sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nino Oddo
I socialisti tornino a casa
Pubblicato il 26-10-2018


Il prossimo congresso straordinario che il Psi terrà in primavera può essere una occasione storica per i socialisti.
Lo sfaldamento dei contenitori politici dove molti socialisti della diaspora avevano trovato collocazione può rimettere in circolo energie e risorse per ridare nuova linfa ad un soggetto socialista, libertario, impegnato sul fronte dei diritti civili e delle grandi conquiste sociali.
Il psi deve aprirsi a questa opportunità. Sarebbe un grave errore sciupare questo congresso, riducendolo ad un mero rimescolamento di carte interno.
Già dal prossimo consiglio nazionale di novembre deve partire a mio giudizio un forte appello in questa direzione.
Il psi deve diventare la casa non solo dei socialisti che negli anni si sono allontanati Ma che si dichiarano tuttora legati ai nostri valori, Ma anche al vasto mondo laico e ambientalista che oggi oggettivamente non trova nel panorama della politica italiana un contenitore rappresentativo di queste identità culturali.
Mi auguro che questo auspicio venga condiviso dall’attuale gruppo dirigente del partito socialista. Che oggi corre il rischio di attardarsi in riunioni più o meno segrete per individuare il sostituto di Riccardo Nencini, dopo che il segretario ha reso noto di non riproporre la propria candidatura.
Occorre che dal consiglio nazionale esca un documento politico che sia un appello/manifesto per la vasta platea di soggetti cui ho fatto riferimento.
E che le procedure congressuali siano un segnale di grande apertura rispetto a questo mondo , prevedendo la possibilità e le modalità di un grande momento di rifondazione del partito socialista italiano.
Qualora prevalessero le spinte all’autoconservazione, di difesa di posizionamenti cui oggi onestamente non rispondono più spazi reali di potere si perderebbe un occasione, forse l ultima, Per fare ritornare i socialisti protagonisti dei processi storici in corso nel paese.

Nino Oddo
segretario regionale del PSI

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Commenti all'articolo
  1. Per rimettere insieme i socialisti della diaspora, o quantomeno tentarvi, occorre a mio avviso che si individui una linea politica condivisa da quei pezzi del vecchio PSI che si divisero proprio sulla linea politica, non per questioni personali, almeno da quanto posso ricordare (diversamente, ci si può incontrare come avviene tra vecchi compagni di scuola, ma poi ciascuno va per proprio conto e torna da dove è venuto).

    Il “documento politico” di cui qui si parla, se dovesse venir redatto, non dovrebbe limitarsi a concetti e pronunciamenti generici, secondo il mio modesto parere, ma entrare nel vivo dei problemi, almeno quelli più attuali e stringenti, perché mi sembra che la “separazione” che avvenne allora tra noi, e si è mantenuta di fatto nel tempo, sia avvenuta proprio sul come dare attuazione e corpo all’idea del liberalsocialismo.

    Quando ci si mette insieme senza aver sufficientemente chiarito le reciproche posizioni politiche, capita che i distinguo prima o poi rispuntano, tanto da dover ricominciare da capo, il che ci renderebbe poco credibili ed è quindi una eventualità che andrebbe evitata (ci sono socialisti che non hanno alcun “posizionamento” da difendere, e che da anni si propongono soltanto di difendere la memoria del nostro passato, cercando di farlo in modo coerente e credibile, il che non è poca cosa, da come la vedo).

    Paolo B. 31.10.2018

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