lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Migranti, alla marcia di Lampedusa nessuna Istituzione
Pubblicato il 03-10-2018


marcia 3 ottobreFu una delle stragi con il maggior numero di vittime avvenute nel mar Mediterraneo e avvenne cinque anni fa, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2013. Un barcone, partito dalla Libia, si rovesciò e affondò a meno di un chilometro dall’Isola dei Conigli (Lampedusa), a bordo più di 500 persone, 368 di queste persero la vita.
Per ricordare le vittime del naufragio sono diverse le iniziative organizzate sia sull’isola siciliana sia in altre città italiane. In particolare, il Comitato tre ottobre ha organizzato a Lampedusa la “Marcia verso la Porta d’Europa”, il monumento progettato da Mimmo Paladino che “simboleggia la vocazione all’accoglienza che il continente ha dimostrato negli anni nei confronti di chi scappa da guerre e povertà”.
Tuttavia proprio durante la marcia in ricordo dei morti del 2013, proprio il sindaco Totò Martello stamattina ha ricordato: “Noi siamo qui come ogni anno – ha detto – ma questa volta il governo non c’蔑. Quest’anno infatti nessun rappresentante del governo è presente nell’isola per la Giornata della memoria e dell’accoglienza. “So che alla Camera oggi c’è una cerimonia – ha detto Tareke Brhane del Comitato 3 ottobre – ma qui a Lampedusa non c’è nessuno delle istituzioni nazionali. L’importante è che ci siano tanti giovani e studenti a ricordare tutte le vittime del Mediterraneo”.
Dal 2015, dopo il via libera della Camera, il 3 ottobre è la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione“, con l’obiettivo di ricordare chi “ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria”. Quella di Lampedusa fu una strage quasi del tutto eritrea: 360 corpi appartenevano, infatti, a cittadini del Paese africano in cui ancora oggi vige il governo di Isaias Afewerki, una dittatura dalla quale quelle persone stavano scappando.

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