sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Parole e… scarpe
Pubblicato il 24-10-2018


C’é un precedente sull’uso politico della scarpa. E’ quello di Kruscev che il 12 ottobre del 1960 ne brandì una per sbatterla sul tavolo durante una sessione delle Nazioni unite in segno di protesta per l’intervento di un rappresentante filippino che stava parlando della dominazione sovietica sui paesi dell’Est. Non si è mai capito se il segretario del Pcus se ne tolse una rimanendo scalzo in un piede, se la tolse a Gromiko che gli sedeva vicino o se l’abbia estratta dalla borsa programmando così il teatrale gesto. Forse questo eurodeputato leghista conosceva quell’inusuale atto che divenne un’icona del Novecento. Resta il fatto che l’on. Ciocca vi ha aggiunto un’acre componente di volgarità. Il suo disprezzo per l’Europa e la sua Commissione é pari a quello dei fascisti per la Società delle nazioni dopo l’invasione dell’Etiopia, anche se, oltre all’oro alla patria, nessuno credo abbia raggiunto un tal livello triviale. Anche i dirigenti leghisti pare non abbiano gradito. Mi stupisco. Se si ritiene che l’Europa affossi la volontà dei popoli e si continua a puntare l’indice contro la Commissione, questo atto é assolutamente giustificato. Sono le parole che armano i gesti e a volte anche le scarpe…

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