sabato, 20 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Leader di sana e robusta Costituzione
Pubblicato il 09-10-2018


Partiamo da una constatazione di tipo dantesco:”L’Italia è nave senza nocchiero in gran tempesta” C’è la domanda in tutte le forze politiche e sociali in gioco da dove cominciare a dipanare l’aggrovigliato gomitolo che rischia di mandarci a fondo. Di fronte alla rilevanza e complessità dei problemi c’è chi è convinto di aver trovato in una scorciatoia la pietra filosofale in grado di risolverli.

Sottesa a questa improvvisazione cresce la consapevolezza tra i più responsabili che una condizione di successo richiede una sostanziale unità di fondo su valori condivisi, su un patrimonio comune da difendere. Di qui l’impellente necessità di un salto di qualità della classe dirigente individuando i valori condivisi, salvaguardandoli dagli attacchi a cui stanno andando incontro ed entro i quali sono legittime le diverse opzioni in campo. I valori condivisi in dinamiche molto aspre richiedono prioritariamente la individuazione del campo di gioco sul quale deve avvenire il confronto e la condivisione delle regole del gioco possibilmente condivise ben oltre le maggioranze, meglio se unanimi.

Perché si eviti il pericolo di accreditare rifiuti disgreganti rispetto alle conquiste effettuate dall’unità del Paese ad oggi e dal suo ancoraggio al molo europeo che ha fatto tesoro di due guerre mondiali disastrose con livelli di pace e collaborazioni crescenti seppure con alterne vicende, non ci si può sbagliare. I leader che ci possono salvare devono avere come requisito primario quello che comunemente si dice di una persona affidabile, di essere cioè di SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE chiedendosi quali errori sono stati commessi perché, pur richiedendo la nostra Costituzione alcuni aggiustamenti, per ben due volte i tentativi messi in atto da fronti diversi dello schieramento politico sono andati incontro a due bocciature popolari referendarie.

E’ necessario prendere consapevolezza che i tentativi in atto dichiarati e perseguiti dalle forze di governo colpiscono il cuore pulsante della nostra democrazia parlamentare. Non sono supposizioni quelle che richiamo ma realtà pubblicamente dichiarate e mai smentite. Partiamo dai leader nazionali grillini,Casaleggio e Grillo, i soci di maggioranza di un arcipelago tenuto insieme dalla individuazione dei nemici comuni e dal loro annientamento in radice piuttosto che dalle soluzioni da dare ai problemi sul tappeto, soluzioni che richiedono per le difficoltà che incontrano il massimo della condivisione e non solo le sommatorie numeriche. Quando parlo di leader di sana e robusta Costituzione il pensiero va all’argine prioritario da costruire contro derive autoritarie tipo quelle ipotizzate da Casaleggio della morte a breve del Parlamento avvicendandolo con la democrazia diretta in realtà etero diretta ad uso e consumo delle sue o analoghe piattaforme o peggio ancora nell’anonimato di una nomina per sorteggio come auspicato da Grillo, spezzando ogni raccordo tra eletti ed elettori, la base di ogni democrazia degna di questo nome. Nelle affermazioni dei due vertici grillini e nel parallelo rapporto di Salvini con i sovranisti di tutta Europa dalla Le Pen ad Orban si scopre la radice profonda ed eversiva dell’alleanza di governo innaturale giallo-verde oltre che nella spartizione degli oltre 300 incarichi di sottogoverno con personale improvvisato purchè fedele così come accaduto con la scelta del Presidente del Consiglio.

Perciò nulla può essere trascurato perché si facciano esplodere le contraddizioni negli avversari con cui bisogna dialogare consapevoli che non prevalgono logiche di potere ma le ragioni ideali della legittimazione a governare. Riguardo al centrodestra è di un’assoluta evidenza che i comportamenti contraddittori e suicidi per FI del Cavaliere nascono dalla bussola dei suoi interessi in gioco che prevalgono su tutto a partire dalla sua conclamata appartenenza al PPE con lo stridente contrasto con la lealtà di Taiani, tenuto in seconda fila quando avrebbe potuto tamponare quella parte di elettorato che, dovendo si riconoscere in un leader, di fronte all’eclissi anche fisica del Cavaliere, è stata spinta in braccio a Salvini. Sul versante dei grillini dialogando è possibile mettere alla prova la tenuta di Fico, presidente della Camera, che nel discorso d’investitura tenne a ribadire di credere nella centralità del Parlamento ed in uno scontro interno avrebbe dalla sua parte certamente la maggioranza dei parlamentari. Perciò ho sottolineato nel titolo che occorrono leader di sana e robusta Costituzione contro derive autoritarie.

Roca

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