martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pordenone: apre il Paff!, una startup innovativa per il rilancio del fumetto
Pubblicato il 02-10-2018


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Domenica 16 settembre scorso, con una mostra di tre disegnatori, ha iniziato la sua attività il PAFF!, PalazzoArtiFumettoFriuli, di Pordenone, la prima struttura italiana, e una delle poche esistenti in Europa, dedicata a una funzione innovativa del fumetto, visto non più come mero prodotto editoriale.

In attesa dell’inaugurazione ufficiale, che si terrà il prossimo novembre, il 16 settembre scorso sono stati presentati al pubblico in anteprima alcuni spazi espositivi dove sono state allestite le mostre dedicate a tre grandi autori: Milo Manara, Luca Salvagno e Toni Capuozzo, che presentiamo con una breve nota.

Celebrato come uno dei più grandi maestri del fumetto internazionale, Mila Manara ha esplorato con successo tutte le applicazioni del disegno grazie al suo tratto elegante dalle inconfondibili sinuosità femminili. In mostra pregevoli originali tratti dalla storia “Reclame”, omaggio a Federico Fellini, e illustrazioni ispirate dai testi di Shakespeare.

“Il beato Odorico da Pordenone”, sceneggiato e disegnato da Luca Salvagno, racconta le avventure di un Marco Polo col saio, protagonista di uno dei più sorprendenti viaggi del Medioevo: da Venezia a Trebisonda e ritorno, toccando l’India, Sumatra, Giava, Indocina e Cina fino a Khandaliq (Pechino).

Toni Capuozzo, uno dei più noti e amati giornalisti di guerra, affronta il genere del comic journalism, raccontando in prima persona la nascita del terrore in nome di Allah in un’opera a fumetti, illustrata dal giovane Armando Miron.

Paff 02La sede del Paff! è a ridosso del centro storico di Pordenone, all’interno degli spazi di Villa Galvani, una villa dell’Ottocento ristrutturata e ampliata nel 2010 con una struttura ultramoderna e attrezzatissima, immersa nel verde di un parco pubblico.

Abbiamo intervistato Giulio De Vita, comic book artist di fama mondiale nato a Pordenone, che ha ideato il progetto. Inoltre lla struttura è gestita dall’associazione culturale Vastagamma di cui De Vita è l’attuale presidente.

Che cosa è il PAFF? E quali sono gli obiettivi? State anche elaborando una proposta per un nuovo ruolo per il fumetto?

Il PAFF! è un progetto ambizioso e coraggioso che vuole usare il fumetto come chiave di lettura per reinventare il tradizionale contenitore culturale in maniera nuova. Il fumetto, per le sue caratteristiche uniche si presta a dialogare non solo con tutte le discipline artistiche, ma anche con molte altre attività della società moderna: didattica, divulgazione, apprendimento, comunicazione, divertimento. Per questo è gancio straordinario per avvicinare fasce diverse di pubblico alla cultura, alla conoscenza alla partecipazione civile, per promuovere il territorio in maniera non convenzionale, per fare formazione e creare posti di lavoro, per riqualificare un’area urbana.

Dato che le parole hanno un loro peso e significato, perché un Palazzo e non un Museo?

Di musei ce ne sono già tanti dappertutto, una città come Pordenone che dista meno di un’ora da Venezia non può competere con il patrimonio storico artistico della città lagunare con un altro museo, ma può distinguersi attraverso un non-museo cercando, sperimentando e proponendo percorsi nuovi: percorsi esperienziali e coinvolgenti in cui il visitatore si senta protagonista attivo nel vivere il suo tempo presso questo spazio. La bellissima location si presta molto a questa impresa, perché consta di una villa antica del 1850 che diverrà una sorta di Bauhaus del fumetto dove verranno ospitati studi e residenze d’artista, laboratori e corsi e una importante e attrezzata galleria moderna per mostre di prestigio ed eventi, il tutto inserito in un magnifico parco pubblico a due passi dal centro storico.

In Europa ci sono poche strutture simili al Paff!. Dove si trovano e quale ruolo svolgono? Nel vostro progetto ci sono degli aspetti innovativi e più all’avanguardia rispetto a esperienze di altre città?
Innanzi tutto non ho notizie di luoghi di tale dimensione e qualità in città con simili ridotte dimensioni. Esistono luoghi dedicati al fumetto solo in alcune grandi città europee: Bruxelles, Parigi, Londra, Basilea. Ma queste città, giovandosi di un grande afflusso turistico si possono permettere di essere tradizionali. Il Paff! mira a posizionarsi rispetto a questi spazi senza alcun complesso di inferiorità, e soprattutto a creare delle sinergie internazionali per sviluppare progetti con queste capitali. Gli aspetti innovativi stanno in diverse sfaccettature, a cominciare dal suo modello organizzativo strutturato sulla base delle più moderne startup, fino ad arrivare alla concezione di visita esperienziale fondata sui criteri di smart museum.

