giovedì, 13 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Censis, a causa della crisi gli italiani sono più infelici
Pubblicato il 03-10-2018


Polo unico di tutela della malattia

PUBBLICATI I DATI DEL II TRIMESTRE 2018

È stato recentemente pubblicato l’osservatorio Inps sul polo unico di tutela della malattia contenente i dati relativi al II trimestre 2018.

In questo trimestre si registra un incremento del numero dei certificati in confronto all’analogo lasso di tempo dell’anno precedente per il settore privato (+3,9%) mentre si rileva una diminuzione per il settore pubblico (-2,2%). All’ascesa del numero dei certificati nel settore privato corrisponde un rialzo meno che proporzionale del numero dei giorni di malattia (+1,1%) mentre nel comparto pubblico alla diminuzione del numero dei certificati si osserva un decremento più che proporzionale dei giorni di malattia (-4,8%).

Nel secondo trimestre del 2018, per le visite mediche d’ufficio del settore privato, si osserva, rispetto al trimestre precedente, una drastica contrazione del tasso di idoneità, vale a dire il rapporto tra il numero di visite con esito di idoneità al lavoro e il numero di visite effettuate. Questo indicatore si riduce da 40 a 15 ogni cento visite. Anche il tasso di riduzione prognosi si abbassa in modo marcato passando da 6,3 a 4,2.

Questi risultati sono da imputare, in buona parte, alla sospensione, a partire dal marzo 2018, dell’utilizzo del modello statistico di data mining “Savio” che consentiva all’Inps di concentrare le visite mediche di controllo sui casi in cui è più ragionevole ipotizzare che il certificato medico del lavoratore riporti una prognosi non coerente con lo stato di salute.

A tale riguardo, si ricorda che la sospensione del modello “Savio” è stata decisa a seguito dell’intervento del Garante della privacy il quale ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti dell’Istituto per la violazione di più norme vigenti a tutela della riservatezza dei dati personali.

A questo proposito, è bene chiarire che, tra le variabili considerate nel modello Savio, non vi sono assolutamente i dati nosologici relativi alla malattia da cui è affetto il lavoratore, dato particolarmente sensibile e quindi soggetto a specifiche restrizioni di trattamento da parte della legislazione sulla privacy.

L’Istituto confida, in ogni caso, nella collaborazione con il Garante della Privacy sotto gli auspici della Commissione Lavoro del Senato (presso la quale sia l’Inps che il Garante sono stati auditi sull’argomento) al fine di trovare una soluzione al problema che da un lato, permetta di tutelare la privacy dei lavoratori e, dall’altro di evitare un ulteriore spreco di risorse pubbliche, consentendo all’Inps di svolgere in maniera efficiente ed efficace le visite mediche di controllo per la malattia.

Assistenza fiscale: nuovo servizio Inps
I contribuenti che hanno presentato il modello 730, indicando l’Inps quale sostituto d’imposta per l’effettuazione dei conguagli fiscali, possono verificare tramite il servizio “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, presente sul sito istituzionale, le risultanze contabili inviate all’Inps dall’Agenzia dell’Entrate, da caf o associazioni o professionisti abilitati.

Oltre alla funzione di consultazione delle risultanze contabili e delle eventuali trattenute o rimborsi effettuati mensilmente sulle prestazioni erogate in applicazione di tali risultanze, il servizio consentiva inoltre di effettuare on line, entro lo scorso 30 settembre, la richiesta di annullamento e di variazione della seconda rata d’acconto Irpef o della cedolare secca .

Addio carta o mail

ORA IL PERSONALE SI SCEGLIE CON LA VIDEOINTERVISTA

Addio vecchio pezzo di carta e addio anche alla formale, ma impersonale mail. La nuova frontiera del recruitment, ossia del reperimento delle persone da assumere, è video, anzi è un’intervista video. Ad indicare la direzione da intraprendere anche alle piccole e media aziende per ora sono più di 300 grandi aziende presenti in Francia, Europa e Asia che usano piattaforme dedicate come parte integrante del processo di selezione dei futuri impiegati; tra queste imprese ci sono Ing Direct, Burger King, Blablacar, Leroy Merlin, Lvmh, Crédit Agricole, Sephora, Deloitte, Swatch, Cartier, Gazprom.

Principale operatore del mercato per le soluzioni di video recruitment è Visiotalent, una start-up in rapida ascesa fondata nel 2014 dagli imprenditori francesi Gonzague Lefebvre e Louis Coulon. Con sede principale a Lille, Visiotalent ha attualmente di una rete di uffici dislocati nelle città francesi di Parigi, Lione e Nantes, oltre alle nuove aperture di Milano, Madrid e Bruxelles. La piattaforma consente, infatti, ai professionisti delle risorse umane di invitare i candidati a registrare una video intervista online a supporto della propria candidatura, con benefici per le aziende in termini di tempo, costi ed efficacia del processo di selezione. Fin dal suo lancio, Visiotalent è stato utilizzato da centinaia di migliaia di candidati in più di 75 paesi.

