lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

ISOLATO
Pubblicato il 10-10-2018


tria soloNelle stanze del Governo sale la tensione e aumentano malumori e dissidi tra il vicepremier Salvini e il ministro dell’economia Tria che sempre procedere solitario.  Ieri la manovra è stata criticata da Banca d’Italia, Corte dei Conti, e in serata a Borse chiuse è arrivata anche la bocciatura dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, l’organo indipendente che ha il compito di validare le previsioni macroeconomiche del governo. Previsioni che, per quanto riguarda il cosiddetto scenario programmatico, cioè quello che incorpora le misure del governo nella prossima Manovra, vengono definite “eccessivamente ottimistiche”.

Lo spread dopo aver raggiunto nei giorni scorsi il record di 315 punti è ora in quota 290. Insomma i numeri della manovra continuano a far discutere. Il ministro Tria non nasconde che qualche preoccupazione c’è, ma sottolinea anche che si tratta di una manovra ragionata e non è di un salto nel buio. “La salita dei rendimenti sui titoli di stato desta certamente preoccupazione ma voglio ribadire che si tratta di una reazione eccessiva e non giustificata rispetto ai fondamentali dell’economia italiana” spiega. L’allusione è ai titolo di Stato a un anno che sono stati venduti con tasso record . Infatti nell’asta dei Bot a un anno il Tesoro ha venduto tutti i 6 miliardi di titoli con il rendimento medio salito a 0,949% (massimo da 5 anni), contro lo 0,436% de collocamento di settembre. Un aumento notevole che fa capire il calo della fiducia degli investitori anche nel breve termine.

La manovra di bilancio per il 2019 vale circa 37 miliardi. Le coperture 2019 ammontano a 15 miliardi di euro, di cui 6,9 di tagli e 8,1 di più entrate. Nel 2020 le coperture sono di 7,8 miliardi con un importo analogo di tagli e aumenti di entrate pari a 3,9, nel 2021 4,7 i miliardi dovuti ai tagli e 5,2 miliardi alle maggiori entrate. L’impatto sul tasso di variazione del Pil è di 0,6 punti percentuali. ‘Faremo di tutto per recuperare la fiducia dei mercati’, ha detto Tria secondo il quale Tria, l’attuale volatilità dei mercati non deve offuscare le valutazioni e previsioni.

Tria è passato poi a illustrare la flat tax: secondo il ministro gli interventi previsti avranno un costo nel primo anno di soli 600 milioni, per poi salire a 1,8 miliardi nel 2020 e a 2,3 miliardi nel 2021: in totale 4,7 miliardi in tre anni. Ma su questo punto – a stretto giro – è arrivo la brusca correzione di Matteo Salvini che della flat tax ha fatto una bandiera: “Il costo per la flat tax sarà di 1,7 miliardi di euro e non di soli 600 milioni”. E parlando dell’ipotesi se fosse ipotizzabile una modifica alla manovra se lo spread arrivasse a 400, come detto dal ministro Savona ha aggiunto che “noi tiriamo dritti fino a che i giovani italiani non smetteranno di emigrare per trovare lavoro”. Savona infatti ieri aveva messo in campo l’ipotesi che la manovra potesse essere cambiata in caso lo spread si impennasse ancora. Parole che hanno indirettamente messo in dubbio l’intero impianto della manovra. Parole di peso in quanto dette da un economista che doveva essere ministro al posto di Tria e poi dirottano agli affari europei. Una uscita che non è stata per nulla apprezzata. E il nervosismo si taglia con un coltello.

“La manovra economica proprio non regge”. È il commento del segretario del Psi Riccardo Nencini. “21 miliardi finanziati in deficit – ha continuato – con previsioni di crescita molto più basse del previsto. A fine ottobre le agenzie di rating esprimeranno il loro giudizio sull’Italia. Se scendiamo di scala, nessuno vorrà più comprare i nostri i titoli. Un bel problema: mutui che rincarano, minori investimenti, meno lavoro, instabilità finanziaria. Servono provvedimenti diversi: detassare le buste paga, fondi più alti per battere la povertà (almeno 6 miliardi sul reddito di inclusione), almeno 1 miliardo l’anno per realizzare nuovi alloggi popolari, minori tasse per piccola e media impresa, investire in cultura e istruzione. Questi – ha concluso Nencini – i pilastri della contromanovra” che i socialisti hanno presentato oggi in Senato. “Esco ora dal Senato – ha aggiunto successivamente Nencini -. Proposte PSI su manovra economica bocciate dal governo. Tutte. Anche le proposta di mettere fondi per continuare la realizzazione di case popolari. Non hanno messo un euro. Nemmeno uno. Io ne avevo fatto una battaglia”.

La manovra non piace neanche a Forza Italia. “Con Conte – affermano in una nota i capigruppo di Camera e Senato – non abbiamo registrato alcuna convergenza. Siamo molto preoccupati da una manovra insostenibile che mette a rischio i conti pubblici, ma anche la tenuta del Paese, visto che può impattare con i mutui, le case, i risparmi degli italiani”.

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