sabato, 20 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

ALLARME UE
Pubblicato il 01-10-2018


draghi triaArriva la verifica per l’Italia, oggi il titolare di via XX Settembre all’Eurogruppo comincia a spiegare i numeri del Def e a illustrare le misure che il Governo intende mettere nella Legge di Bilancio in grado di sostenerli.
Giovanni Tria ha invitato i partner europei a stare “tranquilli”, e ha anche rassicurato sul fatto che “il Debito/Pil scenderà” nel 2019. Il ministro dell’Economia prima di andare a Lussemburgo si era recato questa mattina a Palazzo Chigi.
“Abbiamo gettato le basi per una manovra seria e coraggiosa, che guarda alla crescita nella stabilità dei conti pubblici”, scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte. “Una manovra che vuole offrire una risposta alla povertà dilagante, ai pensionati, alle famiglie, ai risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie, che non taglia un euro al sociale né alla sanità. Una manovra che inizia ad abbassare le tasse e che scommette sul più grande piano di investimenti della storia repubblicana. Una manovra che segna la svolta per il rilancio del Paese e lo sviluppo sociale”, aggiunge.
Il responsabile del Tesoro davanti ai 19 ministri della Finanza della moneta unica ha chiarito che l’obiettivo di crescita per il paese è l’1,6% per il prossimo anno e l’1,7% per il successivo, con una discesa del peso del debito di un punto all’anno per i prossimi tre anni. Punta sulla crescita del Bel Paese anche il ministro degli Affari esteri Moavero Milanesi che in occasione della presentazione del Rapporto Ance alla Farnesina ha messo in evidenza come “il fardello del debito pubblico che l’Italia si porta dietro da anni va ridotto. Lo dobbiamo fare per rispetto delle nuove generazioni. Per ridurlo l’Italia deve crescere e migliorare il prodotto interno lordo”.
Una tranquillità che non si ravvisa però tra i ministri e i commissari europei. Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis hanno già rese note le loro perplessità. “Ciò che posso dire adesso è che quanto indicato dall’Italia è una deviazione molto, molto significativa” rispetto agli impegni di bilancio, ha sottolineato Moscovici precisando che per quanto riguarda il deficit/pil nominale non viene superata la soglia del 3%, ma per il deficit strutturale le regole Ue indicano la necessità di una riduzione. Il responsabile degli Affari economici di Bruxelles ha aggiunto che la Commissione “non è contro nessuno, non ha interesse a questo”, ma che le regole europee sui bilanci sono “nell’interesse dei cittadini”.
“Aspettiamo la bozza di legge di stabilità”, ma “a una prima vista” i piani di bilancio italiani “non sembrano compatibili con le regole del patto”, ha detto il vicepresidente della commissione Ue Valdis Dombrovskis entrando all’Eurogruppo. Moscovici ha poi aggiunto: “Per il momento quello che so è che il deficit del 2,4%, non solo per l’anno prossimo ma per tre anni, rappresenta una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni presi” dall’Italia.

“Questo governo non farà macelleria sociale, la musica è cambiata. Ci sono regole e sono uguali per tutti perché i nostri futuri” di Paesi dell’Eurozona sono legati, ha replicato il ministro dell’economia Bruno Le Maire rispondendo a una domanda sull’Italia. “Noi riduciamo il debito, rispettiamo le regole e stiamo sotto il 3 per cento non per soddisfare la Commissione Ue ma perché crediamo che ridurre la spesa pubblica, introdurre riforme sia buono per i francesi”, aveva aggiunto.
Ma la verifica è ancora più importante in questo primo giorno di ottobre, da oggi finisce la strategia della Bce, che dimezzerà gli acquisti di titoli di Stato dell’area euro. Si tratta del primo rallentamento del Quantitative easing in vista dello stop di fine anno. La situazione sembra dar ragione al presidente della Bce, Mario Draghi, quando, solo pochi giorni fa, osservava che “le parole del Governo italiano hanno fatto danni“.
All’apertura stamattina di Piazza Affari, lo spread è aumentato, raggiungendo 282 punti base, mentre il Ftse Mib è partito cedendo lo 0,35% a 20.638 punti. Tuttavia già a metà giornata il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi si è attestato intorno a 271, mentre il Ftse Mib è tornato in territorio positivo, a +0,4%.
Fonti Mef hanno riferito che il ministro dell’Economia  anticiperà il rientro a Roma e non parteciperà domani all’Ecofin, per lavorare alla Nota.

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