domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Russell e l’immortale “trionfo della stupidità”
Pubblicato il 23-10-2018


Folgorante l’incipit: “Ci hanno sempre ripetuto che il sesso fu inflitto ad Adamo ed Eva come punizione dopo la Caduta. A tutt’oggi, per quello che sono riuscito a capirne, tendo a essere d’accordo…”.
Sublime Bertrand Russell.

stupiditàCome i vini, c’è quello migliore in queste 54 tessere di un puzzle in cui riflette da par suo sul sesso, la vecchiaia, la politica, il matrimonio, l’amore, il progresso, la libertà, l’etica, la verità e la scienza, ecc.
Dà il meglio di se stesso, e in ceri squarci si supera in quanto a ironia, originalità, spesso velenosa ferocia nel destrutturare lo status quo, ribaltare tutti, o quasi, i topoi della cultura dominante del XX secolo. Anzi, a leggere bene, il suo pensiero è di sorprendente modernità, attuale, si direbbe quasi rivoluzionario.
Leggete qua: “Durante la Rivoluzione francese, quando il regno del Terrore giunse alla fine, si scoprì che fra i politici non era sopravvissuto nessuno, a parte i codardi… dovunque esista organizzazione la codardia sarà sempre ritenuta più vantaggiosa del coraggio… imprese, scuole, manicomi e simili preferiranno il flessuoso leccapiedi all’uomo schietto e dal giudizio indipendente… In politica è necessario lusingare i capi; in marina professare antiquate vedute sulla strategia navale; nell’esercito mantenere una visione medievale su ogni cosa; nel giornalismo salariati devono usare il proprio cervello per dar voce alle opinioni dei milionari…”.
Ecco spiegato perché su Russell è quasi caduta la damnatio memoriae, nessuno lo cita più. I tiranni del suo secolo l’hanno combattuto, e si comprende perché, i finti democratici rimosso: ne svelava l’ontologico relativismo, quel loro vendere merce avariata. Entrambi ce lo hanno nascosto, depotenziato, derubricato; vade retro, Russell!
D’altronde, come fidarsi di uno che il 26 aprile 1933 scriveva: “E’ curioso notare che quegli Stati che proclamavano a gran voce la democrazia fossero anche Stati…”.?
Onore e gloria a Piano B Edizioni che ne “Il trionfo della stupidità” (Saggi americani 1931-1935), pp. 176, euro 14,00, Prato 2017 (collana “La mala parte”, ottima la traduzione di Andrea Roveda), ha assemblato quattro anni di collaborazione del filosofo (ma genio a tutto tondo: logico, matematico, educatore, moralista, riformatore sociale, pacifista) all’inserto letterario del “New York American” (gruppo Hearst).
“Spettatore di tutto il tempo e di tutta l’esistenza” (Platone), Russell ci consegna, anche in questi scritti veloci, illuminazioni, un “manifesto” per l’uomo libero, che si riprende il suo libero arbitrio e lo esercita a ogni costo. Attualissimo al tempo del conformismo di massa, indotto o estorto, melassa disgustosa che ammanta le nostre miserabili esistenze.

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