lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Brasile. Il vento populista soffia forte
Pubblicato il 08-10-2018


Brasile-Bolsonaro

Jair Bolsonaro

Il vento populista soffia forte anche oltreoceano. Dopo Trump, il continente americano potrebbe presto avere un nuovo leader ultra conservatore. Jair Bolsonaro è infatti il vincitore ufficiale del primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane. Il capitano dell’esercito di estrema destra, che ha ottenuto il 46,27 per cento dei consensi, affronterà ora il ballottaggio da super favorito. Contro di lui Fernando Haddad del Partito dei Lavoratori. L’erede di Lula ha portato a casa solo il 28,95 per cento. La vittoria finale di Bolsonaro appare ormai scontata. Pure Salvini non si contiene ed esprime la sua gioia via social: “Anche in Brasile si cambia. Sinistra sconfitta e aria nuova! #gobolsonarogo”.

Uno degli stati più popolosi del mondo, dunque, sta per voltare pagina. Dopo le presidenze Lula e Dilma Roussef (fuori anche dal Senato), condizionate da scandali veri o presunti, ora pare che il Brasile abbia scelto Trumpinho come suo comandante in capo. Salvo un colpo di coda della sinistra, al momento improbabile, sarà Bolsonaro a guidare la nazione sudamericana che vanta 200 milioni di abitanti. Haddad, comunque, non si rassegna e spera nell’appoggio degli altri partiti moderati per raggiungere il rivale nei seggi. La strategia è quella della “resistenza democratica” perché “non possiamo gettare al vento 30 di conquiste civili della nostra democrazia”.

La sfida, però, appare assai proibitiva. Persino Ronaldinho, uno dei calciatori simbolo del Brasile popolare, ha scelto il candidato sovranista. “Per un Brasile migliore desidero la pace, la sicurezza e qualcuno che si ridia gioia. Ho scelto di vivere in Brasile e voglio un Brasile migliore per tutti” il tweet dell’ex attaccante del Milan. Il Pt ha resistito solo nel Nord Est del paese, negli stati più poveri, dove ha ottenuto circa il 60 per cento dei consensi. Per il resto i candidati che appoggiano Bolsonaro hanno dominato i seggi di tutti gli altri stati.

La sinistra paga, quindi, gli anni di governo dove non è riuscita a imprimere quel cambiamento sperato in uno dei paesi più complicati del mondo. Il coinvolgimento di Lula nel caso Petrobas, il suo arresto e gli scandali legati alla presidenza Roussef hanno affondato definitivamente il Pt, che aveva già cominciato a perdere consensi. Bolsonaro, invece, qualora venisse eletto, sarebbe il primo ex militare a tornare al comando del Brasile dopo la fine della dittatura.

In Sudamerica come in Europa, dunque, i partiti nazionalisti fanno il pieno di voti. A conferma di un trend che è oramai globale. Oggi il Brasile ha deciso (forse) di segnare il passo, decretando un cambiamento storico. Il resto del mondo per ora resta a guardare. In attesa della prossima vittoria populista…

F.G.

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