lunedì, 10 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Legge 104: diritti e abusi. 4 laureati su 10 sono senza lavoro o sottopagati
Pubblicato il 10-10-2018


Lavoro
LEGGE 104: DIRITTI E ABUSI

La Legge 104 concede al familiare di una persona con gravi problemi di salute di assentarsi da lavoro per particolari circostanze, senza perdere la retribuzione. I permessi retribuiti sono utilizzabili unicamente dal “referente unico”, colui che beneficia dei permessi mensili per tutti i mesi di assistenza alla persona con handicap grave.
I permessi retribuiti ai familiari
Il diritto al permesso retribuito per assistere la persona disabile non può essere concesso a più di un dipendente alla volta. Tuttavia, se la persona disabile è assistita alternativamente da più parenti entro il secondo grado per un certo periodo di tempo, ciascuna persona autorizzata deve di volta in volta presentare la domanda di riconoscimento dei permessi retribuiti in relazione alla Legge 104.
Un’eccezione alla regola è prevista per i genitori che possono in alternativa beneficiare dei permessi per sostenere il figlio gravemente disabile.
Chiunque però abusi dei permessi concessi dalla legge n. 104 commette un reato che può essere perseguito d’ufficio perché usufruendo dei permessi riceve un’indennità economica anticipata dal datore di lavoro, ma effettivamente versata dall’Inps.
Chi è autorizzato a controllare e accertare la corretta applicazione della legge 104
Chiunque può denunciare l’abuso dei permessi alle forze di polizia, i quali sono tenuti ad aprire un fascicolo e a iniziare le indagini per trovare le prove della segnalazione e degli abusi. L’accertamento sul comportamento del dipendente spetta al giudice, ma le attività di controllo possono essere effettuate anche da diversi soggetti: datore di lavoro; collega; personale esterno ingaggiato dal datore di lavoro (investigatore); l’Inps
La segnalazione alla polizia comporta il trasferimento al Pubblico Ministero per l’inizio di un’indagine. In caso di comportamento non conforme alla legge 104, vista la gravità della condotta, basta dimostrare il comportamento in malafede verso il datore di lavoro per essere immediatamente licenziati senza preavviso.
Se durante l’assenza dal lavoro in cui si usufruisce dei permessi disposti dalla legge 104/92 il lavoratore svolge mansioni diverse da quelle relative all’assistenza al parente disabile, va incontro a sanzioni disciplinari.
Il comportamento del dipendente, infatti, in questo modo costituisce una frode nei confronti del datore di lavoro, perché viola allo stesso tempo i principi di correttezza e buona fede prefigurati dal contratto. In particolare, il datore di lavoro sarà in grado di imporre varie sanzioni al dipendente, che potrebbe addirittura lasciare il servizio per una buona ragione e essere licenziato.
L’orientamento della Cassazione.
Recentemente, tuttavia, la Cassazione ha dato le sue considerazioni in merito, affermando l’occorrenza di dare maggiore flessibilità ai lavoratori che beneficiano dei permessi retribuiti concessi dalla legge 104/92. Secondo la Suprema Corte, i tre giorni di permesso servirebbero non solo a garantire un maggiore sostegno alla persona disabile, ma anche a dare al lavoratore “un breve periodo di tempo per soddisfare i suoi bisogni personali”.
Ciò non significa che gli abusi non debbano essere puniti, ma che tutto il tempo del permesso non è indispensabile unicamente per l’aiuto della persona disabile. Esempi di abuso in questo caso potrebbero essere attività che non danno alcun aiuto al familiare come viaggi o vacanze.
Diritti e tutele nella 104
Il lavoratore che beneficia dei permessi legati alle Legge 104 per accudire un parente o coniuge disabile o malato grave, gode degli stessi diritti dei suoi colleghi, ovvero: ha diritto alla tredicesima e quattordicesima (se prevista) mensilità; ha diritto ai premi di produzione, solo se sono stati raggiunti i risultati prefissati.
Per quanto attiene i buoni pasto invece, per averne titolo il lavoratore deve svolgere attività lavorativa effettiva sia al mattino sia al pomeriggio con una pausa non maggiore di 2 ore e non inferiore a 30 minuti.
Con la sentenza della Cassazione del 6 giugno 2018 i giudici hanno confermato che il dipendente che usufruisce dei giorni di permesso legati alla legge 104, matura le ferie anche durante i giorni di assenza.
Congedo straordinario retribuito
Le persone che assistono un familiare convivente con una disabilità grave certificata hanno diritto a un congedo straordinario retribuito per un massimo di due anni nell’arco vita lavorativa.
Remunerazione.
L’assenza di lavoro per congedo straordinario è remunerata attraverso un’indennità corrispondente agli elementi fissi e continuativi dell’ultimo stipendio. Prevede il diritto all’accredito dei contributi figurativi a fini pensionistici. Viene applicato inoltre un limite massimo, valido sia per l’indennità che per il contributo figurativo, pari a circa 48 mila euro annuali (cifra rivalutata periodicamente).