I video colloqui sono una pratica sempre più diffusa all’interno del processo di pre-selezione dei candidati. Durante questa prima fase, al candidato viene richiesto di rispondere ad alcune domande predefinite dal selezionatore e di registrare un video tramite webcam o smartphone. Per i recruiter questo sistema è un modo per rendere più efficiente, veloce e meno dispendioso il processo di pre-selezione. Il video colloquio è anche un’occasione unica per i candidati in quanto dà loro la possibilità di esprimersi al di là del proprio cv e mostrare la propria personalità. Il video consente, infatti, di far emergere le ‘soft skills’, oggi importanti quanto le ‘hard skills’, ma impossibili da individuare sulla base di un semplice curriculum.

La nuova frontiera del recruitment in azienda è dunque la videointervista. Ma come affrontare al meglio un video colloquio? Labitalia lo ha recentemente chiesto ad Andrea Pedrini, Country Manager Italia di Visiotalent, azienda leader nel campo del video recruitment. “Innanzitutto, occorre scegliere – ha spiegato Pedrini – l’ambiente adatto. La scelta del luogo in cui registrare il video è molto importante: l’ambiente deve essere confortevole e tranquillo in modo da permettere una registrazione ottimale di suoni e immagini. È consigliabile impostare il telefono in modalità silenziosa, spegnere il televisore e limitare tutti quei rumori di sottofondo che potrebbero creare interruzioni o interferire con la registrazione”. Anche la luce fa la sua parte. “E’ preferibile evitare ambienti bui o eccessivamente illuminati -prosegue- e attenzione anche a non posizionarsi controluce. Lo sfondo deve essere il più neutro e professionale possibile: per esempio, è meglio effettuare la registrazione dal soggiorno, piuttosto che dalla cucina o dal bagno”, ha ricordato Pedrini. Il dispositivo utilizzato – computer o smartphone – deve essere posizionato su una superficie piana e stabile. Non bisogna, infine, scordarsi di verificare che microfono, webcam e connessione Internet funzionino correttamente.

La seconda raccomandazione è di impostare correttamente tutti i dispositivi per far sì che siano “attivi e funzionanti”. “Informazioni sui requisiti tecnici – browser, velocità di connessione Internet, gestione delle impostazioni sono solitamente fornite dal selezionatore o direttamente dal tool di video colloquio. È, comunque, sempre consigliabile fare un test dei dispositivi prima dell’inizio del colloquio”, ha consigliato Pedrini.

Terza cosa importante: “Essere ben preparati e avere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità comunicative è la chiave per un colloquio di successo. La maggior parte delle piattaforme di video colloquio permette ai partecipanti di testare in anticipo il tool. Visiotalent, ad esempio, accompagna i candidati, passo dopo passo, durante tutta la fase di preparazione, fornendo loro tutorial specifici, programmi di coaching e un modulo di training che simula l’intervista vera e propria, ma con domande fittizie”.

Quarto suggerimento da esperto: “Essere sintetici – ha detto Pedrini – e andare al ‘dunque’. Il tempo mediamente concesso per rispondere a ciascuna domanda varia tra i trenta secondi e i due minuti. Può sembrare breve, ma è solitamente sufficiente per permettere al candidato di articolare una risposta esaustiva. L’importante è parlare in modo chiaro ed esprimersi correttamente, senza fretta. La risposta deve adattarsi al tempo a disposizione: occorre essere sintetici e utilizzare frasi brevi, motivando le proprie affermazioni (da evitare ‘humm’ e altri tic linguistici). È meglio parlare di tre elementi in dettaglio, piuttosto che di una dozzina senza avere modo di svilupparli”.

Infine, va considerato che “il video colloquio è un’opportunità per distinguersi”, ha osservato Pedrini. “Allo stesso tempo, l’utilizzo di questo tipo di tecnologia – ha proseguito – consente ai selezionatori d’individuare più rapidamente e con maggiore accuratezza il potenziale dei candidati. Non bisogna, inoltre, dimenticarsi che la prima impressione è importante. Un abbigliamento appropriato darà al selezionatore la sensazione che il candidato stia prendendo seriamente la propria candidatura. Il dress code dipende dal settore aziendale: è quindi opportuno informarsi in anticipo sul tipo di abbigliamento richiesto e scegliere un vestiario consono”.

Crisi

CENSIS, ORA ITALIANI PIÙ INFELICI

Aspettative in calo, diseguaglianze sociali, rancore, chiusura e repressione, sullo sfondo di una società che ha rinunciato a consumi e investimenti. Sono queste le caratteristiche dell’eredità lasciata all’Italia dalla crisi del 2008 secondo la ricerca ‘Miti del rancore, miti per la crescita: verso un immaginario collettivo per lo sviluppo’ condotta dal Censis in collaborazione con Conad.

L’analisi sull’Italia, presentata di recente a Roma, mostra un Paese che nutre un forte disagio per il presente, ha una grande nostalgia del passato (7 italiani su 10 sostengono che si stava meglio prima) ed è incapace di investire nel proprio futuro. Le ragioni sono tante: dalla bassa natalità (dal 1951 a oggi si sono persi 5,7 milioni di giovani), alla progressiva scarsità di reddito (rispetto alla media della popolazione, le famiglie giovani, con meno di 35 anni, hanno un reddito più basso del 15% e una ricchezza inferiore del 41%), dalla crisi sociale allo smarrimento della cultura del rischio personale.

Carlo Pareto

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento