domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Banchieri: un tapiro d’oro per i nostri risparmi
Pubblicato il 23-10-2018


Si narra che i cittadini del Bel Paese siano dei risparmiatori formidabili e per anni abbiano conteso il primo posto al Giappone, ma non sono mai riusciti a superarlo, rassegnandosi ad essere secondi al mondo (forse terzi).

Si narra, inoltre, che la ricchezza degli italiani sia notevolmente più alta del debito pubblico, talmente alta che potremmo pagare i creditori e ne avanzerebbero per vivere felici per il resto della vita nostra e delle generazioni future.

Ma, come si sa, le favole affascinano i bambini protetti dall’amore di mamma e papà che gli raccontano le storie più incredibili per alimentare la loro fantasia e lasciarli il più possibile nel mondo ovattato di Andersen perché le delusioni della vita li possano svegliare il più tardi possibile.
Ed è così che si addormentano i piccolini, con il peluche da una parte e una manina sul salvadanaio a porcellino per proteggere i loro tesoretti dall’altra.

Ecco, questa è l’immagine dei lavoratori che dormono tranquilli perché sanno che, in caso di necessità, possono contare sui risparmi dopo lunghi anni di duro lavoro.
Il punto è che se una mattina dovessero svegliarsi con il desiderio di comperare un giocattolo al nipotino, rifarsi la dentiera, dover fare una visita di controllo urgente da quel medico che visita privatamente, partire in vacanza, comperare il vestito nuovo per il matrimonio del figlio e pagare un funerale di seconda classe, non potranno farlo perchè i loro  soldi saranno stati “requisiti” dalla banca che li ha investiti.
Senza contare poi le spese e il maxistipendio del direttore, i viaggi dei dipendenti pagati dall’istituto, ecc. Insomma, dal monitor dei computer i soldi risultano esserci, peccato però non si possano toccare.

Il direttore, sorridente, ci dice che abbiamo un aspetto magnifico: “buongiorno, la vedo fresco e riposato… no, ma quale dottore o vacanza, non ne ha assolutamente bisogno! E poi i bambini sono già pieni di giocattoli, per carità… lasci pure i suoi risparmi a dormire sonni tranquilli sul suo conto!” –  ci suggerisce suadente.

I banchieri sono tali perché fanno girare i tuoi soldi con cui acquistano il debito pubblico; poi gli amici delle multinazionali sono sempre al verde e pompano quattrini come idrovore. Le famiglie dei collaboratori più stretti sono sempre più avide e dopo la vacanza al mare già pensano alla montagna. E poi c’è la scuola in Svizzera, l’auto nuova ogni 6 mesi con tanto d’autista, lo shopping sfrenato, i ristoranti alla moda. Accidenti, come si fa a rinunciare a tutto questo?! Ne va della pace familiare! Cosa volete, che i figli vadano in crisi di identità e la moglie diventi alcolizzata se dovesse venire a mancargli l’indispensabile per una vita decorosa?

Il risparmiatore, intanto, dorme tranquillo come quando era bambino con la manina su quel salvadanaio a porcellino di cui non sente più tintinnare le monetine, perché il funzionario gli ha raccontato che dentro c’è un titolo di credito che vale molto di più: una cambiale a babbo morto dai toni sfumati di azzurro e rosa, rispettivamente per i maschietti e le femminucce.
La nostra ricchezza è al sicuro, racchiusa nella pancia dei banchieri porcellini che si sono mangiati tutto, compresi i salvadanai di zucchero che a pezzettini hanno già messo nel caffè.
Certo che questi avidi banchieri fanno proprio una vita da re con i nostri risparmi, al punto quasi da meritare un tapiro d’oro.

Angelo Santoro

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