giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ponte Morandi. Genova scende in piazza
Pubblicato il 08-10-2018


ponte protesta

È il giorno della manifestazione. I genovesi cominciano a perdere la pazienza di fronte all’immobilismo del governo a quasi due mesi dalla tragedia del crollo del ponte Morandi che ha causa 43 morti. Alcune migliaia di persone si sono radunate questa mattina davanti a Palazzo San Giorgio, nel cuore del Porto Antico di Genova, da dove è partito il corteo di protesta indetto da un’aggregazione spontanea di cittadini di Certosa, Rivarolo e Bolzaneto: in piazza, dietro allo striscione “Liberate la Valpolcevera”, c’erano sfollati, commercianti, residenti e lavoratori portuali.

“Siamo qui per chiedere soprattutto la riapertura delle strade, c’è una comunità di 50 mila abitanti, quella della Valpolcevera, senza contare quelli dell’entroterra, che non possono più sopportare un certo immobilismo nelle decisioni” ha detto il presidente del comitato degli sfollati Franco Ravera.

È prima manifestazione di protesta dopo le tante promesse di fare presto arrivate dal Governo. Ma per fare presto bisogna cominciare, mentre l’esecutivo si è fossilizzato nella ricerca di un colpevole a cui addossare il costo della ricostruzione tramite improbabili decreti. Capire chi doveva fare la manutenzione non è difficile. Ma capire i veri motivi del crollo è altra cosa. E capire se nell’analisi dei diversi studi fatti negli anni vi è stata negligenza da parte di qualcuno sarà il compito della magistratura. Ora l’urgenza è la città. E al momento dopo due mesi si è ancora fermi al punto di partenza. La nomina del commissario per la ricostruzione è arrivata pochi giorni fa dopo un lungo tira e molla. E il decreto ancora non è pronto.

Dopo la manifestazione una delegazione di sfollati ha incontrato il ministro delle Infrastrutture Toninelli. Il portavoce Franco Ravera ha raccontato che “gli abbiamo chiesto di smetterla con le m… Ci ha detto che nel decreto sarà inserito un capitolo sugli indennizzi. Verifichiamo tutto nel testo. Ci saranno emendamenti. Abbiamo fatto un appello a tutti i gruppi, spero che le nostre richieste vengano soddisfatte”.

Al termine del corteo i manifestanti hanno accolto con fischi e cori il sindaco (e commissario) Bucci e il governatore Toti, che stavano facendo il loro ingresso in Regione: “Sanità, lavoro, strade, vogliamo risposte! Fateci entrare!”. Inoltre, in un documento letto in Regione, i manifestanti hanno chiesto risposte concrete sulla viabilità ma anche di accelerare i tempi sui rientro in casa degli sfollati a recuperare le loro cose. Gli sfollati infatti ancora non hanno avuto neanche questa possibilità. Intanto sembra che il decreto Genova verrà rivisto ancora. “Sarà migliorato”. In una intervista al Secolo XIX, giornale di Genova, il ministro Toninelli annuncia importanti modifiche. Più soldi per le imprese e per il porto, più risarcimenti per gli sfollati. Ma soprattutto si lascia intendere che potrebbe essere modificata quella parte in cui si escludeva dalla ricostruzione non solo Autostrade ma ogni imprese a essa collegata. Non sarebbero modifiche di poca cosa. Anzi sarebbe un decreto che va in una direzione del tutto opposta a quella iniziale. Sarebbe un vero e proprio ripensamento con implicita ammissione di colpa per avere seguito e propagandato una strada che era invece resa a senso vietato dalle regole.

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