lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

GUERRA DI CIFRE
Pubblicato il 04-10-2018


pallette

È guerra di cifre sul Def. Lega e Cinque Stelle sembrano parlare di cose diverse, di documenti diversi. Ognuno ha i suoi conti e i sui numeri nel cassetto nel giorno della presentazione del Def in Parlamento. “Immagino abbiano bisogno di fare le verifiche dei numeri, perché ieri hanno cambiato il deficit” commenta il sottosegretario pentastellato alla presidenza Stefano Buffagni. “Certo è un lavoro non facilissimo, ci auguriamo arrivi stasera alle Camere” afferma interrogato sui tempi di arrivo della Nota di aggiornamento al Def. Un documento che i due vicepresidenti del consiglio avevano definito con enfasi immodificabile. Invece i cambiamenti si sono susseguiti più volte. In nottata Lega e M5s hanno specificato che le misure della prossima manovra partiranno a inizio 2019 e saranno finanziate con 20 miliardi di euro: 10 per il reddito di cittadinanza, 7 per riformare la Fornero, 2 per la flat tax e 1 per assunzioni straordinarie. Il rapporto deficit/pil sarà fissato al 2,4% nel 2019, al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021.

Secondo il ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervenuto a Radio Anch’io, i numeri della manovra dovrebbero essere leggermente diversi rispetto a quanto illustrato. Il vicepremier ha detto che “ci saranno 16 miliardi per i due interventi principali, reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero”. Alla domanda se ci fossero 10 miliardi per il reddito, come era stato annunciato, ha risposto che “se la matematica non è un’opinione, se ce ne sono 7-8 per la Fornero, ce ne sono 8 per il reddito”, e non 10 come precedentemente proposto. “Non faremo marcia indietro sulla manovra se lo spread continua a salire”, ha precisato Salvini aggiungendo che “se tagli le tasse aiuti la crescita, noi puntiamo a un’Italia che non cresce dello zero virgola, ma del 2, del 2,5%”.

La pace fiscale “non è nella manovra, sarà in un decreto ad hoc”. Lo ha spiegato Salvini sottolineando come il provvedimento non premierà “i furbi ma quelli che non ce l’hanno fatta, che hanno fatto la dichiarazione dei redditi e non sono riusciti a pagare tutto quel che hanno voluto o dovuto: chi scommette del suo, chi è partita iva, rappresentante del commercio ad esempio, si alza la mattina non ha garanzie, non ha maternità, non ha ferie. Se lei avesse la cartella esattoriale di 10mila euro perché si è rotto una gamba e non è riuscito a vendere camicie, io o la rovino e le tengo cartella sul groppone per tutta la vita, costretto a pagare in nero, oppure la convoco e le chiedo: quanto mi può dare, mi dà 2mila euro?”.

Ma il punto dolente è il reddito di cittadinanza. Dopo le varie precisazioni dei due vicepremier, fonti M5s ribadiscono che per il reddito di cittadinanza le risorse sono pari a 10 mld, 9 per il reddito e 1 per i centri per l’impiego e non 8 come aveva detto questa mattina il ministro dell’Interno Matteo Salvini. E, ospite di Mattino 5, anche il sottosegretario Stefano Buffagni ribadisce lo stesso concetto commentando: “Ho qui la tabella. Salvini? Era mattino presto forse era confuso…”. Non si fa attendere la risposta della Lega:.”Dispiace che esponenti degli alleati di governo vadano in giro con tabelle non ufficiali e che sono mere simulazioni. Confermiamo che la quota 100 per le pensioni partirà al massimo entro il mese di febbraio, anche se faremo di tutto per renderla operativa già dal 1 gennaio 2019, e che prevede una spesa di 7 miliardi di euro per il prossimo anno” precisa  il viceministro all’economia Massimo Garavaglia sulle ipotesi che circolano sulla nota di aggiornamento al Def che farà da cornice alla prossima manovra.

In mezzo ai due duellanti il presidente del Consiglio non sa da che parte stare. Il reddito di cittadinanza “contribuirà a sollevare dalla soglia della povertà oltre 5 milioni di persone” ha affermato elencando gli obiettivi della misura contenuta nella manovra le cui risorse a copertura sono tutte da stabilire. . Gli riponde a stretto giro il sottosegretario agli affari regionali Stefano Buffagni: “Per il reddito di cittadinanza le risorse sono pari a 10 miliardi, 9 per il reddito e 1 per i centri per l’impiego. È quanto ribadiscono fonti del M5s replicando al vicepremier Salvini. Ospite di Mattino cinque, anche il sottosegretario Stefano Buffagni ribadisce lo stesso concetto commentando: “Ho qui la tabella. Salvini? Era mattino presto forse era confuso…”.

Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, in un’intervista rilasciata a Radio Radicale, ha cercato di fare chiarezza: “Ho visto che in queste ore ci sono un po’ di dibattiti su quanto ci sia per il reddito di cittadinanza e quanto ci sia per la Fornero. La misura che abbiamo messo in piedi prevede che tutta la platea abbia il reddito di cittadinanza e che si superi la legge Fornero, che si permetta con quota 100 vera di andare in pensione. Quindi si sta semplicemente giocando sui numeri ma ci sono i soldi per tutte le misure che abbiamo appena detto”.

Intanto fonti della commissione Ue hanno smentito che sia “già pronta” una lettera di bocciatura della manovra italiana da parte della Commissione europea, come riportato da alcuni organi di stampa. La Commissione redigerà la sua valutazione solo quando riceverà la bozza della legge di Bilancio a metà ottobre e il focus sarà sui dati relativi al 2018 e sugli obiettivi per il 2019.

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