domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lavinia Savignoni porta in scena le ossessioni del corpo perfetto
Pubblicato il 23-10-2018


Una donna di quarant’anni dall’aspetto giovanile fa le prove a casa del suo programma “Il Corpo Perfetto” che andrà in onda in diretta tv il giorno dopo e che è anche il nome del Metodo da lei creato per vivere in salute. La prova del discorso si trasforma in un flusso di coscienza su come siamo fatti e su come possiamo raggiungere la perfetta funzionalità del corpo. Alcuni ricordi di bambina romperanno il suo precario equilibrio mentale mostrando al pubblico dei lati che fino ad allora erano repressi, facendola trasformare a tratti in un mostro. Uno spettacolo sull’ossessione odierna dell’essere sani, belli, mangiare bio, avere corpi perfettamente funzionanti. Le diverse facce della protagonista danno voce, a volte in modo grottesco, ad alcuni aspetti disturbati del nostro mondo contemporaneo. Si snoda un conflitto aperto tra il bisogno di un corpo perfettamente funzionante, i modi che si usano per ottenerlo, e il tentativo di non perdere genuinità e umanità contro tutto ciò che è inquinato, artificiale. Questa corsa per trovare l’elisir di eterna giovinezza si scontra con l’incedere inesorabile della vecchiaia che ci riguarda tutti, indipendentemente dagli sforzi fatti per contrastarla con diete e cure di ogni sorta.

un corpo perfettoQui di seguito il racconto di Lavinia Savignoni sullo spettacolo che si terrà dal 26 ottobre al Teatro Brancaccino

Si tratta di un monologo brillante, a tratti grottesco, che racconta la nevrosi di oggi del voler essere in salute a tutti i costi, mangiare sano, tenersi in forma, avere un corretto stile di vita pieno di regole e diktat severi, illudendosi che la vecchiaia si possa allontanare, a volte rimuovendola dalla mente.

Il tema mi è molto caro, sono sensibile a quello che sta accadendo al nostro pianeta, all’esaurimento delle risorse naturali dovuto al circolo vizioso della produzione industriale, che poi finisce anche sulle nostre tavole, di cui siamo tutti in parte responsabili.
Sono stata in passato anche io una paladina dell’essere sana a tutti i costi, costi quel che costi, seguendo guru, medici, metodi, guarendo dalle malattie più disparate, rincorrendo assiduamente una salute che rendesse il mio corpo perfetto, o meglio “perfettamente in grado di svolgere tutte le sue funzioni”. Ma in questo percorso ho imparato che la natura ha le sue logiche misteriose sulle quali io non ho alcun controllo.

Dopo aver scritto il testo ci ho lavorato assiduamente per due anni con le improvvisazioni nei “momenti privati” in teatro, di fronte a colleghi attori, per approfondire il tema, sviscerarlo, creare il flusso di coscienza che mi ha portato a definire l’arco del testo e la caratterizzazione dei personaggi nel corpo e nella voce.
Ho fatto 5 anteprime a Roma al teatro “Il Cantiere” a Trastevere lo scorso inverno. La prima volta con una decina di persone che mano mano aumentavano fino ad avere alla quinta replica il teatro pieno, pieno di un pubblico entusiasta.
Le persone passavano parola di venire a vedere questo studio su Il Corpo Perfetto. Maurizio Fabretti, Light Designer del Sistina, che adesso sta lavorando con Ranieri, considerato un Maestro delle luci, vide un’anteprima e si innamorò del progetto tanto da voler fare lui il disegno luci dello spettacolo.

Il pubblico che aveva visto le anteprime mi ha incoraggiata, così ho presentato il progetto a Carmen Pignataro che lo ha inserito nel suo Festival I Solisti del Teatro. Il Corpo Perfetto ha debuttato il 25 luglio 2018 facendo sold out.

Ho fatto teatro per tutta la vita, sono membro del Duse Studio di Francesca De Sapio e ho studiato e lavorato con Doris Hicks, Augusto Fornari, Valeria Moriconi, Emma Dante e Giorgio Rossi. Amo il teatro fisico e la ricerca costante sul corpo e sulla voce. Anche quando da ragazzina danzavo come ballerina per Pietro Garinei e Gino Landi ho sempre recitato nelle commedie musicali che mi hanno portato in giro per tutta l’Italia.

Scrivere questo testo è stata una medicina per la testa e per l’anima, recitarlo è una pillola benefica che mi rende più forte. Credo che che questo testo parli a molti, che il messaggio ci riguardi tutti, che si possa fare una “riflessione fisica” dopo averlo visto. Il commento che ho ricevuto più spesso dal pubblico fino ad ora è stato questo: “Grazie perché mi sono divertita. Ma mi hai anche fatto riflettere”.

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