domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Fuga dai titoli italiani, spread tocca quota 340
Pubblicato il 19-10-2018


operatore-borsa spread

I mercati sono sempre uno specchio che non mente e in cui si riflettono grane o le gioie. Quando un paese ha buone prospettive di crescita e di stabilità gli investitori vi portano i propri denari. In caso contrario li tolgono per evitare rischi inutili. È così in questi giorni gli investitori esteri stanno riducendo il portafoglio di titoli italiani. Questo è lo scenario che emerge dal Bollettino economico della Banca d’Italia, secondo il quale nel terzo trimestre dell’anno il Pil è cresciuto di appena lo 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti dello 0,1%. Per via Nazionale, “l’attività avrebbe segnato un incremento nei servizi, mentre sarebbe rimasta stazionaria nell’industria in senso stretto. Il valore aggiunto delle costruzioni avrebbe proseguito a espandersi a un ritmo moderato”. Ma il dato più preoccupante è quello della diminuzione dell’interesse da parte degli investitori esteri verso i titoli italiani. Una diminuzione quantificabile in 42,8 miliardi: i disinvestimenti hanno riguardato soprattutto i titoli pubblici (24,9 miliardi) e le obbligazioni bancarie (12,4 miliardi).

Insomma ad agosto, altri 17 miliardi di euro hanno preso il volo. Si tratta di soldi investiti in titoli di Stato italiani, che adesso sono passati in mani italiani. Ma per quanto tempo si troveranno acquirenti, se questa fuga di capitali continua? Finora la Bce, con i suoi acquisti, ha limitato la quantità di titoli di Stato in circolazione. Ma da settembre ha ridotto gli acquisti a 15 miliardi e da gennaio smetterà di acquistare i titoli di Stato. A quel punto che succederà? Intanto sui mercati lo spread continua a salire. Oggi ha toccato quota 340, un livello che non veniva raggiunto dal marzo del 2013, ben cinque anni e mezzo fa. E ancora una volta sono le liti all’interno di questo governo, oltre alle conseguenze di un Def scritto malissimo, a far salire lo spread.

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