lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Legge uguale per tutti. Bonafede contro Grillo e Salvini
Pubblicato il 10-10-2018


bonafedeIl Guardasigilli Alfonso Bonafede ha firmato nove richieste di autorizzazioni a procedere per presunte offese al Capo dello Stato, tra queste, come annunciato dallo stesso Ministro sulla sua pagina Facebook il fondatore del Movimento di cui fa parte, Beppe Grillo, Carlo Sibilia, il padre di Alessandro Di Battista e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accusato però di vilipendio delle istituzioni costituzionali. Diverse procure avevano chiesto al Guardasigilli di poter avviare alcuni procedimenti per i reati di vilipendio e offesa al presidente della Repubblica: la legge prevede infatti che il ministro della Giustizia dia l’autorizzazione per questo tipo di reati. Per Grillo e Sibilia le accuse riguardano il precedente Capo dello Stato, il presidente emerito Giorgio Napolitano, sbeffeggiato dall’ex comico come complice della trattativa Stato-Mafia. Mentre Salvini è finito nel mirino perché il 14 febbraio 2016, durante un intervento a Collegno, al congresso del Carroccio piemontese, usò l’espressione “magistratura schifezza”, che gli è valsa un’indagine da parte della procura di Torino. Più recenti le accuse per Di Battista senior che bersagliò l’attuale presidente Mattarella lo scorso 23 maggio.
“Per evitare ogni forma di strumentalizzazione o illazione, vi comunico che fra le persone per cui ho firmato l’autorizzazione a procedere, per presunte offese al capo dello Stato, ci sono: il ‘padre fondatore’ e garante del Movimento, Beppe Grillo, il mio collega e amico, Carlo Sibilia, il padre del mio amico fraterno Alessandro Di Battista e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, accusato invece di vilipendio delle istituzioni costituzionali. Ovviamente non ho fatto alcuna distinzione e ho firmato tutte le richieste; mi chiedo come mai fossero state lasciate lì a prendere polvere oppure, come ho potuto constatare, lasciate a dormire in segreteria dopo che era stato negato il consenso. Il cambiamento passa anche da qui”, rivendica il guardasigilli.

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