lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

E Toninelli inventa il tunnel del Brennero
Pubblicato il 09-10-2018


toninelli

Dopo 53 giorni il decreto per Genova è al punto di partenza. Va riscritto. Da cima a fondo. Sparirà la norma, inserita dai 5 Stelle, che impediva alla società di costruzioni legate ai concessionari autostradali anche con minime partecipazione azionarie di realizzare il ponte. Un dietro front annunciato, visto che il provvedimento, così come era stato scritto, escludeva di fatto quasi tutte le aziende italiane che operano nel settore.

Resta fermo invece il no secco ad Autostrade che, salvo colpi di scena in sede di conversione, non potrà toccare nemmeno una pietra. Eppure, sempre ieri, l’ad del gruppo Atlantia, Giovanni Castellucci, era tornato alla carica, ribadendo la disponibilità a demolire e ricostruire il viadotto, come previsto dalla concessione e dalle norme europee, e a farlo in nove mesi. Il manager ha poi rimandato al cda la decisione su un eventuale ricorso. Di certo l’offerta, che abbrevierebbe i tempi, come ha più volte detto il governatore della Liguria, Giovanni Toti, resta ancora in pista. A spingere l’esecutivo a cambiare il decreto è stato anche l’Antitrust che ha messo in luce l’errore. Un divieto, quello alle ditte di costruzioni, che avrebbe causato una accesa battaglia legale, e che ora verrà corretto con un emendamento al testo. L’autorità ha invece rinnovato il no ad Autostrade, che non potrà realizzare l’infrastruttura, come chiesto dall’esecutivo. Insomma dopo quasi due mesi siamo ancora il punto di partenza.

Ma ieri è stata anche la giornata della protesta, con durissime contestazioni al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Gli sfollati di Genova contestano il “no” del governo alla ricostruzione del ponte Morandi da parte di Autostrade per l’Italia. E spiegano, per bocca del portavoce del Comitato di via Porro, Franco Ravera, che coinvolgerla “sarebbe stato meglio”. Secondo Ravera, infatti, lo “scontro ideologico a Roma si ripercuote su Genova” e nel decreto per gli sfollati non ci sono sicurezze: rischiamo di star fuori casa per anni”.

Il ministro Toninelli anche oggi si è esibito in una performance di stile esaltando il “trasporto su gomma del tunnel del Brennero”. Tunnel che non esiste. Del Brennero esiste solo il valico. “È un decreto scritto con i piedi – ironizza Riccardo Nencini, segretario del Psi, sul suo profilo Facebook, riferendosi alla gaffe del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli – al di sotto del minimo sindacale chiesto dai genovesi. E soprattutto si profila un ritardo colpevole nella ricostruzione del ponte. Il ministro l’avrà scritto viaggiando nel tunnel del Brennero. Al buio. Tra lo scavo di una talpa e ruspe in movimento”.

Per il completamento del Tunnel del Brennero che il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha già dato per completato e molto trafficato, mancano almeno 8 anni. Quando sarà completata, nel 2026, la Galleria di base del Brennero (BBT) con i suoi 64 km sarà il tunnel ferroviario sotterraneo più lungo del mondo. Passerà al di sotto delle Alpi da Innsbruck, in Austria, a Fortezza, in Italia. La galleria sarà il collegamento più importante nell’asse ferroviario ad alta capacità Berlino-Palermo, ed è stata concepita per privilegiare il trasporto delle merci su rotaia rispetto a quello si gomma.

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