domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La carta stampata, per contrastare l’analfabetismo
Pubblicato il 29-10-2018


Il mondo della stampa e dell’editoria può dirsi orgoglioso di un importante anniversario: i 70 anni di Tex, il fumetto che appassiona giovani e anziani. La storia di Tex fondato e diretto da Gianluigi Bonelli e dai suoi eredi, è una testata di successo con una tiratura di 200 mila copie, che continua ad essere richiesta nell’edizione tradizionale stampata su carta. Ma Tex non è la sola testata che sfida e vince sul mondo digitale. La Settimana Enigmstica, pubblicazione fondata nel 1932 dal conte Giorgio Sisini che la diresse fino al 1972 , racconta una storia di straordinario successo. Abbiamo raccolto la testimonianza di alcuni edicolanti. Quando hanno qualche rara copia di invenduto, evitano di renderla nel momento di arrivo del numero successivo, conservandola per qualche ritardatario che chiede proprio quel numero.

Una storia più recente che riguarda l’editoria e indirettamente la tipografia, è rappresentata dal quotidiano Il Fatto, che in anni di crollo delle vendite dei giornali, è riuscito a mettere le radici, conquistare e mantenere una quota di mercato importante.

Abbiamo voluto portare alcuni esempi, per affermare a ragione che c’è spazio per le edizioni tradizionali stampate su carta, a patto che facciano informazione di qualità ed occupino spazi particolari, come il fumetto, l’enigmistica e l’editoria per ragazzi.

I quotidiani italiani che non si chiamano Il Fatto ed hanno il difetto di essere lontani anni luce dai tabloid (giornali popolari tedeschi e inglesi) che vendono milioni di copie; sono scritti per una élite e non per la generalità dei cittadini.

E che dire di Topolino, trasformato improvvidamente in edizione digitale per ritornare in tutta fretta all’edizione cartacea?

Dopo gli anni della “sbornia digitale”, dei tablet che avrebbero dovuto sostituire i libri, si riafferma sempre di più il concetto che per studiare, la carta stampata non ha eguali. Un conto è sfogliare un testo sul pc, ma è ben altra cosa sottolineare le parti più interessanti con la matita; fare le note a margine. E poi rileggere, fino a quando abbiamo appreso la lezione, memorizzato i concetti. Ma ciò che più conta è che la carta porta al relax, alla concentrazione. Il contrario del mezzo digitale, che è fuggevole e stanca gli occhi.

L’Italia è una delle nazioni europee dove si leggono meno libri e giornali. Purtroppo questo stato di cose sta favorendo il ritorno all’analfabetismo, incentivato dagli sms (i messaggini) sgrammaticati. Il contrario della lettura che allarga la nostra cultura e ci insegna a scrivere. Le pratiche quotidiane dei mezzi elettronici, sono diseducative.

L’utilizzo della carta stampata andrebbe incentivato da campagne di promozione a livello europeo. In questo modo si potrebbe porre un argine al ritorno dell’analfabetismo e favorire la diffusione del sapere; quello vero, che è ben altra cosa dei motori di ricerca.

Roberto Fronzuti

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