domenica, 18 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il Governo rischia di spaccarsi sulla ‘Sicurezza’
Pubblicato il 30-10-2018


paola-nugnesEra già arrivato il no altisonante dell’ex comandante della Marina, Gregorio De Falco, sul decreto Sicurezza, ma sembrava che tutto potesse rientrare. Invece pare che non si tratti di una semplice scaramuccia e la tensione arriva alle stelle.
La maggioranza gialloverde al Senato è composta da 167 senatori, soltanto sei in più rispetto alla soglia di 161. E sarebbero già 4 i firmatari degli emendamenti che rischiano di far saltare il Dl Salvini: Paola Nugnes, Gregorio De Falco, Elena Fattori e Matteo Mantero. Ma la fronda potrebbe essere ancora più ampia, nonostante l’appello del vicepremier Luigi Di Maio a rientrare nei ranghi che, per ora, sembra caduto nel vuoto.
Il capo politico e vicepremier Luigi Di Maio ha convocato, per le 21.30 di stasera, un’assemblea congiunta per sciogliere i nodi relativi ai dossier più spinosi: dal Tap al decreto sicurezza, passando per la manovra finanziaria. Ma la riunione sarà disertata dalla senatrice Paola Nugnes, tra i più accesi oppositori del dl immigrazione e sicurezza targato Matteo Salvini. “Io – dice – sono portatrice della visione originaria, iniziale, del movimento e non condivido questa sua trasformazione alla quale sto assistendo”.
Ma il Vicepremier e Ministro degli Interni prova a smorzare le polemiche: “Nessuna polemica e maggioranza compatta nel nome del diritto alla Sicurezza. In questi istanti il decreto sicurezza sta viaggiando spedito al Senato. I giornali parlano di polemiche, ma siamo al trentesimo articolo, il dl arriva in porto e porterà più ordine e disciplina”.
Da Nuova Delhi il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, prova a ricompattare le divisioni che sono visibili tra i senatori pentastellati e quelli leghisti: “Le osservazioni critiche sono benvenute ma c’è un momento in cui bisogna fare una sintesi. I parlamentari che si riconoscono nella maggioranza devono assumere un atteggiamento di consapevolezza e responsabilità” attenendosi “al contratto di governo”.
“Quando un provvedimento si radica nelle previsioni del contratto di Governo secondo me bisogna dimostrare un atteggiamento conseguente”, ha detto Conte ai giornalisti. E sull’eventuale espulsione dei frondisti, il premier fa un passo indietro. “Non spetta a me valutarlo, non sono il leader del M5S”, si limita a constatare.
Nel frattempo voci di corridoio parlano dell’ipotesi di ricorrere al voto di fiducia, con il conseguente rischio di un incidente “franchi tiratori”. “Il decreto sicurezza? Io non lo voterò, se votare contro o non votarlo lo deciderò la notte prima, al momento sono più per non votarlo. Anche se ci fosse la fiducia” ha detto Matteo Mantero. “Me ne assumo la responsabilità, come farà chi voterà a favore. Siamo tutti compatti come una testuggine, bisogna vedere però in che direzione va: in questo momento ha ‘scarrocciato’ verso destra, bisognerebbe riportarla più al centro della strada” ha aggiunto nonostante i vertici del M5s abbiano definito inammissibile il voto contrario.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento