sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Atp di Shanghai, Wta di Hong Kong e Tianjin: la sfilata degli “invincibili”
Pubblicato il 17-10-2018


2018 US Open - Day 4Non si potevano che commentare con ‘semplicemente ingiocabili’, le vittorie di mostri sacri della racchetta agli ultimi tornei. E, quando si parla di campioni insuperabili e invincibili, all’appello non poteva mancare Novak Djokovic, che ha vinto il torneo di Shanghai in maniera strepitosa. In forma più che smagliante, sembra davvero lui il candidato a raggiungere il primo posto della classifica mondiale in questa fine d’anno. Con Nadal fuori, Federer che ha perso da Coric qui a Shanghai in semifinale, e la conquista del suo quarto titolo proprio qui a Shanghai, Nole si avvicina al primato: ora è a soli 35 punti nella Race per il vertice. Infatti, in finale, ha sconfitto facilmente il giovane e valido croato, nettamente per 6/3 6/4: semplicemente imbattibile. Perfetto al servizio e a rete, da fondo e in attacco, sbaglia quasi nulla, concede ancora meno, gli riesce tutto alla perfezione, sposta qualsiasi avversario e controlla perfettamente il match, scegliendo lui quando mettere pressione e quando frenare il ritmo e lo scambio. Semplicemente superiore. Punto. Per lui dei fiori, la coppa ed anche un orologio Rolex in premio. Ma c’è anche la nostra Camila Giorgi, che conquista il secondo titolo in carriera al Wta di Linz (in Austria), dopo quello del 2015 a S’ Hertogenbosch (su Belinda Bencic, per 7/5 6/3). Ha sconfitto la russa, che partiva dalle qualificazioni, Ekaterina Alexandrova, per 6/3 6/1. Una partita senza storia, perfetta la sua, che non era neppure al top della forma per un problema alla gamba. Papà Sergio voleva addirittura che si ritirasse, invece Camila è stata travolgente. Ma, per lei, per quest’anno, la stagione è finita. Raggiunge il suo best ranking e sale alla posizione n. 28 della classifica mondiale. A proposito d’Italia, da segnalare un altro successo, anche se ‘incompleto’. Quello di Lorenzo Sonego (giovane di talento di Torino, classe 1995), che ha raggiunto la scorsa settimana la semifinale del Challenger di Firenze, dove ha perso dal futuro vincitore del torneo: Pablo Andujar. L’azzurro si è arreso allo spagnolo solo dopo due ore e un quarto di gioco, con il punteggio di 6/2 4/6 6/1. Ha sicuramente pesato la maggiore esperienza dell’avversario, ma lodevole la reazione che Sonego ha avuto nel secondo set e il fatto che ha sempre lottato su tutte le palle, ci ha sempre creduto (nella rimonta) e non ha mai mollato su nessun colpo (rischiando tanto, anche a costo di sbagliare, e spingendo su ogni tiro): dal servizio a tutto il resto. L’attuale n. 32 al mondo (mentre Lorenzo è n. 101 al mondo attualmente, dopo essere stato il n. 86, suo best ranking) avrebbe poi conquistato il titolo qui a Firenze, imponendosi – in due set netti – sull’argentino Marco Trungelliti con il punteggio di 7/5 6/3. Lo stesso coach di Sonego, Gianpiero Arbino, ha evidenziato (come ha spiegato ad Ubitennis a Lorenzo Colle) che le sue maggiori qualità sono la passione per il tennis e la serenità con cui gioca. Inoltre, ha tutte le carte in regola del vincente, che sono tre principalmente: talento, testa e le persone giuste attorno. E poi, tanta, tanta caparbietà: se un colpo non gli riesce, lo ritenta finché non riesce, anche a costo di continuare a sbagliarlo; come accaduto per la palla corta contro Andujar, oppure – oltre alla smorzata – con il rovescio lungolinea. Ama restare sulla difensiva da fondo, ma – se costretto – viene tranquillamente bene in avanti in attacco a rete; riassumendo, questo lo schema tattico che predilige.

Per quanto riguarda il tennis femminile, altre sorprese arrivano dai tornei di Hong Kong e di Tianjin. In quest’ultimo si impone una solida Caroline Garcia, che annichilisce un’altra ‘Carolina’: Karolina Pliskova, che sconfigge per 7/6(7) 6/3. La francese sale alla posizione n. 16 del ranking mondiale, classico il suo ‘aeroplanino’ di gioia finale dopo la vittoria. Non deve fare molto, tanti, troppi gli errori della ceca, che sembra sofferente (forse qualche disturbo fisico per lei?) e rassegnata poi nel finale, dove ha un lieve sussulto che la porta dal 5-1 al 5-3 (recuperando uno dei tanti break subiti e servizi di battuta persi). Più lottato il primo set, abbastanza in equilibrio: la Garcia era partita pure male e la Pliskova conduceva 5 punti a 1; ma poi la rimonta irrefrenabile della francese ha lasciato esterrefatta l’avversaria, incapace di reagire quasi. Ha sbagliato tantissimo anche al servizio, cosa assolutamente incredibile per lei. Ed era super favorita.

