sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La decadenza di un tenore di vita dignitoso
Pubblicato il 16-10-2018


Leggendo il titolo dell’articolo, forse è un po’ questa la chiave che ha scatenato quel populismo attribuito ai gialloverdi: la decadenza di un tenore di vita dignitoso e coerente con la propria posizione sociale.
Che poi…i giornali e le Tv parlano di populismo, ma la realtà è che non si sa bene cosa sia sto populismo di cui ci riempiamo la bocca, nel senso che lo mangiamo tutti i giorni, a colazione, pranzo e cena mentre con avidità divoriamo più le notizie politiche del telegiornale che la lasagna appena sfornata dalla nonna.

Gli impoveriti sono tali perché hanno lavorato una vita per avere qualche privilegio economico e poi si sono visti dimezzare i risparmi dei loro sacrifici solo perché alcuni politici “collusi” con i poteri forti ci hanno fatto portare via parte dei nostri averi dalle banche e dallo Spread.

Magari sono diventati meno ricchi anche i ricchi, quelli che le cose le hanno sempre avute, ma certo non hanno sofferto come chi aveva contato ogni goccia di sudore per mettere da parte qualche soldo in più per la vecchiaia.
Chi è sempre vissuto in un castello, neanche si accorge se perde qualche stanza in un’ala del maniero, ma se sei costretto a vendere una villetta a schiera comprata col mutuo perché impoverito e vai ad abitare in un condominio al quarto piano senza ascensore ti arrabbi. Figuriamoci come vanno le cose per chi stava al quarto piano di un palazzo popolare e adesso non ha più un piffero…

Tutto per colpa del direttore di banca che ti aveva suggerito di investire i risparmi in titoli del suo stesso istituto di credito, solo per farsi apprezzare dal funzionario che gli aveva promesso un premio. Oppure, più banalmente, per la contrazione dei salari, per la disoccupazione crescente, per l’ “esodazione” (cioè chi è divenuto esodato), la cui causa ultima risiede sempre nella speculazione finanziaria operata dalla finanza europea e internazionale dall’89 in poi.

La fine di quelle banche è nota; meno nota quella dei politici che hanno difeso i banchieri e fatto gli interessi della finanza europea e globale (remember Monti e Fornero?) che sono la reale ragione del perché l’impoverito oggi si diverte a sfasciare tutto e si converte alla fede populista.

Si tratta di una ribellione “di pancia” nei confronti di quella sinistra che è la causa indiretta del fallimento del 40% delle imprese italiane e dell’impoverimento del Paese conseguente alla scelta di abbracciare il dogma liberista e di leccare il sedere ai burocrati europei e alle banche centrali anziché difendere il popolo. E continuano ad usare quei paroloni che fanno apprezzare ancora di più il linguaggio semplice e diretto dei gialloverdi.

Quando capiranno di aver abbandonato il popolo nel momento del bisogno per correre in aiuto delle banche, forse sarà un giorno propizio per poter riconquistare il cuore degli impoveriti. Ma forse non verrà mai quel giorno, perché il 1789, il 1848 e persino il 1917 sono date di una modernità passata che non tornerà più, di una storia che non ci appartiene più e non significa più nulla. Neanche per questa sinistra contemporanea.

Angelo Santoro

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