sabato, 17 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

MANOVRA AL COLLE
Pubblicato il 31-10-2018


Quirinale

Il testo della legge di bilancio è stato inviato al Quirinale. Si tratta di una nuova versione. E a breve dovrà fare il suo ingresso alle Camere. In concomitanza una nuova lettera della commissione Ue è stata inviata al Mef. Il portavoce della Commissione Europea, Christian Spahr, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, ha spiegato che “è un passo standard nella preparazione di un rapporto ex articolo 126.3” del Trattato sul Funzionamento dell’Ue, che è il primo passo formale della procedura per deficit eccessivo, nel caso dell’Italia legata in particolare al debito. La Commissione, ha aggiunto, “considererà la risposta alla lettera”, come pure alla richiesta di presentare un nuovo Documento programmatico di bilancio, entrambe le quali devono arrivare entro il 13 novembre, “prima di prendere qualsiasi decisione”.

Il nuovo testo atteso in Parlamento, contiene in totale 108 articoli, contro i precedenti 115, per 77 pagine. Conte manifesta la propria soddisfazione attraverso Twitter: “Al lavoro per la crescita, avanti così”. “La legge di bilancio a cui abbiamo lavorato fino a ieri notte ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria dello Stato ed è stata inviata al Quirinale. Stiamo lavorando per far crescere il nostro Paese, avanti così”.

Niente taglio alle pensioni d’oro
Sulle “pensioni d’oro”, l’ultima ipotesi di modifica circolata era quella di un contributo di solidarietà articolato in tre fasce: tra 90 e 120mila euro (6% di prelievo), 120-160mila euro (12%), oltre i 160mila euro (18%). Il taglio alle pensioni d’oro avrebbe potuto garantire risparmi compresi tra i 200 e i 300 milioni l’anno. La decisione di non procedere al taglio sarebbe stata determinata dai rischi di incostituzionalità della norma.

Un premio per il terzo figlio
La bozza contiene la misura, che ricorda periodi poco felici dell’Italia, che prevede terreni gratis in gestione per 20 anni per le famiglie in attesa del terzo figlio.

Vitalizi
Nel nuovo testo, per quelle Regioni che non tagliano i vitalizi di presidenti e consiglieri regionali, si prevedere che saranno ridotti dell’80% i trasferimenti, senza tuttavia toccare i fondi a Sanità, scuole per disabili e altri servizi essenziali. È questa la norma che il M5S sta inserendo nella legge di bilancio.

Struttura di missione
Nella bozza di prevede inoltre l’arrivo di una “struttura di missione per il supporto alle attività del presidente del Consiglio dei ministri di coordinamento delle politiche del governo e dell’indirizzo politico e amministrativo dei ministri in materia di investimenti pubblici e privati”. La struttura prende il nome di ‘InvestItalia’. La misura, sempre secondo quanto viene riportato sul testo, è “in attesa di valutazione politica”. Per la norma vengono stanziati 25 milioni all’anno dal 2019 e si prevede che la struttura sia istituita “con decreto del presidente del Consiglio dei ministri”, che operi alle dirette dipendenze del premier anche in raccordo con la Cabina di regia Strategia Italia prevista dal decreto legge Genova.

Salta incremento del Fondo famiglia
Nell’ultima bozza della manovra salta la norma che era contenuta nella versione precedente e che incrementava di 100 milioni di euro a partire dal 2019 il Fondo per le politiche della famiglia.

Incognita reddito di cittadinanza e quota 100
“C’è Possibilità che reddito di cittadinanza e quota 100 potrebbero slittare in avanti di qualche mese? “No, non certamente per motivazioni di ordine contabile. Semplicemente sono provvedimenti che devono essere fatti e devono essere fatti bene. Partiranno quando sarà tutto pronto per partire”. Così il sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti.

Altri tagli
Il governo prevede poi una riduzione di 60 milioni di euro nel 2019 e ulteriori 531 nell’arco temporale tra il 2019 e il 2031. Sforbiciata anche per diversi crediti di imposta. Il governo programma di risparmiare 3,9 milioni da quello nei confronti delle sale cinematografiche, 1,2 milioni dalle librerie e 375 mila euro dalle imprese editoriali.

A preoccupare perè sono i numeri. Dopo il dato di ieri su crescita zero rispetto al periodo precedente, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona nella nostra economia e non c’è fiducia nella manovra che si sta facendo. “Il lavoro – afferma il presidente dell’Europarlamento e vicepresidente di Fi Antonio Tajani – diventa il primo problema, indipendentemente da Bruxelles. Il problema dell’Italia sono i contenuti di questa manovra, che deve essere assolutamente modificata e non va nella giusta direzione, quella di creare lavoro”. Tajani parla poi del nodo banche: “stanno andando in fumo i risparmi degli italiani e adesso per aiutare le banche si chiederà agli italiani di prenderne un altra parte per coprire quelli andati in fumo e così gli italiani dovranno pagare due volte”.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento