domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Le province interessano a qualcuno?
Pubblicato il 16-10-2018


È ancora buio pesto sulla sopravvivenza delle province, gli enti che la riforma costituzionale voleva cancellare ma che, di fatto, sono ancora lì, con alcune funzioni importanti da gestire ma senza risorse per farlo, con del personale da pagare e motivare, comuni da coordinare. Sulle province pare sia calato un buio pesto e non sembra che l’attuale maggioranza parlamentare, tutta presa da una manovra economica da combattimento (ma di una presunta “rottura” tutta da costruire con il bilancino) abbia all’orizzonte un provvedimento atto a restituire un senso a queste istituzioni di secondo grado o, se ne ravvisasse la necessità, superarle definitivamente. Se ai precedenti governi e al precedente parlamento va affibbiata la colpa originale di non aver previsto un piano B rispetto alla cancellazione delle province dalla costituzione, quelli nuovi vanno imputati per una serie di ragioni, non ultima delle quali l’aver previsto, per il 31 ottobre, l’elezione dei nuovi presidenti di provincia riducendo la platea degli eleggibili in modo enorme, dato che a primavera 2019 andranno a rinnovo quasi l’80% delle amministrazioni comunali e i sindaci in scadenza di mandato non possono essere eletti alla guida delle moribonde istituzioni. Ma quello che non si capisce è il disegno politico che dovrebbe sottintendere un’idea di riorganizzazione dello stato, sempre ammesso che ci sia.
Funzioni come edilizia scolastica e manutenzioni stradali, non possono perdersi nei meandri della dimenticanza. Vanno finanziate, da subito, per evitare un’escalation di problemi dettati dagli scarsi investimenti ordinari e straordinari. Sarebbe necessario che il parlamento o il governo (con una legge delega) si impegnassero per verificare gli spazi di manovra. Tenere vivo un morto che cammina, se si sa già che non si vuole rianimarlo, è un assurdo accanimento terapeutico. Senza rispetto di chi, con fatica, cerca di dare ogni giorno un senso a un ente che, a mio avviso, potrebbe avere ancora una funzione strategica.

Leonardo Raito

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