Dati
4 LAUREATI SU 10 SENZA LAVORO O SOTTOCCUPATI

Cresce il divario tra l’offerta formativa dei laureati italiani e la loro effettiva occupabilità. Con un Paese che continua a produrre tantissimi giovani altamente formati in segmenti di mercato dove non c’è più occupazione. E’ quanto emerge dall’indagine ‘Quale laurea dà maggiori opportunità occupazionali? L’analisi dei laureati trentenni in Italia’, realizzata dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro Uno studio che fotografa chiaramente il divario tra l’offerta formativa dei laureati italiani e la loro effettiva occupabilità, mostrando un Paese che continua a produrre tantissimi giovani altamente formati in segmenti di mercato dove non c’è più occupazione.
L’analisi dell’Osservatorio, infatti, si focalizza sulla posizione nel mercato del lavoro di giovani laureati, di età compresa fra i 30 e i 39 anni, e studia le dinamiche occupazionali ricorrendo a tre diversi indicatori: la variazione nel tempo dello stock di laureati trentenni nelle varie classi di laurea del sistema universitario italiano; l’effettiva quota di occupati sul totale dei laureati; il tasso di sovra istruzione dei laureati per classi di laurea. Secondo la ricerca dei consulenti del lavoro, degli oltre 1,7 milioni di trentenni laureati residenti in Italia il 19,5% (pari a 344 mila persone) è privo di un’occupazione, mentre un ulteriore 19% (circa 336 mila) lavora in posizioni professionali che non richiedono la laurea. Il restante 61,5%, invece, lavora mettendo a frutto il titolo di studio conseguito.
Dai dati emerge, inoltre, che nel 2017 il tasso di occupazione dei trentenni laureati (81,3%) è superiore di 8 punti percentuali rispetto ai giovani diplomati di pari età e arriva a 24 punti percentuali rispetto ai trentenni con la sola licenza media. Le prospettive occupazionali, quindi, spiegano i consulenti del lavoro, migliorano per gli individui che hanno raggiunto almeno un titolo secondario superiore e sono massime per coloro che raggiungono un titolo universitario.
Il vantaggio in termini occupazionali nel possedere un livello di istruzione più elevato è più marcato per le donne trentenni, specie nel Mezzogiorno. L’analisi dell’Osservatorio mostra anche i dati assoluti e in percentuale dei livelli di occupabilità per singola classe di laurea.
Tra le classi di laurea che registrano un incremento maggiore del numero di laureati: Medicina (+55mila), Scienze Economiche (+21 mila), Scienze Sociali (+19 mila) e Psicologia (+15 mila). Aumento, però, non sempre guidato da una effettiva richiesta da parte dei datori di lavoro in Italia.
Infatti, rispetto al tasso di occupazione medio dei laureati trentenni (81,3%), esiste una forte variabilità dell’occupazione rispetto al tipo di laurea conseguita. Ad esempio, se quasi la totalità dei trentenni in possesso di una laurea in Scienze Statistiche è occupato (96,3%), tra i laureati in Lingue solo tre su quattro lavorano (73,2%). Di questi, inoltre, il 44% svolge una mansione per la quale non è richiesta la laurea. A colpire è anche il caso di Giurisprudenza che negli anni presi in esame registra una diminuzione sia in termini occupazionali sia nel numero di giovani laureati.
Nel settore giuridico si può dire che la consapevolezza di avere poche occasioni di lavoro ha comportato anche una riduzione dei laureati che aspirano alla professione forense. Aumentano, invece, i laureati in Medicina, che mantengono un tasso di occupazione invariato. Nel campo sanitario, infatti, la forte domanda di medici ha trovato nel bacino dei laureati trentenni una ampia disponibilità, tanto che i laureati aggiuntivi (+34%) sono stati ‘assorbiti’ dal settore che ha registrato un aumento dell’occupazione di mezzo punto percentuale. La forte espansione della domanda del settore sanitario è dovuta anche all’uscita per pensionamento di molti medici di famiglia.
Spiccano, poi, per livelli di dispersione del capitale umano, i 287 mila laureati trentenni in Lettere, Filosofia, Storia (gruppo disciplinare Insegnamento), dei quali, spiega la ricerca dei consulenti del lavoro, il 25% (71 mila persone) non lavorano e solo il 55,6% è occupato in posizioni lavorative in linea con il titolo di studi conseguito. Per concludere, poi, qualche numero sugli stipendi dei laureati che risultano occupati alle dipendenze.
La retribuzione mensile è pari a 1.632 euro, ovvero il 30% in più di un occupato con la licenza media (1.139 euro) e del 20% di un diplomato (1.299 euro). Tuttavia, un trentenne psicologo guadagna mensilmente 1.351 euro (solo 52 euro in più di un coetaneo diplomato) mentre un ingegnere (1.850 euro) o un medico (1.869 euro) percepiscono come retribuzione oltre 550 euro in più rispetto a un diplomato.

Carlo Pareto

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento