giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La manovra d’azzardo. Sul Def Tria scrive all’Europa
Pubblicato il 05-10-2018


Giovanni Tria

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha inviato una lettera alla Commissione europea sui nuovi obiettivi di finanza pubblica, sostenendo che l’economia italiana crescerà dell’1,5% nel 2019 e dell’1,6% nel 2020. L’inusuale comportamento è sorprendente: di solito, dopo aver presentato le note al Bilancio, si attende la lettera valutativa della Commissione europea per rispondere successivamente.

Il Ministro, commentando con soddisfazione il risultato dei lavori di questi giorni, in una nota ha definito la prossima manovra di bilancio ‘coraggiosa e responsabile’, puntando alla crescita e al benessere dei cittadini, assicurando in seguito un profilo di riduzione del deficit, che passerà dal 2.4% del 2019 al 2.1% del 2020 per chiudere all’1.8% del 2021. Il Ministro Tria, nella nota, ha sottolineato anche quanto segue: “L’impatto delle singole misure sull’economia del Paese deve essere valutato nel quadro dell’intera manovra. Maggiori risorse per gli investimenti pubblici e privati, minore pressione fiscale sulle piccole e medie imprese e sui lavoratori autonomi, spinta al ricambio generazionale sul mercato del lavoro e sostegno ai soggetti più vulnerabili: quest’insieme di misure porterà un aumento della crescita all’1.5 per cento nel 2019 per arrivare all’1.6 e l’1.4 negli anni successivi. Il raggiungimento degli obiettivi di crescita verrà ottenuto anche grazie a un attento disegno degli interventi sia sul versante degli investimenti, sia su quello delle misure di sostegno attivo per il lavoro e la coesione sociale che garantiscano la stabilità complessiva del sistema. Ora si apre la fase di confronto con la Commissione Europea, che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del Governo delineata dalla manovra. Come è avvenuto all’interno del Governo, auspico che il dialogo con la Commissione Europea rimanga aperto e costruttivo, tenendo conto delle reali esigenze di cittadini e imprese e del ruolo che svolgono le Istituzioni. In questo dialogo il Governo si presenta compatto e fiducioso”.

Il Ministro Tria, docente di economia, professore di chiara fama, che ha sostenuto fino a pochi giorni fa il limite massimo all’1,9% per il deficit del corrente anno, improvvisamente si è trasformato in un fervente sostenitore della manovra con un deficit al 2,4%. Il professor Tria conosce bene le leggi economiche e sa bene che il coraggio di questa manovra è quella che necessita ad un giocatore d’azzardo. Di certo la manovra assume impegni di spesa senza avere nessuna certezza sullo sviluppo economico che difficilmente potrebbe realizzarsi anche se è auspicabile per il bene degli italiani.

S. R.

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