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Opinioni e commenti
 

Brexit, manifestazione per un nuovo referendum
Pubblicato il 20-10-2018


no brexit

Si è svolta sabato, a Londra, un’importante manifestazione per chiedere un secondo referendum sulla Brexit.

Il corteo, organizzato in risposta all’appello di “People’s Vote” (un movimento per un “nuovo voto popolare”, che riunisce diverse associazioni pro Ue), ha coinvolto decine di migliaia di persone, venute da ogni parte del Regno Unito, muovendosi da Hyde Park sino alla piazza del Parlamento, nel centro della capitale britannica.

Tra i manifestanti numerosi deputati dei partiti laburisti, libdem, dello Snp (partito indipendentista scozzese) e conservatori “critici”; si è registrata anche la presenza di molti cittadini europei, rappresentati in particolare da “The3Million”, un movimento nato in difesa dei circa tre milioni e mezzo di europei che vivono nel Regno Unito.

La marcia è stata chiamata #PeoplesVoteMarch, da stamattina l’hastag su Twitter è trend topic, l’argomento del giorno più di tendenza.

Dal palco della piazza del Parlamento si sono alternati diversi interventi, tra i più apprezzati quello del sindaco di Londra, il laburista Sadiq Khan.

Negli scorsi mesi si sono registrate numerose manifestazioni di cittadini (l’ultima nel giugno scorso aveva richiamato circa 100 mila persone), per chiedere una svolta politica e una revisione del progetto di uscita dall’UE, considerando che a pochi mesi dalla Brexit, prevista per il 29 marzo 2019, i negoziati tra Londra e Bruxelles sono ancora in fase di stallo.

Rimangono aperte, in particolare, le questioni economiche relative ai movimenti di capitali e di persone, e lo spinoso tema del confine con l’isola d’Irlanda.

L’opinione pubblica britannica dal referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea del 2016, sembra aver cambiato sensibilità sul tema.

Diversi istituti di sondaggi danno oggi il Remain come l’opzione preferita dalla maggioranza dei cittadini.

Tanti giovani, che nel 2016 non avevano l’età per partecipare alla consultazione referendaria, rappresentano, in percentuale, i maggiori sostenitori della prospettiva europea e oggi lo hanno dimostrato con una massiccia presenza alla marcia.

I sostenitori di un nuovo voto referendario ritengono che i britannici, che hanno votato per il 52% a favore dell’uscita dall’Ue nel referendum, avrebbero votato diversamente se fossero stati messi a conoscenza delle reali problematiche che la Brexit avrebbe portato con se.

Tuttavia, sarà molto difficile che si concretizzi una retromarcia da parte della premier Theresa May e della maggioranza del partito conservatore.

Il Primo Ministro, sostenitrice del Leave (a differenza di David Cameron, ex capo del governo che si è dimesso dopo la sconfitta referendaria), è da sempre contraria alla possibilità di riportare i cittadini alle urne per conoscere l’opinione popolare rispetto ai negoziati, con le istituzioni comunitarie, che nei mesi non hanno portato grandi risultati. In questo senso la May ha dichiarato che “non ci sarà nessun secondo referendum, la gente ha votato”.

Di contro, gli organizzatori di The People’s vote, ritengono la manifestazione di oggi “la marcia più grande, più chiassosa e più importante che ci sia mai stata”, segno di come la sensibilità dell’opinione pubblica britannica stia cambiando a favore di una prospettiva europea per il Regno Unito.

Tutto dipenderà da come proseguiranno, da qui a Marzo, le trattative tra l’UE e il governo presieduto dalla May.

Se si dovessero incontrare ostacoli non superabili, potrebbe aprirsi una stagione nuova: una crisi nel governo Tory, elezioni anticipate e la possibile vittoria dei laburisti, guidati da Jeremy Corbyn.

A breve, tutti questi eventi potrebbero portare a dei cambiamenti rilevanti nella “questione Brexit”.

Paolo D’Aleo

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