domenica, 9 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La disabilità non distrugge l’amore per la Tamaro
Pubblicato il 08-10-2018


susanna tamaro“Il tuo sguardo illumina il mondo” è l’ultimo libro di Susanna Tamaro (edito Solferino). 208 pagine sul senso della vita, da riscoprire insieme e grazie a chi ci vuole bene. Un libro molto intimo. L’amicizia e l’amore per superare la disabilità. Un testo nato da una promessa. Ma partiamo dal titolo. Lo sguardo cui si riferisce è quello del suo amico carissimo, Pierluigi Cappello, degli occhi del quale si innamorò quando li vide in una foto. Sì disse che avrebbe assolutamente dovuto conoscere quella persona e, non appena le si presentò l’occasione, ne nacque un rapporto solido, sincero e duraturo. I due condividevano tante cose, ma soprattutto si promisero che avrebbero scritto un libro insieme. La malattia di lui non lo ha permesso loro. Tuttavia, non appena rielaborato il lutto, Susanna sì è messa al lavoro su questo testo così importante per lei. Tuttavia il titolo del libro introduce, in qualche modo, quello che ne sarà il senso più profondo: sì coglierà il vero senso della vita. Infatti si parla di ‘sguardo’, non di occhi o viso/volto, cioè di visione del mondo; che è ciò che illumina, rischiara, chiarisce e palesa quale è la vera essenza di cui è fatta l’esistenza di un essere umano. Cioè amare ed essere libero. Infatti, non solo la Tamaro si innamorerà della sua poesia, ma con lui riuscì (forse per la prima volta) a sentirsi libera. Con lui poteva essere se stessa, senza cesure, sapendo di essere accettata per quello che era. Del loro rapporto parla in tali termini: “gli anni della nostra amicizia sono stati per me gli anni della grande libertà. Libertà di essere come sono”.
Come ha spiegato alla presentazione del libro all’Orto botanico di Roma (di sabato 6 ottobre mattina), loro furono da subito “intimi e vicini, accomunati dal profondo senso di solitudine in cui si erano rinchiusi”. Ciò che li accomunava era un grande e incondizionato amore per la vita, che entrambi avevano, nonostante tutte le difficoltà legate alla loro malattia: la sindrome di Asperger per Susanna e la tetraplegia a seguito di un incidente (da quando aveva 16 anni) di Pierluigi. Di lui la colpì il fatto che tale disabilità, con tutti i suoi limiti, non hanno mai diminuito il suo amore per la vita o non gli hanno comunque impedito di viverla sino in fondo. Un carattere energico come quello di Tamaro. Quest’ultima si descrive come dolce e forte, tenera e dura allo stesso tempo. Curiosa, ama sperimentare e conoscere cose, persone e realtà nuove. Complicata e ipersensibile, è questo suo carattere socievole e allegro che le ha permesso di superare “i macigni” che si portava dentro dietro per questa sua malattia neurologica che non si riusciva a individuare. La diagnosi le arriverà tardi, quando fino ad allora era vista come una bambina “strana”, che si sentiva incompresa. E per questo sempre più sola, disperata e triste. Mentre, per sua natura, si definisce una persona molto equilibrata, affettuosa e fedele nei rapporti umani personali.
Inoltre, questa sede romana – scelta per incontrare il pubblico – era quasi una conseguenza logica per la scrittrice (da sempre attenta alle problematiche ambientali, tanto da essere iscritta a varie associazioni del settore), con la passione per la botanica e l’entomologia, naturalista fervente e convinta. Ma non è la sola: il prossimo appuntamento è per il 18 ottobre al teatro Franco Parenti di Milano (alle ore 18). Se il libro fosse una canzone, probabilmente sarebbe quello che la Tamaro ha scritto nel 1997 con Ron, per Tosca, che lo ha portato quello stesso anno sul palco di Sanremo: “Nel respiro più grande”. Sembra tutto racchiuso in quel respiro eterno, in cui l’“io e te” di Susanna e Pierluigi rimarrà per sempre immutabile. Quasi fosse scritto tutto d’un fiato, in quel respiro dell’anima, che è la voce del cuore, di quell’anima messa a nudo. Trasparente. Così sincera, schietta e genuina da commuovere.
Se fosse una poesia sarebbe “La morte non è niente” di Henry Scott Holland, perché niente finisce con la morte, ma il legame tra due persone continua a vivere nel cuore di chi resta (“io sono sempre io e tu sei sempre tu” – si dice -; “quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora” – si aggiunge -).

