevole. Oggi, Merz annuncerà la sua candidatura. Nelle scorse settimane Merz sarebbe stato spinto con forza da chi gli è più vicino nel partito a candidarsi alla presidenza della Cdu e avrebbe anche avuto colloqui a Bruxelles negli ultimi giorni.

Salvatore Rondello

Roma, 29 ottobre 2018

Salvatore Rondello

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