giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ponte Morandi. In bilico la nomina di Gemme
Pubblicato il 02-10-2018


claudio gemme

Il commissario ancora non c’è. E la nomina, data per imminente fino a poche ore prima, sembra slittare ulteriormente. E senza la nomina non arriva il decreto e tutto rimane fermo. Infatti la designazione di Claudio Andrea Gemme, considerato da giorni in pole per il ruolo di commissario per la ricostruzione, è appesa a un filo per una incompatibilità giuridica. Non tanto per il ruolo in Fincantieri, da cui aveva già annunciato di volersi dimettere quanto per un legame familiare e la presenza di una casa di proprietà della madre in zona rossa. Elemento questo con solide basi tecniche, che ha impedito che il presidente del consiglio Giuseppe Conte desse seguito in tempi brevi all’annuncio di ieri mattina.

Tutto deriva dal codice civile e da un limite in origine fissato per i giudici. Che, per ragioni piuttosto ovvie, non possono pronunciarsi su liti che riguardano parenti. Tecnicamente si chiama dovere di astensione e riguarda i familiari fino al quarto grado. Fino a qui nessun problema. Il punto è che questo limite è stato esteso alla pubblica amministrazione da vari leggi successive, a partire dalla 190 del 2012, fino a norme più specifiche su anticorruzione e trasparenza, e si applica a tutti i possibili conflitti di interessi.

In parole povere, il commissario si troverebbe a decidere su una questione che riguarda un familiare – si pensi alla partita degli indennizzi – e questo rappresenterebbe una incompatibilità, secondo gli uffici di Palazzo Chigi e non solo. Se l’ostacolo per Gemme si rivelasse insormontabile, si potrebbe tornare a considerare altri nomi. I Cinque stelle propongono in alternativa un ‘tecnico’ come il fisico Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto italiano di tecnologia. Ma Salvini insiste sul nome di Gemme. A rendere il quadro ancora più indecifrabile la presa di posizione del premier Conte, che ha annunciato che è ormai solo una questione di ore, per lui Gemme resta sempre in pole position. Salvo sorpassi a sorpresa.

Che il problema della nomina che non si flette anche sul decreto che ancora non c’è. Insomma tutto fermo. A muoversi è solo Salvini che salta di piazza in piazza a fare propaganda come se le elezioni si tenessero domani. Salvini tra gli sfollati del Ponte Morandi aveva infatti rassicurato sul nome del manager di Fincantieri, sottolineando che non c’era nessun ripensamento.

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