lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Prodi: “Alle europee alleanza socialisti, liberali e verdi”
Pubblicato il 05-10-2018


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“L’Italia rischia di diventare una democrazia illiberale”, lo ha affermato l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi in una intervista al Corriere della Sera. “Ci troviamo infatti – ha spiegato Romano Prodi – nel caso in cui chi ha avuto il mandato popolare pensa di avere diritto a fare o a dire qualunque cosa. Come se l’elezione portasse in dote la proprietà del Paese. È una deviazione non solo italiana. Penso alla Polonia e all’Ungheria, così vicina al cuore di Salvini. Penso alla scena dei ministri grillini affacciati al balcone di Palazzo Chigi. Commentando e diffondendo quelle immagini Di Maio ha scritto: ‘Da quel balcone si sono affacciati per anni gli aguzzini degli italiani’. Veramente noi non ci siamo mai affacciati al balcone. Dove c’è l’istituzione non ci si affaccia al balcone”. “Una deriva – ha aggiunto Prodi – iniziata con il Vaffa di Grillo”.

Prodi ha poi parlato delle prossime scadenze elettorali. Le europee per il professore possono segnare un punto di svolta: “Lo spostamento a destra incorso nel Ppe ci chiede e allo stesso tempo facilita la costruzione di un raggruppamento che veda insieme, non nello stesso partito, ma alleati: socialisti, liberali, Verdi e macronisti. Uno schieramento politico accomunato dalla stessa idea di Europa. Se designassero il presidente della commissione e facessero un programma comune allora un’alternativa sarebbe possibile”.

Queste forze politiche secondo Prodi dovrebbero avere un programma comune in cui vi sia “una politica economica da affiancare all’euro; la lotta alle disparità; la difesa comune e una linea condivisa su immigrazione, sicurezza, giovani e lavoro”. “Se vogliamo avere delle forze riformiste serve una coalizione ampia. Quello a cui penso è lo scenario europeo. Non confondiamo il riformismo con un partito. Le etichette del passato sono un punto di riferimento, ma non bastano. Se ci rivolgiamo solo ai nostri avremo forse l’unità, ma faremo poca strada”, ha detto ancora Prodi nell’intervista a Il Corriere della Sera.

“Spero che il Pd capisca che la differenziazione ancora esistente e così netta tra potere formale e potere reale nel partito non fa altro che disorientare l’elettore- aggiunge – È incredibile che mentre il segretario chiude la festa a Ravenna, il potere reale faccia il discorso a Firenze. Non ho mai visto nella mia vita nessuna organizzazione andare avanti così. Nessuna”. Renzi deve fare passo indietro? “O un passo in avanti, veda lui. L’importante è sciogliere questa ambiguità”.

Il due volte presidente del consiglio ha parlato anche di Africa e di immigrazione. Lo ha fatto nella veste di presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli “Europa e Mediterraneo” aprendo questa mattina il congresso dell’Aimmf (l’associacione dei magistrati dei minori): “Serve da parte dell’Europa – ha detto Prodi – un grande piano di aiuti e investimenti per l’Africa. Chiamatelo piano Marshall, chiamatelo piano Mandela, o come preferite, ma se l’Europa non contribuisce in maniera consistente allo sviluppo e quindi alla pacificazione in Africa l’esodo che da quel continente muove verso di noi non è governabile”. Romano Prodi ha poi spiegato che senza mettere in moto determinati meccanismi, “magari collaborando con la Cina, già impegnata in Africa”, si rischia “di perdere un’occasione importante per tutti”. Anche perché, ha aggiunto, “siamo chiamati ad affrontare questo problema dalla storia e dalla necessità: e lo dobbiamo affrontare con una visione politica avanzata e non solo con le recriminazioni e le restrizioni. Le regole le dobbiamo avere, ma se accanto alle regole non abbiamo le prospettive, vi assicuro che le regole valgono poco”.

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