Nel torneo di Hong Kong, invece, la sorpresa arriva dalla cinese, classe 1992, Wang Qiang. Dopo aver vinto, in questo 2018, il torneo di Guangzhou (infliggendo un netto e severo 6/2 6/1 alla Puntinceva), era arrivata sino in semifinale al torneo di Pechino, dopo aver battuto Aryna Sabalenka con un doppio 7/5. La bielorussa non è riuscita a fare meglio al successivo torneo di Tianjin, dove ha perso ai quarti dalla svizzera ritrovata (e ritornata dopo l’intervento alla mano destra: non facile per lei giocare ancora di nuovo) Timea Bacsinszky, con un doppio 7/6; ha commesso lo stesso errore, perdendo la partita allo stesso modo: rimanendo troppo a fondo, spostando poco l’avversaria – ma, al contrario, lasciandosi spostare dall’avversaria (il che ha evidenziato i suoi problemi di mobilità laterale) -, giocando troppo centrale e non venendo in attacco a rete, subendo le palle senza peso o in back dell’avversaria, sbagliando invece a ricercare traiettorie più lobate e meno in topspin, che hanno permesso alle sue avversarie di spingere di più e metterle più pressione e velocità, costringendola all’errore e a prendere maggiori rischi, andando fuori controllo nei colpi spesso. Tuttavia i margini per migliorare per lei ci sono tutti, questa è la notizia più che positiva. Non è la sola avversaria che la Wang ha dominato. Non è andata meglio neppure a Karolina Pliskova, che ha sempre perso dalla cinese: contro di lei la n. 8 al mondo al mondo aveva perso anche al torneo di Wuhan per 6/1 3/6 6/3 a favore di Qiang; ed anche al successivo torneo di Pechino, dove la padrona di casa si è imposta addirittura con un doppio 6/4. E per la Pliskova è continuato il periodo nero anche alla Kremlin Cup del torneo di Mosca, dove ha perso subito da Vera Zvonareva per 6/1 6/2, in un match da dimenticare assolutamente: troppi errori, scarsa mobilità, gioca troppo centrale, non riesce ad essere incisiva col servizio e non riesce a guidare lo scambio, soprattutto soffre tantissimo le palle basse (in back in particolare) dell’avversaria e quelle senza peso; ma brava la Zvonareva a spostarla, giocando di precisione. Parte subito alla grande e va 4-0 con la palla del 5-0; poi Karolina ha un sussulto d’orgoglio e va 4-1, ma – da lì – altri due game per Vera, che chiude nettamente il primo set. Nel secondo, la Pliskova ottiene un game in più e gioca il game più bello e più lottato proprio sul 5-2 e servizio per l’avversaria, in cui la Zvonareva è costretta ad annullare diverse palle break e ha anche altri match point a disposizione, cancellati dalla Pliskova; ma l’ultimo dritto, sbagliato malamente e mandato fuori da Karolina, la dice lunga sul fatto che non sia ancora al meglio e al top.

Per tornare alla Wang, Qiang gioca la partita perfetta in semifinale a Hong Kong contro la Muguruza. Un match durissimo, un incontro terminato solo al terzo set, ma molto lottato. Wang è sempre sembrata avere quel colpo in più, eppure non riusciva a chiudere, a fare punto, tanto che la Muguruza era sempre avanti nel punteggio e la cinese costretta ogni volta a rincorrere; ma ha vinto la partita mentalmente, con una forza, una concentrazione, un’ostinazione, un coraggio e un mordente eccezionali. E con colpi da manuale. Garbine ha giocato benissimo, ma lei ancora meglio se si può. Ingiocabile semplicemente di nuovo. L’allieva dell’ex tennista e campione australiano Peter McNamara (classe 1955) ha dato spettacolo; e l’unico consiglio che le ha dato il suo coach al cambio campo è stato: “pensa positivo e ce la farai, potrai riuscire a vincere”. Parte, contro la spagnola nel primo set, un break avanti; poi si fa strappare subito di nuovo la battuta sino al 2-2, poi la Muguruza passa a condurre per 3-2. Dunque in 5 game 4 break complessivi reciproci. Nel secondo succede la stessa cosa: break subito in apertura di servizio, che non tiene però. Se la cinese perde il primo set al tie break per 7 punti a 5, nel secondo trova il break necessario per allungare il match al terzo, aggiudicandoselo per 6-4; il finale dell’incontro ha ancor di più dell’incredibile. La Wang si trova sotto 5-4 per la spagnola, serve e va sotto 0-40 e seconda di servizio; eppure riesce a vincere il game ed a pareggiare i conti sul 5-5; poi trova addirittura il break decisivo che le farà conquistare il set e il match per 7-5. Da una parte una Muguruza nervosissima, dall’altra una concentrata e lucida Wang. Tuttavia il 6/7(5) 6/4 7/5 che le è stato necessario e indispensabile per arrivare in finale l’ha pagato. Di fronte ha trovato un’altra tennista esordiente ‘ingiocabile’, che ha fatto la partita perfetta della vita, lasciando ferma a guardare la Wang, stanca, confusa e sorpresa, stupita dall’aggressività, dalla velocità, dalla potenza e dalla profondità dei colpi dell’avversaria, che non le ha mai dato modo di entrare in partita né di prendere ritmo. Si è trattato della tennista ucraina Dayana Yastremska, che le ha imposto un categorico 6/2 6/1. La giovane di Odessa, nata nel 2000, con all’attivo tre tornei ITF, attuale n. 66 del mondo, ha impartito una dura lezione alla cinese. Sicuramente, molto ha inciso per la Wang un malessere e una stanchezza fisici. Così come le era accaduto in semifinale al torneo di Wuhan, quando è stata costretta a ritirarsi contro Anett Kontaveit, che stava vincendo per 6/2 2-1.

Barbara Conti

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