sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

‘Medicina’ senza numero chiuso, arriva il dietrofront
Pubblicato il 16-10-2018


studentiIl comunicato stampa che presto si trasformerà in tempesta mediatica arriva lunedì notte, qualche minuto dopo la mezzanotte. II Governo abolirà con la manovra il numero chiuso per l’ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia. Un fulmine a ciel sereno dal quale anche il ministero dell’Istruzione prende le distanza. Circa 12 ore più tardi arriva il dietrofront.
I ministri della Salute e dell’Istruzione smentiscono quanto reso noto da Palazzo Chigi, precisando che l’intenzione è “assicurare l’aumento dei posti disponibili”. Si tratta, comunque “di un percorso da iniziare già quest’anno per gradi”. Cancellazione del numero chiuso, dunque. Ma non subito.
Anche questa iniziativa dell’Esecutivo, quindi, appare priva di basi solide. D’altronde non è difficile immaginare quanti e quali danni potrebbe causare tale misura se applicata repentinamente. Basti pensare che nel 2018 su 67 mila candidati al test di ingresso ne sono passati 10 mila. Se la riforma pentaleghista dovesse diventare realtà le università italiane non avrebbero, ad oggi, la capacità di prendere tutti i candidati.
Senza contare le scuole di specializzazione, che non sarebbero in grado di aumentare i posti disponibili tanto da coprire la maggior parte dei laureati in medicina come avviene oggi. Il rischio, dunque, per un medico neo laureato sarebbe di dover aspettare parecchi anni prima di poter accedere ad una scuola di specializzazione.
Immediata è arrivata la reazione dei camici bianchi. “L’abolizione del numero chiuso senza un congruo aumento delle borse di specializzazione rischia di essere un boomerang – spiega il presidente Acoi, (associazione chirurghi ospedalieri), Pierluigi Marini -. I giovani laureati non potranno accedere ai concorsi pubblici e dovranno per forza cercare lavoro all’estero: assisteremo a una nuova fuga di cervelli all’estero”.
Stesso discorso per il sindacato universitario, che ha criticato l’iniziativa perché “si parla di eliminazione del numero chiuso a medicina: bene l’intenzione, sosteniamo da anni che l’attuale sistema di accesso vada superato. Ma non si dice in quale modo, non si fa un minimo accenno alla copertura economica e agli investimenti che si devono fare per attuare una simile manovra da subito. Così facendo si rischia solo di mandare in tilt le università”.

F.G.

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