domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il cambiamento possibile
Pubblicato il 17-10-2018


E proprio mentre da un bel po’ tutti si stracciano le vesti per l’incapacità di adeguarsi al tempo che passa e alla nuova “era politica”, ecco che dalla ultra realistica Baviera arriva una sorpresa che sa di soluzione. Tutto è andato secondo una direzione decisamente “altra” rispetto a ciò che sta accadendo in questi ultimissimi anni. Sì, effettivamente c’è il crollo dei cosiddetti “partiti di massa”. E’ chiaro che ci sia. Ci mancherebbe. Sì, la Csu perde … ma si attesta in ogni caso su cifre che sfiorano il 40% degli elettori (e l’affluenza è stata massiccia in queste tanto attese elezioni in Baviera). La Spd perde colpi , ma in ogni caso stiamo parlando di un Land da sempre molto conservatore. Il tanto proclamato boom dell’Afd è invece stato parecchio sopravvalutato . Sì, si prende il suo dieci per cento. Ma non un solo voto di più. Nel frattempo ecco la notizia : i Verdi , i Gruenen, sono balzati sotto il 20 per cento!

Il fatto è estremamente rilevante perché non si tratta di un voto di “protesta”. I Gruenen sono un partito vero (non un movimento) e si comportano di conseguenza. Rappresentano il cambiamento possibile perché sono una forza realistica e credibile. Non i soliti movimentisti populisti … ma esattamente l’opposto. Un partito serio. Che non spara cannonate di balle e che si assume responsabilità di governo. Possiamo affermare senza sbagliare che nell’ultraconservatrice Baviera dove era tanto atteso il trionfo dei sovranisti e degli antieuropeisti si è consumato l’inizio della fine di un mito. E la concreta realtà di una Europa che sa declinare la dicotomia “lavoro/ambiente” nel modo più contemporaneo andando al centro della questione.

I Gruenen inquadrano i nuovi lavori all’interno di una cornice che tiene conto delle istanze ambientaliste. Hanno una visione della società chiarissima perché consapevoli che il futuro non è un’incognita ma il frutto delle scelte dell’umano. Hanno imposto un’Agenda invece di inseguire la solita solfa anti-tutto. Si sono imposti perché fortemente europeisti, multiculturali, ma con un approccio pragmatico sulla questione “immigrati” ormai fonte di ogni delirio. Non sorprende che nell’area più cristiana ficcata al centro dell’Europa tanti cristiani abbiano deciso di votarli perché non si sentono rappresentati da chi usa toni violenti e intolleranti verso i migranti. L’atteggiamento dei verdi si è dimostrato vincente e non ha avuto timore di sfidare la corrente. Sarebbe il caso stavolta di effettuare una grande riflessione. Ma una seria e profonda riflessione.

E poi sì è rivelato importante presentarsi agli elettori uniti con un programma chiaro e una volontà netta di battere i sovranisti. Uniti, senza fare a gara con gli altri partiti “della stessa parte del campo”, senza rubarsi voti a vicenda ma, al contrario, agendo in modo “inclusivo”. Pronti per governare sia con le forze progressiste sia con quelle conservatrici. Forse, in ogni caso, è probabile che la Csu deciderà di creare un’alleanza di centrodestra e senza i Verdi. Ma in ogni caso sono pronti a governare come già fanno in altre realtà e come stavano per fare a livello nazionale prima che Linder facesse saltare il banco del governo “Giamaica”.

Ora si fa sul serio. In Baviera Katharina Schulze, con i suoi Gruenen, ha lanciato un segnale chiarissimo. Adesso chi non è in grado di coglierlo è bene che si assuma la responsabilità di non essere all’altezza di una sfida che si può e si deve vincere. Questa è la politica, baby.

Massimo Ricciuti

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