sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Mattarella: rifiutare i vuoti rigurgiti nazionalistici
Pubblicato il 18-10-2018


Mattarella

Nel momento in cui la confusione nel governo regna sovrana, il presidente della Repubblica si sente in obbligo a intervenire. Non nel merito ovviamente. Non sulla giustezza o meno dei provvedimenti economici e delle scelte dell’esecutivo. Non è materia sua. Ma interviene per mettere dei punti fermi per arginare una deriva che può assumere aspetti pericolosi. “È indispensabile uno sforzo condiviso per dimostrare la capacità del nostro paese di affrontare le sfide”: è il messaggio inviato dal presidente della Repubblica all’assemblea di Assolombarda in corso alla Scala di Milano. Ma per farlo, ha scritto ancora Mattarella nel suo messaggio “servono un dialogo costruttivo e un alto senso di responsabilità da parte della politica, delle istituzioni, delle imprese, delle associazioni della società civile per scelte consapevoli con una visione di lungo termine nell’interesse della comunità”. Insomma serve un dialogo nel Paese. Non serve una continua prova di forza.

Poi ricordando a Pontedera la figura di Giovanni Gronchi ha aggiunto: “La sua presidenza ha accompagnato la scelta della nascita e dell’avvio dell’integrazione europea. Di quella che oggi si chiama Unione Europea e che – pur con lacune e contraddizioni – ha assicurato un patrimonio inestimabile di pace e di benessere”. Insomma Mattarella ha ricordato l’ex presidente dalla Repubblica sottolineando il suo forte europeismo. Gronchi venne eletto nel 1957, anno della firma dei trattati di Roma, pietra angolare su cui poggia l’Unione europea.

Mattarella ha sottolineato che in Gronchi “non fu certamente estranea la ferma distinzione tra significato e insopprimibilità dei valori patriottici e le infatuazioni di vuoti rigurgiti nazionalistici” e ha ricordato che il presidente della Repubblica è “custode della Costituzione” e svolge “una funzione di responsabile vigilanza costituzionale”. Parole che contengono più di un monito rivolto indirettamente a chi attacca quotidianamente le istituzioni sia nazionali che europee alimentando tensioni. Mattarella ha ricordato che il riferimento di Gronchi “fu, esplicito, a una una coscienza nazionale che si rinnova, che attinge ai valori supremi spirituali e storici che la patria sintetizza”. E che “che rende imperiosa – ha continuato – l’esigenza dell’autonomia e dell’indipendenza verso ogni egemonia dei più forti” e per questo “preme per rompere il cerchio fatale dei miti della violenza, del diritto della forza, dell’equilibrio di potenze”.

Mattarella ha quindi ricordato che “il Presidente della Repubblica pro-tempore è portatore dell’indirizzo di attuazione e di rispetto della Costituzione” . E, citando Giovanni Galloni, ha spiegato che il Quirinale è “un punto di incontro, di supplenza, gestore non già di una politica di governo, che non gli compete, bensì degli indirizzi fondamentali della Costituzione e rispetto ai quali i programmi di governo sono una espressione”.

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