lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

#ComingOutDay, dichiararsi fa ancora paura in Italia
Pubblicato il 11-10-2018


bandiera-arcobaleno-omosessuale-sbattere-le-ali-abbondanzaOggi, 11 ottobre, si celebra il Coming Out Day. La prima volta che si è tenuto un coming out day è stato l’11 ottobre 1988 negli Stati Uniti e venne scelta questa data durante il primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i diritti delle lesbiche e dei gay, tenutasi appunto l’11 ottobre 1987. L’idea di celebrarlo con una ricorrenza è stata di Robert Eichberg, psicologo del New Mexico, e Jean O’Leary, politico ed attivista Lgbt di Los Angeles.
Ma mentre in tutto il mondo occidentale l’orientamento sessuale è ormai un fattore poco rilevante (si veda anche il mancato quorum del referendum in Romania), l’Italia invece continua a fare passi indietro. Non sono solo le dichiarazioni di un Ministro della Repubblica (Lorenzo Fontana) o le continue cronache che riportano pestaggi e insulti ai danni degli omosessuali ma proprio le statistiche. Una ricerca fatta dalla società di consulenza Boston Consultuing Group (Bcg) in occasione del Coming Out Day su 12 Paesi di Europa e America rivela come il nostro Paese, dopo la Spagna, è il Paese dell’Europa occidentale con la percentuale più alta di gay, lesbiche e transgender non dichiarati sul lavoro, rispettivamente il 33% e il 38%. Ben lontano dalle percentuali dell’Olanda (7%), dell’Inghilterra (11%), ma anche a di Germania, Svizzera e Austria (16%), della Francia (24%) e poi del Nordamerica (18%) Messico (20%) e Brasile (22%).
Inoltre la ‘discriminante’ colpisce ancora una volta le donne: in Italia è molto più facile fare coming out per gli uomini che per le donne, che sul lavoro sono discriminate due volte, per il genere e per l’orientamento sessuale. A dichiararsi omosessuale è il 57% dei lavoratori lgbt contro il 43% delle lavoratrici lgbt. Se invece si guarda il solo orientamento sessuale, quelli che si dichiarano meno sono i bisessuali maschi e femmine (lo fa solo il 37%, contro il 59% dei gay e il 54% delle lesbiche).

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