Perché avete scelto Pordenone?
Perché Pordenone è una città che vanta una importante tradizione fumettistica di caratura internazionale che ha creato un humus ideale per la nascita di una iniziativa del genere, e perché in questo contesto dalla florida vita culturale – esistono festival importanti, come Pordenonelegge e Le Giornate del Cinema Muto, in cui il Palazzo del Fumetto si colloca come collante ideale tra queste realtà consolidate.

Come hanno reagito le amministrazioni locali?
Pur incontrando alcune resistenze da certe calcificazioni culturali, le amministrazioni hanno creduto fermamente e con coraggio in questa proposta innovativa, anche perché impersona perfettamente lo spirito di questa terra, in cui da sempre c’è una vocazione alla laboriosità, all’innovazione e alla collaborazione dei vari settori che la costituiscono: impresa, artigianato, cultura, sociale.

Ci sono dei collaboratori e in quali campi sono specializzati?
Ho dovuto imparare il ruolo del leader, fare scelte precise per far sì che questa visione divenisse una realtà credibile: l’obiettivo non era quello di gestire un circolo di artisti per il quale sarebbe bastato un semplice “dopolavoro”, ma di gestire una struttura davvero importante e prestigiosa della città. Per fare questo ho formato un gruppo di lavoro costituito da professionisti affermati della mia generazione, provenienti da esperienze di successo diverse, Andrea Corsini, amministratore delegato di un’impresa storica e importante della città; Alessandro Santarossa, architetto museale docente universitario e premiato per aver progettato importanti smart museum italiani; Michele Giacalone, team manager imprenditore; Marco Dabba, esperto allestitore di mostre; Davide Massanzana, addetto al marketing e alla comunicazione; e un affermato fumettista come Emanuele Barison.  A queste figure si affiancano altre professionalità operative che coprono tutte le articolate sfaccettature di questa impresa culturale creativa, dove la collaborazione non solo di tutte le forze artistiche, imprenditoriali e sociali del territorio concorreranno a rendere sempre attivo e pregno di contenuti il nostro incubatore di contenuti culturali.

Perché l’anteprima dell’inaugurazione con le tre mostre?

Paff 01La gestazione del Paff! è stata lunga e faticosa e in alcuni momenti anche frustrante; le trafile burocratiche, gli intoppi, le diffidenze, la ricerca di risorse. Era troppo forte la voglia, nonostante la struttura non fosse pronta, di riaprire al pubblico uno spazio che da troppo tempo versava in una condizione di stallo. Abbiamo così pensato, facendo un vero miracolo dal punto di vista organizzativo, e devo ringraziare davvero tutte le forze messe in campo, dalla disponibilità dell’amministrazione agli artigiani che hanno trasformato uno spazio buio e angusto in un luogo luminoso e accogliente, alla disponibilità di tanti volontari, e alla collaborazione degli artisti, di profittare di una grande vetrina della città come il festival letterario per celebrare i nostri colleghi ospiti del festival con una esposizione di qualità. Questo anche perché essi avevano già collaborato con la nostra associazione culturale a “il Mantello di Carta”, un progetto a fini benefici a favore delle cure domiciliari pediatriche, presentato proprio a Pordenonelegge qualche anno fa. Ne è nato un evento di grande impatto accolto con entusiasmo e partecipazione. Un banco di prova per comprendere che il lavoro di preparazione svolto, le strategie attuate, le professionalità coinvolte, le scelte fatte andavano tutte nella direzione giusta. Questo ci ha gratificato molto e ci ha dato la spinta per alimentarci di energie nuove per la vera inaugurazione che avverrà a breve.

Avete già il programma dell’inaugurazione? E quello dei prossimi mesi?

Faremo l’inaugurazione ufficiale a fine novembre con una mostra di un fumettista di calibro internazionale. Una esposizione che occuperà gli ampi spazi espositivi e che incarnerà i criteri che ho poc’anzi descritto. C’è da dire che il Paff! è ancora ufficialmente un progetto sperimentale, che necessita di più di due anni per entrare a regime per la sua complessità, perché affianco alle attività espositive, si integrerà a un’area ludico-didattica, alla formazione, alla comunicazione, all’incubazione di progetti sociali, culturali, imprenditoriali, all’organizzazione di eventi, alla promozione turistica del territorio. È ovvio che un’ambizione così mastodontica si delineerà in maniera graduale e progressiva, e quella della mostra ne è il primo, grande, tassello.

Antonio Salvatore Sassu

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