mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pedrelli, la politica ridotta a operazione di marketing
Pubblicato il 15-10-2018


pedrelli

Enrico Maria Pedrelli, 21 anni, di Cesena, o, meglio, di Montiano, è il candidato unitario per il difficile ed entusiasmante ruolo di Segretario Nazionale della FGS, nel Congresso che si terrà a Roma dal 19 al 21 ottobre prossimo. Studi Classici alle spalle, studente alla Facoltà di Giurisprudenza di Bologna, è anche diplomato in Tromba al Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena. Con grande piacere lo intervistiamo per le pagine dell’“ Avanti!”

Enrico, 21 anni e socialista italiano, perché?
Ho respirato socialismo in casa, mio padre, mio nonno socialisti. Ricordo fin da piccolo su una parete di casa il celebre quadro di Pelizza da Volpedo “Il quarto stato” che guardavo cercando di dare un nome a quelle donne e quegli uomini in marcia. È ovvio che abbia sviluppato una forte sensibilità di sinistra, dapprima vaga, e poi, attraverso letture importanti come l’epistolario di Sandro Pertini sono approdato al socialismo italiano. Devo dire che anche gli studi peculiari del Liceo Classico ed il confronto con i compagni di scuola portavano quasi naturalmente all’impegno politico. Così a 15 anni decido di iscrivermi alla FGS di Cesena per fare attività politica.

Noi socialisti siamo un mondo, con una lunga storia e molte sfumature. Tu, che socialista sei?
Direi autonomista, prima di tutto, e umanista. Autonomista perché credo fermamente che le varie sfaccettature del movimento socialista internazionale abbiano una forte dignità di pensiero sia storicamente che filosoficamente, umanista perché il centro di ogni riflessione deve essere l’uomo, le sue relazioni con gli altri, con l’ambiente che lo circonda ed anche con le sue angosce e difficoltà. Credo inoltre che il nostro socialismo sia una declinazione storica del pensiero cristiano; per dirla con Max Weber “Prega cristiano, agisci socialista”

Ci racconti un aneddoto dei primi anni di militanza socialista?
Ricordo, ad esempio, quando le “Sentinelle in piedi” manifestarono a Cesena contro la legge Scalfarotto sull’omofobia. Nel mondo giovanile della sinistra c’era voglia di una manifestazione contro di loro. È evidente che la mia sensibilità e convincimenti fossero in contrasto con quelli delle “sentinelle”, ma queste persone non facevano altro che stare in piedi immobili con un libro in mano. Piuttosto di fare una contromanifestazione, agitando bandiere, slogan ed urlare “fascisti, fascisti” preferii organizzare un dibattito sulla questione nella sede del Partito per approfondire l’argomento. Andò molto bene con molti under 20 che parteciparono attivamente. Fu un successo

Domanda secca, la politica oggi?
Purtroppo è ridotta a marketing, a cercare di vendere un prodotto ad un pubblico parcellizzato con pochissime certezze e sovrastimolato. Quando Bauman parlava di “società liquida” non solo teorizzava ma osservava una realtà concreta. Non sono certamente un Luddista, ma la rivoluzione tecnologica, oltre ad indubbi benefici, ha come effetto collaterale quello di separare le persone, identificandole come target commerciale, in base a quella che io chiamo la “religione dell’algoritmo” di cui la casta dei programmatori è il sommo sacerdote. Io penso invece che la politica debba ritrovare solidità nel confronto diretto con le realtà territoriali, sociali, sindacali ed anche religiose; la Politica deve essere di carne ed ossa e deve essere prossima alle persone ed al Popolo, soprattutto a coloro che sono in maggiore difficoltà. La società sta mutando in tempi rapidissimi e noi dobbiamo comprendere e governare questi cambiamenti. Il pensiero socialista ha, tutt’ora, gli strumenti culturali e la vocazione a compiere quest’opera, a patto che vengano superati vecchi schemi, autoreferenziali, al riparo in qualche palazzo. Bisogna esserci nel reale senza timori e costruire insieme dei progetti plausibili. Altrimenti la politica si estinguerà schiacciata dal peso del neo-capitalismo tecnologico che tutto tende ad omologare. Non mi vergogno a dire che esiste anche un sano populismo.

La tua mozione, che presto leggeremo si intitola “Nel tempo di Giano”, perché?
Giano è il dio bifronte che guarda in due direzioni opposte. Penso che il Giano di oggi sia la rivoluzione tecnologica che permea di se le nostre esistenze. In che direzione sta guardando Giano oggi? Verso l’Uomo che dovrebbe servire o solo verso il mostruoso e nichilistico profitto? Noi giovani Socialisti vogliamo cercare di capirlo e, nel caso, di correggerlo.

E’ un bell’impegno; credi che i Socialisti Italiani possano risolvere il problema?
No. Una delle cose migliori del pensiero Socialista è che è Internazionale ed Universale. Certamente i Socialisti Italiani possono portare importanti contributi, ma ragionare in termini Universali, Internazionali, Europei è un passo necessario ed imprescindibile da compiere. Di fronte ad una sfida globale, ci vuole un movimento globale.

In bocca al lupo, Enrico, siamo tutti con la Fgs e con te
I miei “in bocca al lupo” vanno a tutte le Compagne e Compagni con i quali camminiamo insieme, naturalmente “Avanti!”

Luca Pellegri

Luca Pellegri

Commissione Nazionale Garanzia PSI

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