mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Marco Fonte
I Giovani al centro
Pubblicato il 17-10-2018


Inizio spiegandovi le motivazioni per le quali io ho deciso di candidarmi:

La prima motivazione ha il fine di incentivare la partecipazione giovanile alla politica, che attualmente è ai minimi storici dal dopoguerra.

Mi candido anche al fine di portare idee nuove in un sistema politico troppo arrugginito da personaggi che, più che vecchi di età lo sono nelle idee e nell’atteggiamento.

Come prima soluzione a questo problema penso che sia necessario una revisione del sistema scolastico, al fine di forgiare generazioni all’altezza del padre di Bobo Craxi. Questa revisione dovrà incentivare la partecipazione attiva giovanile alla politica tramite lo studio effettivo della materia “educazione alla cittadinanza”. Purtroppo la maggior parte dei neo 18enni non sanno nulla, o poco, della situazione politica attuale e non sanno riconoscersi in qualche ideale o prendere scelte politiche; questo agevola molto partiti nazionalpopulisti. Educazione alla cittadinanza non basta al fine di migliorare il sistema scolastico, esso necessita di una modifica del progetto scuola-lavoro al fine di non impiegare studenti in aziende che non sono disposte a fargli fare un’esperienza coerente con il loro percorso di studi. Un altro aspetto significativo è la formazione dei docenti che non prevede in molte parti d’Italia una selezione che vada oltre alla semplice conoscenza della materia d’insegnamento. Il docente deve avere competenze pedagogiche al fine di diminuire il tasso di dispersione scolastica. Infine si parla tanto dell’uso dei telefonini a scuola, io ritengo che non bisogna vietarne l’uso ma penso che sia necessario insegnare ai giovani come usare i telefonini al meglio per le vere e proprie esigenze. Il mio auspicio più grande è che in futuro le prossime generazioni altoatesine possano, attraverso un sistema scolastico inclusivo, convivere con meno conflitti tra gruppi linguistici di quanto attualmente sono costretti a convivere. Penso che si debba trovare una soluzione che accomuni i tre gruppi linguistici in questo territorio e non proposte che dividono quel poco che c’è di unito in questa provincia.

Parlando di UE è dovere ritenerla necessaria per il futuro di noi giovani. Essa non può essere distrutta da qualcuno che non vede, oltre il confine nazionale, aspetti positivi che in realtà ci sono!

Essere europeisti vuol dire però avere il coraggio di fare critiche costruttive riguardo ad aspetti che non hanno funzionato e che hanno portato all’attuale crisi politica. Noi giovani chiediamo un’europa che si impegni seriamente in una politica di welfare comune che fino ad adesso non è stato garantito guardando soltanto ai bilanci mettendo in pratica una politica come l’austerity.

Detto questo noi giovani siamo i primi che dobbiamo proteggere l’europa al fine di avere un futuro senza dogane e senza frontiere che impediscano a noi di vivere un continente così bello e ricco di opportunità! Ritengo che noi giovani necessitiamo di una borsa di studio più cospicua, incentivi all’Erasmus e altri progetti europei per permettere anche ai meno abbienti di usufruire e di formarsi attraverso questi progetti; questo non si farà mai se decadrà l’UE.

Riguardo il capitolo dell’immigrazione, noi giovani abbiamo il dovere di non essere chiusi e di essere disposti a convivere con chi ha una nazionalità diversa dalla nostra. Dobbiamo abituarci alla multiculturalità delle società che andremo a vivere.

Marco Fonte,
responsabile giovani socialisti

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