domenica, 18 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Quel che penso del congresso
Pubblicato il 14-10-2018


In Baviera i Verdi sono il partito del momento, con oltre il 18%. In Italia i Verdi sono spariti. Ma in Germania vivono ancora democristiani e socialdemocratici. In Italia no. Vuoi che sia colpa di Bonelli, di Casini, di Nencini? Solo gli stolti lo possono pensare. In Italia é crollato un sistema e ne é nato un altro, dove i partiti identitari sono stati sostituiti da nuovi soggetti e sigle senza storia e cultura politica. Aver tenuto insieme la nostra piccola comunità con enormi sacrifici, é stato miracoloso, soprattutto dopo il 2008 e fino al 2013, senza un parlamentare, senza un soldo, senza null’altro che non fosse la nostra passione. Per questo sono diventato intollerante verso i cosiddetti socialisti di Facebook, che osservano noi nuotare contro vento e si divertono dal bordo del fiume a lanciare sassi. Con sadico piacere. Questo non significa che non si potesse far meglio e che non siano stati compiuti errori. Ma se ogni volta che nasce un dissenso, spesso per mancate candidature o per questioni personali, più raramente per diversità politiche, si sbatte la porta in faccia, non credo si dia un buon esempio. La porta oggi deve riaprirsi per tutti quelli che intendano tornare a far parte della nostra comunità accettandone le regole. A patto che non sia una porta girevole. Non è vietato sostenere di essere socialisti ma fuori dall’attuale Psi. E’ insostenibile dichiararsi fuori dal Psi perché si é socialisti.

Il congresso é ormai fissato, dopo il Consiglio nazionale e la Convention di fine anno. Tutti devono potervi partecipare, ognuno recando il suo contributo, ma dopo avere dato materialmente un aiuto che ci permetta di vivere. Discuteremo di norme congressuali. Dico subito che sono a favore di un congresso aperto e nato dal basso. Chiunque voglia parteciparvi é chiamato anche a recare un sostegno economico, potrebbero partecipare anche associazioni, movimenti, circoli di non iscritti purché accreditati, le tesi dovrebbero costituire solo una cornice possibilmente unitaria dentro la quale collocare idee, spunti, annotazioni da raccogliere nelle assemblee provinciali.

L’assise nazionale, attraverso la commissione politica, potrebbe alla fine elaborare una o più proposte di documento finale da votare da parte dei delegati. Segretario e presidente potrebbero essere entrambi eletti direttamente dal congresso, assieme al Consiglio nazionale, di cento persone, che a sua volta dovrebbe eleggere una direzione di non più di trenta e una segreteria di dieci. Ovviamente queste sono mie idee sulle quali ragionare insieme. Ma non v’é dubbio che un congresso, da svolgere prima di quello del Pd, dovrà assumere connotati nuovi: costituire una tribuna politica per tutta l’opposizione al governo dei vicepresidenti, rinnovare il gruppo dirigente, non solo dal punto di vista generazionale, ma anche seguendo meriti politici ed elettorali nella sua selezione, aggregare il massimo possibile di socialisti ancora ai margini del partito, o per scelta o per condizioni locali, dotarsi di organi snelli, senza ricorrere al vecchio principio secondo il quale é opportuno accontentare tutti. Si può aprire una nuova stagione politica. Apriamola tutti insieme. A nessun socialista italiano sia consentito sostenere che il Psi non é il suo partito.

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Mauro, hai ragione, già da molto tempo, tra di noi, che amiamo definirci socialisti, esistono moltissime contraddiiziioni, soprattutto tra quelli come me, che di fatto si sono disinteressati del partito. Siamo arrivati in un periodo dove va riconosciuto che é quasi proibito continuare con l’indifferenza, sollazzandosi con gli errori degli altri e mai di se stessi. A ottantun anni suonati e dopo aver speso i migliori anni della mia gioventù, mi sono reso conto, che stare da soli, urlando alla luna, oltre a sbagliare, non rende niente a nessuno. In poche parole, ti voglio dire che ho maturato l’idea di riprendere la tessera del PSI e, potendo, seguire il congresso e quello che segirà. Vivo dal 1960 a Sesto San Giovanni (MI) dove ho lavorato per quasi 40 anni nelle aziende che oggi non esistono più e sono pensionato. In passato, però, ho militato nel PSI per oltre venti anni e fino alla tragedia accaduta al suo indimenticabile segretario Bettino Craxi. Poi, il nulla assoluto, fino a oggi, ma dopo aver assistito all’involuzione del nostro paese, con l’avvento di impossibili governanti, mi sono deciso di fare qualcosa, riprendendo il cammino con quelli che sono stati miei compagni di viaggio: il PSI. Spero di essere messo in condizioni e avere informazioni di come ci si debba muovere, per migliorare, nel miglior modo possibile, le sorti di questo nostro sfortunato paese. Grazie dell’ospitalità e auguro a tutti voi, buon lavoro. (M.G.)

  2. E’ più che comprensibile l’intolleranza del Direttore verso il dissenso “per mancate candidature o per questioni personali”, ed è altresì legittimo l’orgoglio per “aver tenuto insieme la nostra piccola comunità con enormi sacrifici…”, ma mi trovo meno d’accordo laddove, in chiusura di queste righe, egli afferma “a nessun socialista italiano sia consentito sostenere che il Psi non é il suo partito”.

    Ci sono socialisti che in tutti questi, lunghi, venticinque anni, incuranti di ogni “tornaconto” politico, hanno cercato, in ogni sede e circostanza, di difendere e tener viva la memoria del partito di allora, senza mai cadere nella tentazione di tagliare quelle radici – come qualcuno talora vorrebbe fare privilegiando il futuro – per poi ripartire proprio da lì (se e quando i tempi saranno più propizi).

    Credo che anche tale loro “azione” e coerenza sia servita a far capire che il vecchio PSI non era quel partito che i suoi “avversari” hanno voluto dipingere, e sono pertanto da considerarsi socialisti a pieno titolo, pur se non hanno ritenuto di aderire all’odierno PSI, non condividendone, a torto o ragione, la collocazione ed una linea politica che è parsa abbastanza lontana dalla cultura liberalsocialista (e non poco appiattita su quella di altri).

    Volendo essere realista, io non credo che un Congresso possa comporre tali differenze e “diversità politiche”, che riguardano giustappunto la linea politica, alleanze, ecc…, e per questa ragione, in questa fase, guarderei molto alle elezioni locali, dove sui candidati socialisti possono convergere i voti di tutta la famiglia socialista, oltreché di altri, e se il consenso ottenuto risultasse significativo sarebbe una buon avvio e viatico per altre “tappe”, e per aprire semmai tutti insieme una nuova stagione politica.

    Paolo B. 14.10.2018

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