Nel frattempo Tamaro con questo libro indaga il peso, il senso e l’importanza delle parole, che sono quelle che permettono di palesare i nostri sentimenti più reconditi. “I libri salvano le vite” – ammette Susanna – e questo libro l’ha aiutata a conoscere molte cose anche di se stessa, – confessa l’autrice -. Se – precisa -, bisogna imparare che tutto ha un prezzo da pagare e che non tutto si può comperare – e tutti dovremmo ricordarcelo più spesso -, lei è riuscita attraverso le parole a “mettere ordine a tutta la confusione intorno a me”. Ha imparato a gestire persino il suo disturbo neurologico: “il problema dei problemi neurologici è che chi ne soffre si colpevolizza sempre”. Per lei ora è “un ospite sgradito” con cui convive, consapevole che è come se vivesse sempre con 4 freni a mano tirati, che le impediscono di fare tante cose normali. Un “nemico interno” che, però, le ha permesso di vedere tante cose che altri non riuscivano a scorgere. Per esempio, sin da piccola, si è sempre interrogata molto sul senso delle parole, sul loro significato, se chiamare le cose con il loro nome in un’altra lingua cambiasse qualcosa nel loro senso, se significasse la stessa cosa o si dicesse qualcos’altro.
E, a proposito della sua ultima opera “Il tuo sguardo illumina il mondo”, dice: “questo libro è l’unico di cui conoscevo già la fine; non potevano esserci sorprese o colpi di scena: per un finale di morte scritto accanto al tuo nome (quello di Pierluigi), come in un appello a scuola, a cui non avresti potuto più rispondere ovviamente”.
Per quanto riguarda il peso, l’importanza delle parole, la scrittrice dice di essere molto preoccupata dall’aggressività (e violenza) verbale, usata (soprattutto dai giovani) nei confronti dell’altro; e dalla dipendenza (quasi ossessiva) dei ragazzi in particolare dalle nuove tecnologie: gli smartphone annullano e cancellano ogni forma di umanità, dando vita e spazio alla nostra “esistenza digitale”.
Il suo invito è ad essere sempre se stessi. Presentando questo libro ha raccontato un aneddoto sulla sua infanzia ed adolescenza tormentate. Da piccola le piaceva un ragazzo e, per conquistarlo, un giorno decise di andare a scuola in minigonna per essere più attraente e seducente, rispetto ai soliti jeans e maglietta sportivi e casual che indossava sempre. Sperando, con un look più elegante, di attirare le sue attenzioni e il suo sguardo. Invece nulla, così ritornò all’abbinamento di tutti i giorni. A distanza di tempo, i due si fidanzarono e lei gli chiese se si fosse mai accorto che quel giorno lei aveva messo la minigonna per lui, si era fatta bella per lui. Il ragazzo le rispose: “ah sì che orrore, temevo e avevo paura che fossi come tutte le altre”. Episodio molto significativo, che non crediamo abbia bisogno che sia aggiunto altro.
Anche per questo il libro “Il tuo sguardo illumina il mondo” è importante e centrale nella carriera di Susanna Tamaro. Ci mostra, una volta di più, la sua poliedricità: sia come autrice che come persona. Lei ha la scrittura nel sangue, nel DNA: è parente alla lontana di Italo Svevo – tra l’altro -. Inoltre, l’autrice del romanzo di successo “Va’ dove ti porta il cuore” (del 1994, che ha venduto 15 milioni di copie n tutto il mondo), di cui Cristina Comencini (nel 1996) ha fatto un film, con lo stesso titolo (con Virna Lisi e Margherita Buy), si è occupata anche di molto altro nella sua carriera. Infatti, non solo è stata autrice del brano “Nel respiro più grande” (come detto), ma ha scritto anche (nel 1998) il soggetto per la storia a fumetti di “Paperino e la corsa al best-seller”; uno spettacolo teatrale (nel 2006) con Grazia Di Michele, e persino un film (nel 2005): “Nel mio amore”. Si è occupata sempre di sociale e di problematiche sociali, non ultimo anche nella raccolta “Fuori” del 2003, in cui vi sono inserite storie di immigrati emarginati. Inoltre ha costituito anche la Fondazione Tamaro che opera nell’ambito della solidarietà e del volontariato. Nel 2006, poi, ha dato seguito a “Va’ dove ti porta il cuore” con “Ascolta la mia voce”. Attenta a temi quali eutanasia, aborto, genetica e maternità surrogata, è possibile intravedere anche quasi un precedente di “Il tuo sguardo illumina il mondo”, in “Ogni angelo è tremendo” (del 2013, edito Bompiani); quest’ultimo, infatti, è ugualmente autobiografico e tratta la vicenda di un’infanzia difficile, tormentata, vissuta da una giovane piccola protagonista che potrebbe tranquillamente essere l’alter ego di Susanna Tamaro, così come c’è molto di lei bambina nell’ultimo libro edito Solferino.
Dall’incontro di presentazione di quest’ultimo, infine, è emersa una Susanna Tamaro molto disponibile, cordiale, socievole, tranquilla, alla mano, che si è fermata a chiacchierare con il pubblico, con cui si è intrattenuta senza mostrarsi infastidita, che ha letto alcuni passaggi del libro, che ha risposto con sincerità e onestà a tutte le domande della moderatrice, che ha voluto fare una foto-ricordo di gruppo con tutti i partecipanti, che è restata nel finale per il firma-copie, che si è raccontata aprendosi molto, forse anche più del previsto, con simpatia ed allegria, con naturalezza e spontaneità, senza risparmiarsi. E questi eventi illuminano il mondo, così come libri come “Il tuo sguardo illumina il mondo”, così intriso di amore, amicizia, solidarietà, fratellanza, altruismo e umanità che sono ciò che cambia davvero il mondo in meglio, illuminandolo (parafrasando il titolo).

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